Jess: intervista esclusiva tra ‘lacrime di ghiaccio’

Quattro chiacchiere con la cantautrice romana, reduce dalla pubblicazione del primo Ep "Dandy&Roll", tra melodie che dal rock spaziano fino al pop, richiamando a volte sonorità tipiche del folk

Da dove arriva Jess per chi non la conosce ancora?

Jess arriva dall’evoluzione di Jesus, ovvero dalla mia esperienza come chitarrista e cantante delle Brisk Eyes, formazione hard rock bolognese nata nel 2004 e rimasta attiva fino al 2007. Ho avuto una grande delusione dallo scioglimento della band e passato diversi anni senza suonare, scrivendo e basta, convinta che la mia “carriera” fosse già finita. Poi qualcuno ha ascoltato i miei brani e mi ha convinta a riniziare, così è nato l’incontro con Maria Grazia Fontana con cui ho curato gli arrangiamenti dell’Ep.

 

Cosa ti aspettavi, e cosa non, da quando hai iniziato a fare musica?

Da quando ho riniziato mi aspettavo tutte queste difficoltà nel rientrare, come si dice “nel giro”, ho fatto talmente tante cose in questi sette anni di stop che nessuno voleva vedermi come musicista quando invece lo sono da quando ero piccola. Non mi aspettavo che i brani riscuotessero questi consensi nei concorsi nazionali per cantautori, è stato tutto molto veloce, diciamo che i sacrifici che ho fatto negli ultimi 2 anni hanno portato ai giusti risultati.

 

C’e’ un/una cantante che vorresti avere come tuo coach?

Considerando che non mi reputo una cantante ma un’autrice che canta vorrei un coach che mi insegnasse a padroneggiare meglio la voce, un’artista femminile che stimo moltissimo è per esempio Fiorella Mannoia. Lei sicuramente vorrei averla come vocal coach, sia per la timbrica simile alla mia che per quello che riesce a esprimere.

 

Come nascono la melodia e il testo di una tua canzone?

Come dice Vasco: “Le canzoni son come i fiori, nascono da sole, sono come i sogni”. Non c’è un modo, arrivano e basta. Si presenta una frase già con la musica dentro e allora prendo la chitarra, trovo le note e da lì parte il viaggio, da quella frase al testo e alla musica.

 

Qual e’ il significato profondo del singolo “Lacrime di ghiaccio”?

“Lacrime di ghiaccio” è la situazione emotiva dei miei 20 anni bolognesi in cui vivevo una condizione di solitudine, rancore e sofferenza, ma ero già un piccolo “personaggio” e non potevo mostrarmi debole anche se dentro morivo. Il significato è che non so più piangere per quello che mi fa male e che in realtà il dolore è una condizione che a volte cerco.

 

Come vedi la tua vita rispetto a quella dei tuoi coetanei?

Ho vissuto sempre una vita al massimo cercando di fare più cose possibili, ho vissuto in 4 città diverse, lavoro da tanti anni, ci sono coetanei in gamba e coetanei che si crogiolano molto nell’ancora condizione da studente, mi piacciono le persone che si sfidano continuamente.

 

Cosa vuoi trasmettere attraverso la tua musica?

In realtà non penso a cosa voglio trasmettere, scrivo e basta perché è un bisogno naturale. Quando scrivo è come se mi confessassi con il mondo, è come se raccontassi a me stessa quello che penso. La mia musica deve trasmettere verità.

 

Qual e’ il brano dell’album che più ti rappresenta? Perchè?

Sicuramente “Lacrime di ghiaccio” è il brano più intimo, ma ognuno svela un segreto di me, se letto tra le righe.

 

Dove vuoi arrivare con la musica?

Vorrei un giorno essere soddisfatta di quello che scrivo, cosa che non riesco mai ad essere. Sono sempre alla ricerca della canzone perfetta, del suono perfetto; non c’è un punto di arrivo e credo che la musica rappresenti l’infinito in ognuno di noi, sia per chi l’ascolta sia per chi la fa.

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