Il terrorismo del debito ed il terrorismo delle armi

Reportage esistenziale dai confini russi. Georgia e Armenia due nazioni: punto d'incontro tra Est, Ovest e Medio Oriente

.2007 Crisi Finanziaria, 2009 crisi del debito, 2015 la Grecia rimette nelle mani del popolo attraverso un Referendum il piano d’Austerity. 2015 caso Wolkswagen. Novembre 2015 terrorismo a Parigi. Come ‘unire’ i puntini? La tento. Quella che segue non è che la conclusione della mia tesi di laurea. Uniamo i puntini. Da una parte l’austerity, capeggiata dal sistema politico economico, dall’altra il Debito, sostenuto da Goldman Sachs e la finanza.   Breve excursus. È il 2007 quando Wall Street è investito dalla più grande crisi Finanziaria mai accaduta prima. Sostanzialmente la crisi strutturale evidenzia i limiti delle politiche attuate negli anni ’80 dei Governi Thatcher e Reagan. I consumi latitavano, come stimolarli? Come uscire dal circolo vizioso della produzione? Il rischio era la Globalizzazione, la più grande invenzione del 1900 si stava ritorcendo contro gli stessi creatori. Ecco che fu inventato il debito. Sostenere i consumi attraverso l’indebitamento. Purtroppo anche il debito diventò ben presto un problema: come far si che il gatto non si mordi la coda? Il discorso fatto aveva nella semplicità la sua forza: “Ehi ragazzi, voi non siete poveri! Avete la casa! Ipotecatela! Vedrete che i debiti magicamente scompariranno”. E così fu. Fino a quel maledetto 2007 quando esplose la bolla sugli immobili… mutui subprime, ecc… Il bello di questo sistemino economico, la sua potenza, era la possibilità di creare ricchezza senza avere una base. Costruivamo case di mattoni su terreni di argilla. Ma si alzò il vento e con se portò via il terreno e la casa. D’un tratto eravamo a piedi ed il sistema ideato rischiava di cadere. Ricordatevi bene l’assunto di base: come far si che i ricchi diventino sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri? A prima vista la cosa non potrebbe tornare, economicamente è impossibile… ma vi ho già spiegato la storia del debito. Tutto ciò per dirvi quanti interessi ci siano dietro. Arriviamo così alla Grecia e alla sua crisi… È il 1999 quando Qiao Liang e Wang Xiangsui, due ufficiali dell’esercito cinese hanno analizzato con il loro libro “Guerra Senza Limiti” l’evoluzione del conflitto, made in Usa. Ed ecco che nel loro trattato spuntano tre esempi calzanti: la guerra finanziaria, quella mediatica e quella diplomatica. Non c’è ovviamente lo spargimento di sangue, almeno nel breve termine. Un tempo sarebbe spuntato qualche dittatore alla Pinochet… è la sintesi terra terra del pensiero, mentre adesso la gestione si fa più accorta e diversificata. Comunque, tornando al discorso principale: ciò che abbiamo di fronte non è che il frutto di una collisione tra potenze. Ed ecco che ritorna un articolo analizzato sul Corriere della Sera che citava la “Proxy War”, guerra tra ideologie. La Grecia in questo caso non sarebbe un attore, ma un campo di conflitto. Bce, Fmi, Goldman Sachs, Eurozona, Stati Uniti, Russia e Medio Oriente: ad un tratto ecco che un relativamente piccolo evento, tra l’altro tralasciato dai media nel 2009, anno delle dichiarazioni dell’ex Premier Papandreou sui conti, diventa un simbolo. Sforzandoci un pochino, potremmo fare un azzardo e paragonare il piccolo e marginale Vietnam e la piccola e marginale Grecia di oggi. La crescita delle interconnessioni dovute ad una globalizzazione economica, politica e di interessi è una certezza presente in numerosi testi, ad esempio il sopracitato libro dei due ufficiali cinesi, vero e proprio apripista per una serie di altri saggi sull’argomento. La guerra in Grecia la vince l’austerity, ovvero coloro che sono contro l’uso indiscriminato del Debito. Ah! Piccolo particolare: Draghi, attuale Presidente della Bce, è un ex manager di Goldman Sachs. La Germania cattiva della Merkel, e vi posso assicurare che la pensavo così anch’io, è la promotrice di questo tipo di politica comunitaria. Ma questo modo di condurre l’economia dell’Europa non piace ai papaveri di Wall Street, in prima fila le grosse banche di investimento che non vedono di buon occhio la volontà di interrompere il gioco del debito. Ora premetto.. vado nel paranormale, rischierò di diventare un inviato di “Mistero”, però qualche domanda è anche giusto farsela seguendo una pista, anche se si rivelerà assurda non è mai una perdita di tempo. Passano pochi mesi ed ecco che scoppia il caso Wolkswagen. Che sfortuna Berlino! Riprovaci sarei più fortunata. Intanto però beccati questa palata di merda così non rompi i coglioni. È metà Novembre quando Isis assalta Parigi. Terrorismo. Juncker, Presidente della Commissione, apre il borsello: “Ragazzi le misure di sicurezza non rientrano nel Patto di Stabilità”. Cioè, potete spendere di più in sicurezza nessuno controlla. Il Debito è fuori pericolo? Destabilizzazione. Austerity a puttane.  

Davide Lemmi

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14 Comments

  • Se i livelli di difesa che ora stiamo avendo non sono sufficienti per la difesa contro gruppi come l’Isis, i quali non possiedono navi, né Icbm, e nessuna forza aerea, ci si deve chiedere, quali sono gli investimenti che lo stato ha dedicato alla difesa dello stato. La verità è che le spese per la difesa non sono neanche lontanamente ai minimi storici, né è qualcosa di soggetto a dei tagli draconiani. Invece la vera spesa per la difesa è aumentata di due volte il tasso di inflazione, e include anche i soldi spesi per gli aiuti stranieri e le ambasciate e le altre funzioni di “affari internazionali”. Poi lo sappiamo tutti che L’ISIS è americano quanto l’apple, e se il lupo in agguato non c’è, occorre inventarsene uno, altrimenti si rischia che le pecore se ne vadano per conto loro.

  • dal ragionamento di Davide si evince che tutto ciò che ci circonda è un filo tessuto a suon di cazzate! una ragnatela incantatrice fatta di soli interessi dei soliti pochi …. per il resto è solo fumo che serve a distrarci e a permettere loro di fare soldi e profitti,anche con le guerre e la nostra gente morta

  • oggi le guerre sono guerre finanziarie. i massacri avvengono solo nelle terre povere dove il capitalismo non può far a meno di depradare con la violenza delle armi perchè deve eliminare i capi che resistono… per il resto oggi la guerra si fa col consumismo e le crisi economiche
    …è uno schifo… forse era quasi più dignitosa una guerra corpo a corpo che questo subdola riggiro che ti succhia il sangue fino a morire male
    interessantissimo articolo del sempre coraggioso e bravissimo Davide

  • e’ una guerra di ideologie, come sottolinea Lemmi,
    c’e’ chi vuole continuare a mantenere la supremazia , anzi ad aumentarla , vuole rimanere legata al petrolio e al dollaro che si reggono sul sistema del debito.
    poi c’e’ chi non vuole entrare in questo giro , vedi russia, cina… ma non tanto perche’ loro sono buoni, ma perche’ non vogliono assoggettarsi alla Nato americana e ad israele. vogliono semmai trovare un loro Sistema …. vedi i Brics… alla fine è sempre questione di capitalismo e colonialismo , solo che ognuno vuole tirare l’acqua dalla sua parte

  • ho la sensazione che ai burattinai stia sfuggendo di mano la situazione e per compensare il risveglio (che comunque c’è) agiscono su molteplici piani… andando anche in conflitto tra LORO. Mentre prima l’agenda era ben definita ed agiva su branche specifiche, ora cercano di raffazzonare in giro, giocando su vari tavoli. Il tutto a mio avviso, per coprire lo svelamento dell’iside primaria: L’EMISSIONE DELLA MONETA. Ne stiamo per vedere delle belle.

  • Un ottimo articolo! Devo dire che sei davvero un bravo giornalista! Vai sempre al punto e non ti lasci distrarre dai rumori di chiacchiere momentanee! Il problema del controllo si evince da i grandi investimenti in questa direzione. Orwell l’ho molto rivalutato, infatti ho comprato anche altri libri scritti da lui di cui anche una raccolta di racconti brevi! Grazie e buona notte!

  • Terra di uno e anche degli altri senza quel “un po’”; perchè se l’uno è quello giusto, l’uno è solo per dare e far rispettare le regole, non per prendersi la terra ma per darla.

  • È importante rendere trasparenti le dinamiche dell’industria Bellica. La guerra, è diventato un mostro di auto-alimentato per forgiare i controlli governativi. Non c’è nessuna ideologia, le guerre devono essere create. Le stesse armi che assassinano innocenti a Parigi dai terroristi, sono vendute indirettamente da occidentali, i Paesi che glie le vendono hanno le mani sporche di sangue.

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