L’ascienza È lettorale

«..Tu ci capisci qualcosa?», «No, io uso la Forza»

Mattarellum, Porcellum, Vassallum, Italicum, mai gli italiani hanno amato così tanto il Latino. Il fatto di scegliere una lingua “morta” per definire un sistema elettorale la dice lunga sulla sua attualità. È come se venisse inaugurato il veicolo spaziale più avanzato dell’era moderna e gli ingegneri aerospaziali la presentassero dicendo “Habemus rota”.

Quando leggo queste definizioni, mi sovvengono alla memoria le lezioni disperate del mio professore di Diritto  che -ignorando la tabellina di marcia del programma ministeriale- ci faceva sedere in cerchio e si sforzava di spiegarci l’importanza della Costituzione. Il prof. SAPEVA che i giornalisti NON SANNO, che i politici SANNO benissimo e che noialtri NON AVREMMO MAI SAPUTO un bel niente, senza i suoi preziosi insegnamenti. Stimavo il mio professore di Diritto, ammiravo la sua missione e gli ero affezionato, perché per me era come un Maestro Jedi.

«Mio giovane padawan, studiare bene la legge elettorale tu devi, perché informazioni false danno giornali e politici, il lato oscuro in loro forte è».

«Maestro, io ci provo.. studio la legge elettorale, ma mi viene sonno dopo cinque o sei parole».

«Sciocco testone tu sei! E va bene, chiedimi quello che vuoi capire, con semplicità io risponderti potrò».

«Va bene, Maestro. Qual è la differenza fra il sistema elettorale spagnolo, quello tedesco, quello francese e il nostro? Che cos’è lo sbarramento? Come funzionano i seggi uninominali? Cos’è il metodo Hare del quoziente naturale e dei più alti resti? Com’è un sistema misto proporzionale-maggioritario? Perché i Deputati sono eletti su base nazionale mentre i Senatori su base regionale? Perché per la Camera dei Deputati chi prende meno del 4% dei voti non entra in Parlamento ma se lo stesso partito fa parte di una coalizione invece entra perché ha comunque più del 2%? Cosa sono le liste bloccate?».

«Mio giovane padawan, e che cazzo, una più facile domanda fare tu non potevi?»

 

Come sempre, prima di giudicare, provo a studiare il testo di una legge, ma vi assicuro che per comprendere l’attuale legge elettorale (così come le precedenti) ho dovuto assumere sostanze chimiche sintetizzate in laboratorio su mia commissione, a base di Redbull, caffeina, nitroglicerina e LSD.

Il sunto, alla fine, di ogni norma che regola le elezioni consiste nello stabilire fino a che punto i rappresentanti dei cittadini possano (debbano?) essere eletti dai cittadini stessi.

Ieri ho parlato con il figlio di una mia amica, che mi ha illustrato la sua proposta di legge elettorale elaborata in occasione del suo quarto compleanno.

Il testo fa più o meno così:

Titolo: Legge elettorale semplificata

Art.1

Il territorio italiano viene suddiviso in circoscrizioni nelle quali si candidano tutte le tipologie di liste civiche previste dalla legge. Si assegnano i seggi in Parlamento in proporzione alle percentuali di voto prese in tutta la Nazione, con arrotondamento in difetto.

Art. 2

Al fine di evitare la disintegrazione delle Camere in decine di piccoli partiti, si introducono due soglie minime:

– la soglia di voti utili del 5% per le formazioni candidate;

– la soglia massima di numero 10 formazioni in Parlamento.

Art. 3

Ogni parlamentare ha l’obbligo del rispetto di programma elettorale e di appartenenza al proprio partito, ogni coalizione di fatto deve essere stabilita prima del voto, ogni voto in parlamento è palese.

Fine.

  Questo bimbo ha quattro anni. Già me lo immagino a 7 che riscrive la Costituzione.

 

Sono certo che migliaia di emeriti professionisti del diritto sarebbero pronti a spiegarmi come questo metodo porti a conseguenze disastrose per la stabilità dei Governi.

Il mio Mestro Jedi, citando l’Art. 92 della Costituzione, risponderebbe che i Governi non vengono nominati dal Parlamento, ma «Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri».

Certo, il Governo deve avere la fiducia delle Camere, ma lo sbarramento al 10% di cui sopra, l’obbligo di mantenere le promesse elettorali (voto palese), l’obbligo di formare eventuali coalizioni prima del voto e il numero massimo di 10 partiti, porterebbero come conseguenza alla formazione di blocchi consistenti ben definiti in Parlamento, che avrebbero tutto il potere decisivo di questo mondo.

La matematica non è un’opinione.

 

Gli emeriti professionisti del diritto, quasi certamente, solleverebbero l’obiezione secondo cui c’è la possibilità che venga a mancare la fiducia perché troppe teste fanno solo confusione; il premio di maggioranza escluderebbe tanti partitini, che minano queste decisioni.

Sulle orme del mio Maestro, farei notare prima di tutto che ad oggi, anche col premio di maggioranza, i “partitini” che entrano in Parlamento con l’escamotage delle coalizioni, non avendo il dovere di mandato possono comunque fare un po’ quel che cazzo che vogliono. Farei anche sommessamente presente che, nonostante il premio di maggioranza attuale, gli sbarramenti e le liste bloccate, attualmente la Camera dei Deputati è formata comunque da 15 gruppi parlamentari, mente il senato ne ha proprio 10.

 

Zompando da un partito all’altro, i nostri deputati determinano la vera ingovernabilità, ma se li minacciassero di mandarli a casa appena lo fanno, sono certo che diventerebbero esempio di integrità per tutti i paesi del mondo.

 

«Maestro, ti ringrazio per gli insegnamenti che mi hai dato».

«Ma figurati, mio giovane padawan. La prossima volta che mi imbriaco e penso di essere un Maestro Jedi, uno squillo farò a te, grandi cazzate mi piace insegnare».

Roberto D’Izzia

 

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12 Comments

  • è molto vero che l’ingovernabilità dipende anche dalla doppiezza dei deputati,che non hanno più bandiere,mentre ce le vendono a noi come fumo negli occhi,come queste leggi elettorali.
    che poi sarebbe,come tutto del resto,semplicissimo aggiustarne una,anche un bambino ci riuscirebbe….come dimostra il bravissimo R.d’Izzia.
    Daje Uki!!!! 😀

  • X Cecilia: ci sarà sempre da ridere.. pensa a Enrico Letta in spiaggia, che balla Asereje con il costume della Pucca.

    X KKXX: La Forza è in tutti noi. Berlusconi c’ha fatto addirittura l’inno del suo partito.

    X FABRIZIO80: Già.. sai che risparmio? Le campagne elettorali si potranno fare nelle aule degli asili.

    X CLEROS: ricordatelo quando partirà la campagna abbonamenti del mio fan club.

    X TIMO: esatto! Devono smettere di scrivere “riforme”, non servono, costano e sono fatte da incompetenti che hanno solo una gran voglia di scrivere il proprio nome sulla carta intestata del Parlamento. Bisogna “aggiustare” le leggi vigenti, sono d’accordo con te.

    X BRUNOIXS: già.. la domanda è: ma i giornalisti che inventano questi termini si accorgono di fumare roba scadente?

    X DALIA: se avessimo governanti che ci “fregano” con la forza, beh avremmo un nemico ben definito da cui difenderci, il problema è che sono molto più subdoli, e prendono decine di milioni di voti, sempre e comunque..

    X IVAN VA: grazie per i complimenti. Provo a risponderti come ho fatto con Cecilia: se ti viene da piangere, pensa a Enrico Letta con gli occhialini rettangolari di Albano e Angelino Alfano con la parrucca e la gonna di Romina Power, che si esibiscono in una balera romagnola tenendosi per mano: senti nell’aria c’è già la nostra canzone d’amore che va, che un pensiero che sa di felicità aaaaahhhh (aaaaahhhh è l’acuto stile Albano)

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