Le cose come stanno, vi prego, in questo mondo

Come svegliarvi la mattina e farvi rodere il culo

Oggi voglio fare il tremendamente serio, il polemico, il testa di cazzo che manda al paese gente e persone ignoranti, che ignorano le cose perché non hanno la voglia di informarsi, ma preferiscono sputare addosso agli altri.
Oggi sarò stronzo, fatemelo fare per favore.
Oggi voglio raccontarvi come stanno le cose in questo mondo, di come vi stiano prendendo per culo, di come il grande progetto di cui vi sentite parte integrante sia fittizio.
Iniziamo dal principio.

.

IL LAVORO

Basta lamentarvi e fare i neo fascisti del terzo millennio. Non si stava meglio prima. A patto di non tornare nel Medioevo, dove si lavorava poco per davvero.
Lo sapete che nel Medioevo il numero di feste e di giorni di riposo era il 50% dei giorni dell’anno? Ebbene si, si lavorava 180 giorni l’anno.
Oggi invece il sistema lavoro è evidentemente fallimentare.
J. M. Keynes disse che entro il 2030 ognuno di noi avrebbe lavorato non più di 15 ore a settimana, salvo errori dei politici.
Come anticipato, nel 1300 un agricoltore inglese lavorava 1500 ore l’anno circa. Nel XIX secolo un operaio di fabbrica ne spendeva 3000 per sopravvivere. Le ore lavorative iniziarono a diminuire ad inizio ‘900 grazie a personaggi come Henry Ford che comprese come il riposo fosse fondamentale per aumentare la produttivitàNixon nel 1956 disse che in un futuro non troppo remoto gli americani avrebbero lavorato al massimo 4 ore al giorno.
Si proseguì con questo pensiero fino agli anni ’80, quando tutto cambiò. L’orario di lavoro smise di scendere.
Questo coincise con l’ascesa del movimento femminista. Le donne iniziarono a lavorare, ed il paradosso è che anche gli uomini continuarono a farlo. Come è stato possibile? Come è possibile che l’aumento della tecnologia, e della forza lavoro, non faccia scendere le ore lavorate?
Ford, ma anche Kellogg (quello dei cereali) diminuirono gli orari lavorativi perché notarono che far lavorare più di 6 ore le persone era dannoso, poiché la capacità lavorativa crollava. Era più conveniente assumere altre persone che lavorassero quelle ore che erano state ridotte agli altri.
Ma non solo. Numerosi studi hanno evidenziato che lavorare meno:
– Riduce lo stress, quindi meno malattie e meno costi;
– Che lavorare meno comporta un minore impatto ecologico sul mondo;
– Che gli straordinari generano maggiori incidenti;
– Che il lavoro lungo crea maggiore disoccupazione rispetto al Part-time;
– Che lavorare meno diminuisce il gender gap e consente agli uomini di essere padri;
– Che lavorare meno diminuisce le diseguaglianze.

E perché allora la situazione è questa? Perché lavoriamo tanto e male?
Semplice, perché costa di meno, paradossalmente, far far gli straordinari ad una persona anziché assumerne due. Il motivo è che i costi del lavoro sono pagati a dipendente e non ad ore.
Altre motivazioni sono legate a questioni di diseguaglianza sociale: meglio pochi ma ricchi, che una redistribuzione della ricchezza che elimini le diseguaglianze, e meglio impegnare le persone tutto il giorno: pensano di meno.

 

IL WELFARE

Si parla oggi di Reddito di Cittadinanza.
Sono numerosi i casi e gli esperimenti sociali che confermano che regalare soldi ai poveri è solo che un bene. Non ci credete?
Nel libro “Just Give Money to the Poor” gli studiosi dell’Università di Manchester hanno elencato i casi in cui elargire denaro gratuitamente è stato più efficace di ogni altro sistema di Welfare. Namibia, Malawi, ma anche India, Messico, Canada, Gran Bretagna.
Dalle loro ricerche è risultato che non solo dare soldi direttamente ai poveri è più conveniente di creare una struttura assistenziale che li segua (come assistenti sociali, ministeri, etc), ma che addirittura i poveri non spendono tali soldi in alcool e tabacco. Il paradosso è che, in presenza di una entrata costante, questi si responsabilizzano avendo una certezza nel futuro su cui contare.
Tale idea è sostenuta anche da famosi economisti com Friedrich von Hayek e Milton Friedman… mica dei minchioni.
Oggi una madre con due figli, che vede diminuire l’assegno familiare di 100 euro al mese, porterà ad una situazione di questo tipo: risparmio netto annuale 1200 euro, ma rischio esponenziale che i suoi figli crescendo meno istruiti, e più affamati, potranno infrangere la legge, ed aumentare così il costo finale di quella famiglia.
Lo stesso sistema dei sussidi è delirante. I servizi sociali, per poterti dare quattro soldi, ti chiedono di dimostrare a più riprese la tua malattia, il tuo deficit. Ogni richiesta è una valanga di fogli e moduli. Vi invitano a prostrarvi per dimostrarvi più incapaci di quanto possiate esserlo.

 

PIL

E allora si parla di finanziare il Reddito di Cittadinanza con un deficit pubblico da risanare con un PIL più alto, in crescita.
Il Pil. Prodotto interno lordo. Una definizione che non specifica cosa possa essere incluso o meno nel PIL. L’Italia fin dal 1987 include nel PIL il “nero”. Cioè nella nostra ricchezza è incluso il nero, l’evasione. Invece il Pil non evidenzia la distribuzione della ricchezza, la produzione di idee, di socialità, di solidarietà. Non quantifica quanta coesione sociale esiste, né quanta gente lavora ogni giorno gratis, o sottopagata.
In sintesi non fotografa nulla di interessante.
Eppure è utilizzato come base per dimostrare la ricchezza di un Paese. L’Italia, un Paese ricco di cultura, storia, edifici, opere artistiche, di tutto ciò non ha nessuna evidenza nel PIL. Il Pil livella la ricchezza dei paesi verso una mediocrità numerica disarmante.
Il Pil venne creato negli anni 20 dello scorso secolo, e rispondeva alle esigenze americane dell’epoca. Oggi è anacronistico.
Ma allo stesso modo, basare un sistema politico su numeri e dati di produzione, significa trasformare la vita in un tabulato. Lo stesso scrittore Kevin Kelly sentenziò «La produttività va bene per i robot, gli essere umani eccellono nel perdere tempo, sperimentare, giocare, creare ed esplorare».

 

TASSE E PROSPETTIVE DI SVILUPPO

Siamo pieni di tasse, ma tutte sul culo dei piccoli borghesi.
Perché non tassare le transazioni in Borsa? Immaginate una tassa ad azione venduta. Addio crolli in borsa! Oppure perché non tassiamo la creazione di denaro dal nulla delle Banche, sapete vero che non viene mai contabilizzata!? Vi siete mai chiesti perché Mario Draghi si rifiuta sempre di pubblicare il Rendiconto Finanziario della BCE? Magari l’Audit sul Debito Pubblico potrebbe essere la soluzione finale alla crisi…
Non solo, perché si investe su prodotti finanziari e non sulla cultura, ad esempio? Eppure si stima che per ogni dollaro guadagnato da una banca si distrugga l’equivalente in 60 centesimi in altri punti della catena economica, mentre per ogni dollaro che guadagna la Ricerca, si restituisce all’economia un corrispettivo di 5 dollari (Benjamin Lookwood).
Se si tassassero gli spostamenti di merci, saremmo ancora più in grado di redistribuire ricchezza e garantire gli interessi nazionali. Un vasetto di Nutella ad esempio viene prodotto con zucchero del Brasile, nocciole turche, cacao nigeriano, vaniglia cinese e olio di palma malese. Assurdo no? I paesi Occidentali quindi comprano risorse da tutto il mondo, e poi chiudono le frontiere, elargendo circa 134,8 miliardi di dollari l’anno in aiuti umanitari. Il costo delle guerre in Iraq e Afganistan. E questi aiuti non sono serviti praticamente a nulla. Secondo la Banca Mondiale, l’85% di questi aiuti sono stati utilizzati per fini diversi da quelli preventivati.
Nel 2003 Esther Duflo avviò il “Poverty Action Lab” del Mit, proprio con l’obiettivo di valutare il reale impatto di tali aiuti. A più riprese, Esther Duflo dimostrò che non ci sono prove che il microcredito, o l’invio di persone, serva a qualcosa contro la povertà e le malattie, ma che era più efficace trasferire direttamente contanti alle popolazioni.
Non è difficile reperire le fonti di questi studi. La realtà appunto è che costa meno inviare 1000 dollari al mese a Mohamed in Africa, che inviare Francesco in Africa, pagargli vitto e alloggio, stipendio, per dare a Mohamed 200 dollari e mandarlo a comprare il cibo al supermercato.

 

DISCRIMINAZIONE

Salvini oggi cavalca il cavallo del “chiudiamo le frontiere”. Ma le frontiere sono una invenzione della Prima Guerra Mondiale.
Ne “il giro del mondo in 80 giorni”, Phileas Fogg non aveva bisogno di timbri, anzi li chiedeva.
Secondo il Fondo Monetario Internazionale, togliere ogni frontiera e dazio doganale porterebbe al vantaggio di 65 miliardi di dollari. Peccato che liberare le frontiere alle persone porterebbe, secondo Lant Pritchett, Economista di Harvard, 65 MILA miliardi di dollari.

I neo fascisti dicono che siamo obbligati a chiudere per difenderci, ma da cosa non è chiaro.
Analizziamo le frasi più ricorrenti.

– Sono terroristi: tra il 1975 ed il 2015 la probabilità di essere ucciso in un anno negli usi da un attentatore straniero è 1 su 3.609.709, 11 settembre incluso. Muore più gente per Mc Donald. Gli studi dell’Università di Warwick dimostra addirittura che i flussi migratori abbassano il rischio di attacchi terroristici a causa di un calo dell’estremismo.
– Sono criminali: negli ultimi 10 anni il tasso di criminalità dei paesi europei è crollato. Eppure vogliamo armarci fino ai denti.
– Portano via il lavoro: in realtà una forza lavoro più amplia crea più consumo, quindi più domanda, quindi più posti di lavoro, semmai più diversificati. Oppure vale solo quando ci pare a noi?
– Il lavoro mal pagato spinge verso il basso gli altri stipendi: questo è vero solo nel caso in cui si venga pagati in nero. Altrimenti non è proprio così.

 

POLITICA SENSAZIONALISTICA

Si chiama “finestra di Overton” ed è il range entro cui ogni politico può dire stronzate.
Secondo Overton, i politici per essere rieletti, non possono manifestare idee che vadano oltre il margine dell’accettabile.
Ma la finestra di Overton è malleabile, si può spostare. In sintesi per rendere ragionevole una cazzata devi dilatare il limite dell’accettabile. Trump, Johnson e Wilders in Olanda stanno sparando vaccate così grandi da dilatare oltre ogni limite tale finestra.
Tuttavia non si affrontano i veri problemi – un po’ come da noi che i migranti sembrano esser divenuti la causa di tutti i mali del Paese, perfino del Debito Pubblico?!
Non parlano mai di distruggere i paradisi fiscali tassandoli, così da prendersi tutti i soldi degli evasori. Non parlano di Meritocrazia, di alzare stipendi a Pompieri ed Insegnanti. Non tagliano il riavviamento al lavoro che prolunga la disoccupazione, non smettono di molestare un handicappato che ha dimostrato ampiamente che lo è e che merita il sussidio. No, loro parlano di falsi problemi comprensibili a falsi cittadini.

Queste idee, maturate nel tempo, le ho trovate condivise in vari libri. Ma uno su tutti si è allineato al mio modo di vedere le cose, e mi ha dato i dati e le fonti per poter dire “non sto dicendo cazzate”. Consiglio la lettura di “Utopia per realisti” di Rutger Bregman, da cui ho preso i dati per parlare dei temi trattati in questo articolo.
Sperando di averlo fatto in maniera interessante.

.

Matteo Madafferi

Share Button
More from Matteo Madafferi

L’insostenibile leggerezza dell’aver sempre ragione a torto veduto

Cronaca di una giornata di ordinaria follia in quel del mondo
Read More

15 Comments

  • Bé,sono idee e riflessioni di buon senso , oltre che’ soluzioni date da esperti . Voglio dire, certe volte basta davvero pensare per il bene di tutti, é semplice! Idee che sono sicuro avessero anche i pentastellati prima di finire nel baratro della stanza dei bottoni
    Idee prese da persone autorevoli ma che poi la loro incompetenza rende vane ….
    Dunque complimenti Madafferi, almeno per averci ricordato che il buon senso è sempreterno!!!!

    • Grazie a te Giuseppe per aver colto il mio messaggio.
      Non un attacco a dei partiti, ma semplicemente un invito a informarsi, leggere, porsi domande e cercare le risposte.

  • In effetti tra il dire e il fare anche di questo governo c’e’ di mezzo il nulla! tante belle promesse . le soluzioni sembrano essere delle pezze mai risolutive
    se anche l idea di un reddito per i meno ambienti non e’ una buona idea siamo da punto a capo , anche se pensò che il tempo puo’ darci risposte piu’ precise
    gli diamo fiducia ???

    • Lorenzo il mio articolo non è contro o a favore di un governo.
      Come scritto, regalare soldi alle persone, negli esperimenti sociali realizzati, migliora le cose.
      Ma il reddito promesso da questo governo è finanziato con un deficit di bilancio, e non è destinato a tutti. Inoltre poggia sul vecchio reddito minimo garantito, che viene implementato fino a quota 780 euro, aumentando i destinatari.
      La questione non è se è giusto o sbagliato, la questione è chiamarlo con il giusto nome.
      Se in campagna elettorale urli ai 4 venti che hai le coperture, e poi fai un deficit di bilancio, hai mentito.
      Se dici che TUTTI saranno destinatari del reddito, e poi non è così, hai mentito.
      Se poi salveranno lo stesso l’Italia, poco conta.
      Oggi di vero c’è che un leader ha rubato 49 milioni di euro che restituirà in 81 anni. E tu fra 81 penso non sarai qui a saperlo se è avvenuto.
      Di vero c’è che il reddito di cittadinanza non è un reddito di cittadinanza.

  • MA CHE VOLETE DI PIú??? PER UNA VOLTA CHE AL GOVERNO C’é QUALCUNO CHE PARLA CON IL POPOLO E CHE STA TENENDO DURO SU UNA LINEA PER CUI SONO STATI VOTATI
    FACILE PARLARE PER BOCCA DEI FILOSOFI MA POI LA REALTá é TUTT’ ALTRA !!!

    • Io non ho parlato di governo Italiano… Comunque i nomi citati nell’articolo sono economisti.
      Se vuoi fare del partitismo con me hai sbagliato persona.
      Se vuoi leggere i miei articoli cerca di partire dal presupposto che a me di uno o dell’altro schieramento non interessa.
      Io dico cose oggettive. Poi te fai le tue scelte.

  • oltretutto il problema non è che parlano con il popolo , il problema è che le loro soluzioni sono allo stesso livello di quei cervelli “ popolari “, per non dire altro! Chi vuoi che pensi per bene??? Il popolo di faccialibro ????
    “ Ci sarà un buon governo solo quando i filosofi diventeranno re o i re diventeranno filosofi “ , Platone

    ce ne sono di buoni motivi per far parlare i veri economisti non collussi con i governi

    Complimenti Matteo , concordo in tutto !

  • questo blog è sempre un riferimento per il giusto pensiero
    tutto molto interessante
    Madafferi i tuoi post oltre che esilaranti sanno essere anche molto pragmatici

    questa è roba che scotta, studi economici nero su bianco , se non si perseguono evidentemente ci sono interessi lontani dal benessere popolare

    • Grazie mille per aver letto. A leggere bene questi dati, e gli studi dietro che ancora sto finendo di leggere, la situazione è molto inquietante…

  • e’ il neoliberismo amici, e come dice Uki è una corrente molto più politica che economica . vive per sfruttare risorse, vive di quello, c’è poco da fare!!
    concordo in toto con Madafferi ,
    sono dati avallati ormai, solo i politici non vogliono saperne a causa del loro ristretto punto di vista. loro lottano per far sopravvivere i loro interessi nel periodo limitato alla legislatura non possono permettersi una visione più ampia per uno strano gioco del meccanismo stesso . poi oggi l’incompetenza è giunta ai massimi livelli
    Insomma è chiaro che un’energià solare è preferibile per il futuro, ma adesso ci sono le Multinazionali del petrolio, del metano, ecc…. a battere cassa e a bussare, mica l’umanità del futuro!!!! :(((

    • In realtà Simone la questione è più angosciante.
      I politici seguendo il liberismo più sfrenato potrebbero fare ulteriori spiccioli.
      La questione è che si livellerebbero le diseguaglianze. Probabilmente è questo che non vuole essere realizzato.
      Renzo Piano sta realizzando con Emergency ospedali con fotovoltaico, in AFRICA.
      E noi abbiamo problemi a concepirli e mantenerli.

  • SIGNORI MIEI, ATTUARE SOLO UN TERZO DI QUELLO CHE HA SCRITTO IL BRAVISSIMO MADAFFERRI QUI, SIGNIFICHEREBBE RIQUALIFICARE L’INTERO PAESE, LE INFRASTRUTTURE, LA BUROCRAZIA, LE RISORSE PRIMARIE, L’INTERO ORGANICO DEI PARLAMENTARI, ECC..ECC….
    NON A CASO IL BUON BREGMAN PARLAVA DI UTOPIA
    MA DI COSA VOGLIAMO PARLARE ????

    • Ciao Alessio e grazie mille, ti consiglio la lettura del libro. Come ho scoperto io negli ultimi mesi gettandomi dentro i libri di economia e sociologia, il mondo va come va perché FA COMODO.
      La povertà si può eliminare, non come dice qualcuno.
      Purtroppo però mancano i tecnici ai tavoli delle trattative.
      Grazie mille

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.