Museum for Urban Contemporary Art: il museo di “street art” più grande al mondo

Un nuovo museo è stato aperto il mese scorso a Berlino: contiene oltre 100 opere originali di alcuni degli street artist più conosciuti al mondo

Il nome forse può travi e trarci in inganno. Il termine “Contemporary” infatti potrebbe essere fuorviante e far pensare ad un museo generale di arte contemporanea. In realtà si tratta di un’incredibile raccolta di un tipo ben specifico di arte contemporanea..

Qualcosa sul museo

È il termine “Urban” ad essere la chiave di lettura fondamentale che ci fa capire a quale tipo di arte il museo è dedicato: il museo ospita opere di street art.
Il Museum for Urban Contemporary Art è composto da cinque piani e l’entrata è libera. Berlino è una città già famosa per i murales che colorano le varie parti della capitale tedesca; essa stessa può essere definita quindi un museo a cielo aperto. E allora perché non creare un museo che ospiti queste opere?
Già la città di Berlino ospita spesso degli appassionati che, giungendo da tutto il mondo, pongono una particolare attenzione a questo tipo di arte. È parso quindi opportuno, secondo me, dedicare uno spazio fatto apposta per loro.
Certo, è innegabile l’operazione del marketing turistico, ma almeno è pensato su una reale esigenza e un reale interesse dimostrato dal turista!

Nello specifico

In questo museo saranno ospitate opere originali di artisti conosciuti a livello mondiale, come ad esempio Shepard Fairey, 1010, Evol e Icy & Sot. Queste opere saranno nell’ordine di 100 e il museo sarà il più grande al mondo interamente dedicato a questo tipo di arte.
Dato che il museo è vicino a dei binari del treno, alcuni artisti, una trentina, si sono occupati di coprirli con delle installazioni e 800 metri quadri di facciata saranno occupati da un intero murale, dipinto su pannelli mobili.
Questo museo, anche conosciuto come “Urban Nation“, ha l’obiettivo di dare agli artisti di strada il coraggio e il luogo sicuro in cui esporre le loro opere, almeno queste sono le parole della curatrice Yasha Young.

Considerazioni sull’arte

Come ho spesso affermato, io credo che uno dei lati positivi dell’arte sia quello di essere una chiave di lettura della realtà. Sono convinto che gli artisti, di tutti tipi, anche i romanzieri e i poeti, siano persone dotate di una particolare sensibilità e intuizione. Esprimono queste loro doti attraverso un’opera, che sia un dipinto, una scultura o un romanzo, che contiene a sua volta una chiave di lettura della società. Quindi attraverso l’opera d’arte possono esprimere rabbia, depressione, ansia, felicità… le emozioni, in forma critica o impulsiva che sia, che la società in cui vivono suscita in loro.
Altro lato positivo dell’arte è che essa è uno specchio della cultura in cui l’artista agisce: pensate al romanzo del Settecento, espressione della borghesia nascente, o alle opere d’arte dei vari secoli e che sono raccolte nei musei: tutte rappresentanti la cultura dominante in quell’epoca.
La grandezza di questo museo, Urban Contemporary Art o Urban Nation and Contemporary Art che dir si voglia, è proprio quello di dare un luogo protetto in cui l’artista può esprimere se stesso e quindi il suo modo di vivere e concepire la realtà estemporanea in cui si trova.
In un periodo in cui non c’è più il mecenatismo di una volta, o la semplice abitudine di commissionare un’opera grandiosa per farsi bello agli occhi del vicino, c’è però chi ancora si rende conto che forse l’arte di strada non è semplice vandalismo, ma può nascondere qualcosa di più… cambiando la geografia e la fenomenologia dell’arte stessa.

 

Roberto Morra

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