UkiZero intervista Roberto D’Izzia alias AttoreZen

Ci siamo presi del tempo per intervistare un nostro caro e vecchio amico, uno di quelli che ha iniziato con noi, con cui abbiamo condiviso esperienze fatte di arte e di vita, certi del fatto che un dialogo come questo possa arricchire le anime sempre in cerca di verità e nuove consapevolezze

Nato a San Donato Milanese nel 1978, Roberto D’Izzia – oggi AttoreZen – dimostra fin da piccolo la sua innata voglia e capacità di comunicare; già all’età di quattro anni, si esibisce con piccoli spettacoli di imitazione e monologhi improvvisati davanti a parenti o vicini di casa, e questa passione lo porterà, da adulto, ad affrontare percorsi teatrali sperimentali, sempre da libero ricercatore.
I punti di riferimento artistici, alle origini del suo percorso, sono stati Dario Fo, Carmelo Bene, Giorgio Gaber e, più di tutti, Konstantin Sergeevič Stanislavskij, di cui ha appreso il Sistema grazie alla Limelight Theatre Company di Milano.
Roberto ‘Rò’ D’Izzia ha sviluppato, però, una personale originalità artistica, data la sua curiosità in molteplici ambiti della conoscenza, quindi la sua libertà espressiva e di linguaggio gli permette di creare spettacoli teatrali sia ironici che di forte impatto emotivo, così come scrivere poesie, satira, di sociologia o filosofie orientali.
A proposito di queste ultime, Rò sul suo sito www.attorezen.com pubblica anche i suoi aforismi zen e le storie zen, sempre creati dopo lunghe meditazioni.
La meditazione del 09 Luglio 2022, all’alba, è stata tanto intensa ed importante da segnare un “prima” ed un “dopo” nella vita di Roberto D’Izzia; il “dopo” è, come forse si è già capito, la consapevolezza di AttoreZen.

  • La tua è stata ed è una vita piena di esperienze ed iniziative artistiche e culturali, chi è dunque Roberto D’Izzia oggi?

Beh, se me lo avessi chiesto vent’anni fa, avrei risposto in un istante, pieno com’ero di convinzioni e idee; oggi, una domanda così importante mi spinge a meditazioni profonde, e per rispondere prima devo ascoltare. Alla luce di ciò che imparo quotidianamente su Homo Sapiens, posso dirti che distinguo i miei livelli energetici, il mio percorso, capisco meglio come si muovono gli esseri viventi che mi circondano e, soprattutto, perché lo fanno al di là delle apparenze; è molto, rispetto ad un vivere in continuo ricatto dei propri circuiti neurali più elementari e legati agli impulsi diretti di protezione. Chi sono oggi? Posso azzardare a dirti che sono il risultato delle mie azioni; iniziative culturali, artistiche – teatro e scrittura, principalmente, sociali, di attivismo civile; generalmente tutto a costo zero, e con risultati incredibili. Vita, amori, scontri, amicizie, malattia genetica, gioie, scelte, cadute, rinascite.
Chi siamo realmente tutti noi, però, credo ci sfugga appieno, per il semplice motivo che esistono elementi di verità ancora nascosti alla nostra esperienza, se pur percepibili.

  • Alla luce di queste esperienze, cosa puoi dirci invece su chi è e cos’è il tuo personaggio oggi? Chi è e cosa fa Roberto l’Attore Zen?

Un attore e regista teatrale, scrittore e poeta (mi riferisco ad opere già pubblicate, certo, ma non vedo l’ora di fare il grande salto) che ha deciso, proprio alla luce della vita vissuta e dei picchi di meditazione raggiunti, di scegliere la strada più ardua, la più spigolosa: quella della sincerità. L’aderenza fra il personaggio e l’uomo, così fondamentale.
Scrivo sul mio sito (storie zen, riflessioni teatrali, o sul cinema), realizzo video, faccio teatro – anche se il periodo è complicato – sia come regista e docente che come allievo e attore, perché non si smette mai di imparare. Cerco un agente (attività quantomai complessa, per chi non lo sapesse) che creda in me per divulgare lo spettacolo “La mia specie” il più possibile.
AttoreZen compare dopo un assoluto distacco dalla lucidità e amore per la vita.
In una delle mie molteplici rinascite, avvenuta il 09 Luglio 2022, questa volta è accaduto qualcosa di diverso: ho sentito, ho sentito tutto.
Dopodiché, colto da ciò che molti definirebbero ‘illuminazione’, ho capito che avrei potuto unire l’arte ad una ritrovata spiritualità, e trasmettere vibrazioni diverse da quelle che trasmettevo prima. Così, le poesie e i monologhi sono cambiati, il mio modo di leggerli è cambiato, ciò che penso e che scrivo è cambiato. La mia visione dell’essere umano, nella sua globalità, è cambiata.

  • Come pensi possa essere utile oggi questa unione tra il teatro e la cultura con le antiche filosofie sapienziali? Pensi che arte e filosofia possa essere ancora oggi un binomio accattivante per le generazioni attuali così distratte da altri trends?

Deve.
Anzi, ti dirò di più: sto presentando dei progetti al fine di portare il Teatro nelle Scuole, e perché? Perché l’essere umano si è evoluto in modo tale che, per farla molto molto breve (e mi perdonino i lettori di Uki) il suo cervello elabora adeguatamente le nozioni più complesse – la teoria, per intenderci – solo in età adulta, pertanto è grazie a stimoli ed esercizi psicomotori ricevuti da piccolo, che costruisce molto del suo potenziale. Sinapsi. Il Teatro vuol dire movimento, ascolto, creatività e, soprattutto, pensiero elastico. Queste sono attività da trasmettere ai bambini. Filosofia vuol dire amore per la sapienza; Filosofia sapienziale non vuol dir nulla, se non si è abituati a meditare e pensare liberamente, sin da bambini, ecco perché il Teatro è fondamentale. Farlo, oltre che vederlo.
Mi parli dei trends, e ti rispondo: stiamo vivendo nell’occhio di un ciclone. Una guerra psicologica che travolge chi non si rende conto del sé. Lo sento, ovunque. Ragazzi, bambini, adulti e perfino anziani totalmente rapiti dal web, quello rapido, spettacolare, banale, elettrizzante, violento, vuoto. Dentro le auto, alle fermate del pullman, nei bar, nelle piazze.
Io, però, sono AttoreZen, e dei trends non mi importa. Faccio i video come voglio, dico quello che voglio, mi stacco dai sindaci e gli assessori nella vita reale anche se ho tutto da perdere, scrivo ciò in cui credo e come credo. Sai, Natalino Balasso se ne fotte di fare video da 1 minuto come vorrebbe il trend, ed io la penso come lui dal punto di vista artistico.
La rivoluzione del ’68 è già ricominciata, ma sotto una forma totalmente diversa: io me ne sono accorto e sono in prima linea, voi?

  • L’analisi e l’osservazione della mente, tanto care alle tecniche sul lavoro interiore fatto dalle antiche filosofie, oltre all’arte e la cultura, dove potrebbero ancora portare benefici? Parlaci della tua esperienza in questo senso nel mondo del lavoro…

La mente, sai, non credo abbia il ruolo così esclusivo e centrale che la cultura occidentale le assegna da secoli; se solo ti rendi conto che le neuroscienze fanno fatica a studiarne i processi fondamentali – memoria, emozioni, deduzioni – così come invece accade a singoli organi del corpo, allora possiamo sentirci autorizzati a credere che l’essere umano è un unico sistema, incredibilmente complesso, che va gestito e riconosciuto nei suoi molti livelli, ma interamente. Il sé va conosciuto e riconosciuto, amato ed esercitato nel complesso. Energia, materia (organi), vibrazioni, intenzioni (ovunque risiedano), azioni e conseguenze.
Sul lavoro tutto è cambiato, da quando ho acquisito questa percezione dell’essere umano; sul palco ho acquisito una quiete ed un’energia che con conoscevo, il rapporto col pubblico, con i committenti, con chiunque è cambiato.
Prima usavo la mente, tanta mente, troppa mente, ed ero inconsapevole del mio potenziale; quando rivedo i miei vecchi video, quasi non mi riconosco. Urlo, sono pieno di rabbia, e mi mangio le parole; oggi, prima di iniziare uno spettacolo faccio meditazione, sono tranquillo e pieno di forza.

  • Secondo noi di Uki ad oggi c’è davvero bisogno di educare all’Identità, all’Alterità e alla Diversità, tre prospettive di marcia di un unico percorso, che andrebbe collocato su una vita impersonale fondata sul Bene comune. Senza questa visione (all’opposto degli individualismi attuali), i prossimi buoni propositi per una “società civile del futuro” saranno impossibili da realizzare… Cosa ne pensi?

In parte credo di averti già risposto. L’abitudine a meditare sulle risposte, a discutere, a creare, a sentire sé stessi e quindi gli altri, è la risposta per un cambiamento radicale della società che è andata formandosi; siamo in piena rivoluzione, dobbiamo capire quale ruolo vogliamo coprire. E poi… Guerre. Guerre! Stiamo creando guerre continue, nascoste da mille motivazioni sempre banali, risibili ed inutili, e sono basito dall’incredibile facilità con cui i giovani scrivono commenti a favore di questa o quella parte in causa, dimenticando totalmente l’incredibile valore della vita. Sai perché accade? Perché il senso del bene comune non viene raccontato a scuola, e milioni di persone crescono già pensando al proprio profilo social, che è individuale. E sono inconsapevoli del rischio che ciò comporta.
Ho una figlia al terzo anno di asilo. In tre anni ha imparato solo canzoncine, disegnini e feste religiose comandate – anche se non partecipa all’ora di religione. Tutto quello che sta imparando, è per lo sforzo che facciamo noi genitori a casa, ma è una bella fatica, sai? E poi… Conoscere sé stessi perde di significato se non si conosce la nostra collocazione nell’universo, se non si ha idea di cosa sia fatta la materia o l’energia (per quello che la scienza può rivelarci), se non si ha una minima idea dell’evoluzione della specie, se non si conosce la matematica; sarebbe come avere in mano il biglietto vincente di una lotteria che è già stata annullata. Sarebbe come avere la formula chimica per tramutare il piombo in oro, ma senza avere il piombo, elementi chimici della ricetta ne’ laboratorio in cui fare l’operazione.

  • Un altro aspetto “demoniaco” (nel senso antico e intrapsichico del termine) di questi ultimi tempi, è che il meccanismo di sviluppo delle interferenze e distrazioni mentali è aumentato vertiginosamente… L’incapacità di focalizzarci sul Qui e Ora e di mantenere lucidità e chiarezza mentale è da sempre il vero Male, la vera causa dell’infelicità umana, ciò che ci impedisce di riconoscere la nostra vera natura e di “sentire” gli altri. Quanto ancora, secondo te, queste tendenze separative continueranno a far crollare l’uomo negli inferi? C’è salvezza?

Amico, citando un mio pezzo, non esiste il bene e non esiste il male. Il cielo e gli inferi? Leggende. E sono certo che te e i lettori di Uki possono comprendere cosa intendo. Di fatto, ciò che esiste davvero, ed è tangibile a tutti i livelli, è la legge di causa ed effetto.
La forza con cui ognuno di noi può agire consapevolmente, con intenzioni caritatevoli o malevole, quella sì, esiste, e porta sempre a delle conseguenze; non chiedermi, perciò, previsioni globali, personalmente faccio quello che posso, con le migliori intenzioni.
Lo faccio davvero, però, con forza, con energia, superando limiti fisici duri. Il Qui ed Ora, che ho conosciuto sia grazie al Teatro che allo Shiatsu, è uno dei concetti base che trasmetto oggi in ciò che faccio.
Chissà, Homo Sapiens troverà il modo di superare anche questo momento di distrazione, oppure perirà, e nel mondo torneranno a fiorire profumatissimi gelsomini.

  • Per concludere, vorrei che ti congedassi con un aforisma sulla felicità dedicato ai lettori di UkiZero…

Prima di tutto saluto tutti voi, e vi ringrazio per questa super intervista; tornare su Uki è stato un gran piacere.
In merito all’aforisma sulla felicita… mi chiedi una cosina da poco eh?!
Devo meditare, prima. Ed ecco, ci sono (per inciso, da quando ho scritto ‘devo meditare’ è passata una settimana):
La felicità è come il colore sfuggente di una farfalla: decidi tu se gioirne inseguendone gli imprevisti cambi di rotta, oppure imparare a volare.

ROBERTO D’IZZIA – Canale YouTube _ ATTORE ZEN

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