Luca Carocci: “Gesucristo forse è morto di freddo” è il nuovo album

Un album essenziale e registrato in presa diretta che esplora l'autenticità umana tra ironia, dolore e ricerca di sé. Attraverso otto brani sinceri, l'opera celebra l'imperfezione e il coraggio di accogliere le proprie differenze per tornare a respirare

Gesucristo forse è morto di freddo” attraversa le zone più contraddittorie e vitali dell’esistenza: otto brani che oscillano tra ironia, dolore e disincanto, alla ricerca di un’autenticità possibile dentro un presente che nasconde. È un viaggio di grande sincerità tra identità, errori, memoria, presenze e quel desiderio ostinato di diventare sé stessi. Al centro, la title track: una piccola esplosione di suono, che lava il viso prima di proseguire nell’ascolto.

Essenziale nella forma e registrato rigorosamente in presa diretta per preservarne l’autenticità, “Gesucristo forse è morto di freddomette in primo piano la bellezza dell’imperfezione, il calore dei timbri e la limpidezza delle parole. Bastano poche frasi per restituire ciò che davvero conta: l’espressione delle proprie differenze, la capacità di accogliere un tempo che naturalmente si dilata, l’arte del perdono, la capacità di tornare a respirare – finalmente – a pieni polmoni.

«Non serve darsi fuoco né spingere un motore, restare fissi a terra tra i debiti del fare… né essere sé stessi e fingere di amare» afferma Luca Carocci a proposito dell’album. «Rallentare, fare pace con sé stessi, ricalcolare le priorità e gioire delle proprie differenze, senza uniformarsi per sentirsi parte del tutto. L’unica cosa che davvero conta è – ed è sempre stata – la verità. La felicità non è un premio, ma un atto di volontà: una scelta, anche quando nulla sembra allinearsi. Perché questo non accadrà mai. La perfezione è un’illusione, oggi forse solo un riflesso governato da un algoritmo. Prima di fare qualsiasi cosa, occorre trovare il coraggio di essere. Perdere il senso dell’individuo trasforma la collettività in massa indefinita; rinunciare alle passioni per paura del giudizio altrui significa rinunciare alla pienezza della vita. Il viaggio verso sé stessi è il viaggio verso l’universo. Questo disco esiste così com’è, nella sua essenza irriducibile, così come doveva essere: fotografia di un istante irripetibile, per questo sintesi di tutto quello che siamo stati e forse anticipazione di quello che saremo. E non è necessario essere tutti d’accordo».

Cantautore dal linguaggio raffinato e originale, Luca Carocci debutta del 2014 con l’album “Giovani Eroi” (FioriRari), seguito nel 2016 da “Missili e Somari“, che vede la partecipazione di artisti come Margherita Vicario, Francesco Forni, Roberto Angelini e Bianco. Chitarrista eclettico, accompagna numerosi musicisti italiani e internazionali, condividendo il palco tra gli altri con gli Stereophonics all’Auditorium Parco della Musica di Roma e Compay Segundo a Villa Ada, e con il brano “Le rose e i limoni” arriva tra i finalisti di Musicultura 2016. Parallelamente, lavora come autore e produttore, componendo musiche anche per il cinema. Nel 2021 pubblica il disco “Serenata per chi è nervoso“, anticipato dal singolo “Ogni volta che dormo da sveglio“.

Negli anni, Carocci collabora con Alex Britti, con il quale è coautore di “Una Parola Differente” (Britti, 2020). Con lui, nel 2025, firma anche “Canzone semplice“, pubblicata il 10 ottobre e primo singolo dell’album “Gesucristo forse è morto di freddo“.

Il secondo estratto, “Il gelo dentro una parola“, esce il 21 novembre: secondo tassello di un disco che conferma la capacità di Carocci di porre la poesia e la gentilezza al centro della canzone d’autore.

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