Tutti contro tutti

Report esistenziale dai confini del nero califfato

.Che cazzo sta succedendo in Siria? (in breve)

Marzo 2011, la primavera araba, tanto accolta da noi occidentali, contagia anche la Siria del dittatore Assad: è guerra civile. In questi anni la situazione si è complicata ulteriormente a causa dell’aumento esponenziale degli attori intervenienti nel paese. Ad est abbiamo: l’esercito di Assad; Hezzabollah, formazione paramilitare che ha “sede” in Libano; Al Nusra, gruppo terroristico che fa riferimento ad Al Qaeda; e l’esercito libero siriano. Ad ovest: L’Isis, il califfato del terrore; i Kurdi; la Giordania. Aggiungete a tutto ciò le pressioni della Turchia, Israele, Iran e Usa ed il quadro è completo.

Chi ancora concepisse il conflitto come una guerra di religione rimarrà deluso dal sapere quali sono gli schieramenti in campo e le “alleanze” strette. Reggetevi, le linee sono complicate e perdersi è molto facile. L’Isis di matrice sunnita combatte contro l’esercito di Assad, contro la Giordania, sunnita anch’essa, contro l’esercito libero siriano, di matrice sciita, contro Hezzabollah, sciiti, e contro i Kurdi, sciiti, sunniti, cristiani, ma profondamente atei. Al Nusra (famosa per il rapimento delle due cooperanti italiane) combatte contro Assad e contro l’esercito libero siriano, nemici comunque dell’ex dittatore. La Turchia fa da spettatore attivo, simpatizzando per l’Isis. Il governo di Ankara si trova diviso tra l’alleanza con gli Stati Uniti ed i propri interessi: caduta di Assad e sconfitta dei Kurdi. L’Iran sciita condanna l’Isis e tenta di raccogliere consensi contro il califfato.   Questo “libro” kafkiano mostra anche i suoi lati più divertenti, tanto da far nascere “alleanze” difficilmente immaginabili pochi anni fa. Ecco che magicamente Israele, Iran, Giordania ed Hezzabollah si trovano alleati contro i boia neri dell’Isis. La Turchia, fedele avamposto europeo in medio-oriente, strizza gli occhi ai terroristi sciiti. Bene… se avete capito qualcosa in questo delirante quadro di guerra, tratteggiamo le prime considerazioni. Ciò che sta succedendo in Siria è un riassetto della zona che modificherà irrimediabilmente i vecchi rapporti tra gli stati della zona. Israele e stati Arabi sono ormai costretti a parlare, anche per giungere ad una soluzione sulla questione palestinese. L’Isis è reale e nasce da un vuoto creatosi in Iraq. Gli unici che lo stanno prendendo in culo sono e saranno i Kurdi, popolo ed etnia senza nazione.

E noi Occidentali? Abbiamo la possibilità (anche se ho la sensazione che falliremo) di redimerci agli occhi dei popoli Arabi per poter creare una pace duratura. Parole d’ordine “autodeterminazione dei popoli” e “gestione di intervento” qualora questa venga sovvertita. Un reale ruolo da intermediario, non di dominatore. Ebbene si, secondo il mio modestissimo parere, l’errore degli Stati Uniti in Iraq, e conseguenza nascita del califfato, è stato ragionare ancora nell’ottica economica, senza tenere conto delle spinte autodeterminanti che quella regione aveva. Più semplicemente: il nord a maggioranza Kurdo, il centro occupato dai sunniti ed il sud dagli sciiti. Moglie e buoi dei paesi tuoi. Ma le bacchette magiche non esistono, quindi entriamo e tastiamo i confini della realtà.

Davide Lemmi

 

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18 Comments

  • finalmente si legge un articolo “lucido”, complimenti. dopo giorni di inutili virtuosismi editoriali, fatti di banali ovvietà e stucchevoli prese di posizione (insulse e distorte) un po’ di sana e fresca lucidità analitica . mi ci voleva. grazie. 

  • su uki si dicono le cose come stanno
    sarà importante vivere le “cose come stanno” da una testimonianza diretta.
    bravissimo lemmi

  • la spinta all’autodeterminazione dei popoli non verrà mai arrestata, soprattutto se si interverrà solo per scopi economici. il popolo kurdo insegna…….il futuro non è mai stato più incerto
    bel post. complimenti a Lemmi

  • gli usa non faranno mai da mediatori,benchè la propaganda mediatica provi a convincere. i loro interessi su quelle terre sono forti e potenti,ormai si sa. continuano ad dividere, a sostenere i guerriglieri una volta da una parte una volta dall’altra…..divide et impera….e intanto fanno i loro sporchi giochi finanziari e commerciali……devono difendere il dollaro,lo scambio del petrolio (vedi gli inciuci con l’arabia saudita),e sanno bene che devono fermare l’avanzato dell’islam….
    siamo in guerra, Lemmi ci ricorda anche questo. Complimenti…lo stile poi così personale ed esistenziale di questi report rende tutto più drammaticamente reale…..altra grande ed encomiabile iniziativa di uki.

  • eccellente inizio di questo nuovo reportage del Lemmi……intanto abbiamo messo le cose in chiaro, su cui mi trovo profondamente d’accordo …anche con giampi.. 😉

  • Eh si paghiamo ora gli egoismi del passato. Confini tracciati con il righello da chi “guidava” la storia. Di solito dopo una guerra, Iraq insegna,regna il caos. Leggiamo lemmi, ascoltiamolo. Vedremo poi.

  • Spero che il sito segnalato da Raffaello Drugo Cortina sia visionato da tutti gli interessati. Date un’occhiata alla propria presentazione (apolitico, antirazzista ecc.) e ai successivi argomenti trattati nei combi…..fantastico. Grazie Drugo Cortina. In realta’ bisogna pensare che ci sono milioni, centinaia di milioni di persone che,semplicemente, non accettano il nostro modo di vivere. Siamo sulla stessa terra, ma in “tempi” diversi. Credo bisognerebbe accettare la realta’. Poi resta il problema di interagire con una cultura diversa che potremo definire arcarica tribale, ma con mezzi di comunicazione dei giorni nostri. Gia’ che ci siete andate a vedervi “vice news isis” un bel reportage dall’interno del califato condotta da un giornalista “arabo” che lascia davvero i fatti separati dalle opinioni.

  • Ruggero ha dato un ottimo consiglio: vice news, oltre che popolata da pazzi, ha pubblicato due ottimi reportage, sia sul fronte curdo-irakeno, sia all’interno dei confini del califfato. Dissento parzialmente però su una cosa. Se la cultura dei popoli arabi è differente, i vertici, al contrario, sono “intelligenti”. La manovra capta la demagogia ed il populismo religioso, facendo leva su una regola vecchia come il cucco…l’odio. La discriminazione ed il razzismo sono indizi troppo conosciuti per essere tralasciati.

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