Le giuste domande

Quando la vita che facciamo non dipende dai migranti ma da certe 'politiche' e dal porci le giuste domande

Vorrei condividere alcune riflessioni fatte in questo periodo su tutto il tema dei migranti e del crescente odio razziale.
Lo faccio partendo da un presupposto, nella vita sono stato un emigrato e di conseguenza un immigrato, per mia fortuna regolare, con tutti i vantaggi come quelli che ti può dare la nazionalità italiana negli anni duemila.
Ebbene, io credo che bisognerebbe partire sempre dalle domande, la prima da porsi è la più semplice:
Perché si emigra?
Perché si lasciano la propria casa, la propria famiglia, le proprie sicurezze?
Perché ci sono persone pronte a mettersi di fronte ad un viaggio di migliaia di chilometri con la possibilità di morire in ogni fase di questo viaggio e di subire l’incertezza degli eventi?
Credo che le migrazioni siano principalmente di due differenti ragioni:
economica;
umanitaria.

Non c’è la migrazione per noia, solo per necessità.
Ce ne è una terza, l’unica che condanno, quella per cui si fugge dalla legge, non mi riferisco ai richiedenti asilo quanto a quelli che avendo commesso dei crimini cercano riparo e libertà cadendo sempre nella stessa spirale. Un po’ come l’Australia che raccoglieva i criminali inglesi, o gli Stati Uniti che si sono trovati ad essere, durante il fascismo, il contenitore delle “epurazioni” mafiose.

I migranti, in poche parole, fuggono o dalla miseria o dalla guerra. Molti dicono “ma sono i loro problemi, possibile che ne dobbiamo pagare noi le conseguenze?”, obiezione naturale, ma quello che mi chiedo è come possiamo dirci noi (Occidente) con la coscienza pulita da ogni colpa.

Veramente c’è chi crede che non siamo noi la prima causa della miseria dell’Africa? Noi che abbiamo conquistato, derubato, deportato, schiavizzato, noi che abbiamo tracciato i confini non considerando la storia, le tradizioni, le etnie? Noi che abbiamo finanziato guerre per avere il controllo sulle loro risorse e vendere le nostre armi?

Mi ritengo piuttosto lontano dal buonismo, in ogni modo possibile e immaginabile, però so di essere un Uomo nella Storia e che non si può guardare solo a quello che succede adesso ad un palmo dal nostro naso, perché c’è un prima, un dopo e un durante. Ciò nonostante, chi viene sul nostro territorio deve adattarsi alle nostre leggi e, per quanto possibile, usanze, in un processo di integrazione che rispetti le origini.

In Italia adesso non si parla che di migranti, di rom, di disperati. Non si parla di politiche energetiche ed industriali, non si parla delle banche, non si parla della corruzione e del clientelismo, non si parla di tutto quello che depaupera l’Italia e i suoi abitanti veramente.

Quanti rom ci vogliono per rubare quasi 50 milioni di euro come la Lega?
Quanti migranti servono per intaccare la quantità immensa di soldi dati dallo Stato italiano alla Fiat, che adesso è dappertutto tranne che in Italia?
Quanti migranti ci costano i miliardi di euro del Mose, ponte sullo stretto (nonostante non si farà mai lo stiamo pagando da anni), città dello sport di Roma, Tav e così via?

Io non voglio che vengano chiusi i porti per 600 poveracci (e che il giorno dopo si taccia per lo sbarco di 1000 altri), io voglio sapere perché Mafia Capitale e le Istituzioni si spartivano il business dei migranti e a che punto sono i processi, perché dei famosi 35euro al giorno, 2,5 andavano al richiedente asilo, gli altri rimanevano in mano alle Cooperative e ai politici.

Voglio sapere perché non creiamo occupazione con le energie alternative, perché siamo così indietro su solare ed eolico, per non parlare dell’idroelettrico (emblematico il caso della cascata delle Marmore che viene tenuta inattiva altrimenti ne produce troppa). Mi deve spiegare Salvini perché a marzo parlava di togliere le accise e adesso non lo dice più. Di Maio invece, che fa ciò che gli intima la Lega, da Ministro del Lavoro, deve spiegare all’Italia e al CentroDestra che quello che serve per rilanciare il Paese è una vera detassazione del lavoro per far aumentare la mobilità interna… di mezz’ora di internet gratis al giorno per tutti ci importa relativamente. I lavoratori devono essere tutelati e anche il lavoro lo deve essere, perché finché il lavoratore italiano sarà il più costoso ma il meno pagato d’Europa, sarà sempre sotto scacco, lui e l’azienda che lo assume.

Riassumendo, i migranti sono un problema perché vengono gestiti come un problema conveniente, c’è del guadagno, dello sfruttamento e una distrazione dell’attenzione pubblica, ma in uno Stato che funzioni, i migranti sarebbero solo una componente della gestione politica nazionale e non il nemico pubblico numero 1 (per capirci, in Germania ci sono 669.482 rifugiati contro i 147.370 dell’Italia, più del quadruplo).

E quello che posso dire a chiunque abbia avuto la pazienza di leggere fino a qui è di guardare le cose con una prospettiva differente, perché noi ci stiamo concentrando su polvere e briciole, stiamo ignorando il gioco vero che c’è sopra le nostre teste, stiamo perdendo la nostra umanità nella maniera più egoista, miope ed ingorda possibile.

La risposta ai nostri problemi non è nell’eliminazione dei clandestini ma inizia nel ricominciare a porre le giuste domande.

 

Nicholas Ciuferri

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6 Comments

  • Farsi le giuste domande è un processo virtuoso che implica uno sforzo logico che spesso in molti non vogliono affrontare.
    Purtroppo questo è il problema più grande di oggi, ma sta a noi, liberi pensatori, di avviare un cambiamento che forse, un giorno, vedrà i suoi frutti sbocciare.

  • Certo alcune cose non si vogliono affrontare,il solito atavico problema della paura Inconscia
    ma questo ha pure portato le masse ad essere ignoranti, ad esserlo inconsapevolmente, a non essere in grado di alzare il livello del pensiero….. la gente non ha più gli strumenti, ne mentali, ne comportamentali soprattutto emotivi ! Lo stress pervade…. non siamo lucidi e siamo ignoranti
    Le tv e le propagande attecchiscono facilmente
    Siamo ormai marci dentro

    Bel post. Complimenti per il livello di pensiero Nicholas ….

  • QUANTI MIGRANTI SERVONO PER CAPIRE CHE GLI SFOLLATI SONO QUELLI CHE CREIAMO NOI CON LE NOSTRE POLITICHE IN NERO COME IL TRAFFICO DELLE ARMI???
    CONCORDO IN TUTTO CON CIUFERRI

  • queste obiezioni sembrano repliche di una Sinistra che purtroppo ormai non esiste più. e quindi il cerchio delle speranze si restringe

  • quando si dice pensare con cognizione di causa e col cuore aperto
    ma questo significherebbe esporsi alle vere soluzioni , troppo per chi deve solo sfruttare una legislatura
    grazie Nicholas

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