Chi come me segue pagine come “I would prefer not to”, “I want to leave ok” o “I told my therapist about you” (se ne potrebbero aggiungere molte altre) significa che è appassionato di memes “assurdivisti” ossia di quei meme, spesso senza alcun testo, che si riassumono in una foto assurda in cui è rappresentato un soggetto o una dinamica che solitamente si riteneva inusuale. Si tratta di foto spesso senza senso se non addirittura assurde in cui vengono immortalate scene che pensavamo inusuali per la realtà percepita. La forza di questi meme è quasi “sacrale” nella loro capacità di rivelare l’assurdità del mondo, quell’ “assurdo” che il filosofo Albert Camus (1913-1960) descriveva come il contrasto tra il nostro bisogno di senso e un universo che non ne offre. Sono immagini incredibilmente vere che contengono un “mistero tangibile”: il mondo è davvero così strano? E se sì, cosa dice questo su di noi, sulla realtà e sulla verità?

Il distributore di bibite in mezzo ad una foresta, il piccione che stacca il numero da un annuncio pubblico come se lo avesse letto e capito, l’uomo con la maglia dello stesso colore dei sedili dell’autobus sono tutte testimonianze di un universo pieno di sfaccettature inaspettate. Con l’arrivo dell’AI, questa frontiera però si sfoca: quando tutto può essere generato, la “meraviglia dell’assurdo” rischia di trasformarsi in banale “fabbricazione dell’assurdo” e questo cambia radicalmente la visione del tutto perché sapere che un’immagine è creata dal nulla le toglie proprio quello spirito filosofico che nasce dall’accidentalità, dalla realtà “non intenzionale” colta in uno scatto. È vero: molti dei memes assurdivisti che si trovano in rete hanno spesso subito una qualche modifica, magari con Photoshop, che ne ha stravolto il senso originale, arrivando talvolta proprio ad aggiungere l’elemento assurdo che ha dato significato a quella che doveva essere un’ immagine neutra. Ma in questi memes nati spontaneamente sui Social, anche quando vi è un lieve intervento di fotoritocco o di montaggio, il fulcro resta sempre il rapporto con il reale.
Queste immagini si collocano all’interno di una tradizione di rappresentazione del mondo che appartiene all’era dei Social: quella dell’istantanea, del “guarda cosa ho visto”, della documentazione visiva e immediata del quotidiano, in questo caso della sua potenziale assurdità. Ed era questo spirito di “volontà di rappresentazione” a fare quasi da semi garante della veridicità della gran parte dei contenuti di questo tipo.
L’autore di queste immagini non mira ad inventare un mondo ma lo scopre, lo riconosce e lo isola.
Questo rende il meme assurdivista autentico, un atto percettivo prima che creativo: un momento in cui ci si accorge che il mondo può essere “inverosimile” già di per sé.

Cosa riserva quindi il futuro per gli appassionati di questi memes e della filosofia di cui si fanno portatori? Si potrebbe provare a salvare in fretta e furia su qualche hard disk personale , prima che i tempi diano inizio definitivamente all’era dell’ “ambiguità”, il maggior numero di queste immagini pubblicate in epoche non sospette, in modo da creare un archivio e preservare le testimonianze di un passato che ormai non c’è più.
Su quello che invece ci attenderà in futuro, non saprei proprio che previsioni fare. Forse d’ora in avanti l’assurdo sarà costituito dal fatto che che “non potremo più distinguere il reale dal finto”, che vivremo in un mondo dove la realtà si mescola alla simulazione in modo irreversibile. Forse l’assurdivismo del futuro sarà contemplare la confusione stessa e combattere con quell’ “inquietudine ontologica” che ci coglierà nel momento in cui ci ritroveremo faccia a faccia con il “potenziale artistico” della tecnologia AI.
Riporto di seguito una lista delle pagine più celebri dedicate a questo tipo di contenuti che potete trovare sia su Instagram che su Facebook: “I want to leave ok”, “I told my therapist about you”, “I would prefer not to”, “Existence is pain”.
Daniel Nicopòlis


che figata raga. mi avete fatto tornare indietro nel tempo
articolo interessante. non l avevo mai pensata da questa prospettiva
Gia’ …. non potremo più distinguere il reale dal finto … passeremo le giornate a cercare di capire come ci fregherà la fregatura. Rimpiangeremo questi meme… cosi’ come rimpiangeremo Uki, Nicopolis, ecc … :)))