Inferni e Primavera

Veleno e verità. Inferni e Primavera. Trecentoquarantasei parole per tre minuti e trentuno. [Diario su Canzoni..]

A stupirmi non è mai stata la puntualità. Né quella degli autobus nelle altre capitali europee né quella degli amici, notoriamente ritardatari alla cena dei miei diciotto anni e dei compleanni avvenire. Tantomeno quella delle sveglie digitali, neppure quella degli orologi dagli ingranaggi pigri ma pur sempre in grado di indicare l’ora esatta, due volte al giorno. Né quella delle stagioni nel consegnare piogge e aridi pomeriggi d’estate.

Che poi io con le stagioni e il loro cambio ho tutta una puntualità sin da bambina, quando già mi piacevano i miti greci e qualcuno mi aveva regalato un libro con i colori, le figure, i disegni grezzi. Il rapimento di Persefone da parte di Hades era il mito usato per spiegare il cambio di stagione, e il ritorno del bel tempo era il frutto dell’accordo per cui Persefone veniva restituita alla Terra ogni sei mesi. Puntuale. Avevo Cinque anni e già sapevo che Persefone stava molto meglio dall’altra parte. Che qualcuno ti ami così tanto da trascinarti all’inferno (che poi non è l’inferno, è il mondo dei morti, una cosa super cool rarefattissima, tutta con i troni di ossa e le nebbioline)… che qualcuno ti ami così tanto da darti un mondo, e darti un mondo solo perché tu possa diventare la sua regina, questa era una cosa che mi faceva tremare. Che mi fa tremare. E non temere. Puntualmente ancora oggi.

Vedi, la puntualità. Che poi, non mi stupisce nemmeno la puntualità del destino, capace di riproporre le stesse sfide e gli stessi volti con una cadenza predeterminata dalle sfumature ironiche, a volte. Né quella delle mele, che sanno maturare al punto giusto al momento giusto ed essere rosse e croccanti quando le chiamano ”di stagione”, né quella dei sogni – ad occhi aperti o ad occhi chiusi – che suggeriscono, nascosti dalla ragione, stradine di ghiaia. Tuttavia, mentirei se non ammettessi che una delle mille forme nelle quali si riflette la nozione di puntualità non è in grado di stupirmi né di togliermi quasi il sonno.

La puntualità degli stati d’animo, precisa come il calendario.

 

Diario e foto di Sofia Bucci

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16 Comments

  • una fusione istantanea tra parole e musica …. bellissimo racconto e canzone davvero bella non conoscevo il gruppo grazie S.Bucci

  • i sentimenti di stagione, puntuali vanno e vengono…tra inferno e sofferenze, tra primavere e rinascite
    bellissimo racconto in sequenza con parole e musica

  • “L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.”
    [Italo Calvino]

    Grazie per aver riaperto la porte dell’inferno alla primavera.

  • Sofia Bucci è la parte migliore dell’inverno, la parte cool dell’inferno, il vento fresco della primavera e un’anima sensibile e silenziosa preziosa come poche.

    Grazie SofSof per tutto ciò che sei e che scegli di condividere con noi.

  • La puntualità della natura sta come per un tramonto, se si attende troppo a lungo lo si perde. L’incenso senza fuoco non ha odore… ecco che se un’anima non condivide la Bellezza, nessuno potrebbe riconoscerla. Il branco è necessario, l’anima bella ne è il cuore, che è come un cristallo, più brilla, più è fragile…… per questo esiste la primavera dell’inferno.
    Bella Sofi.

  • una pagina di diario dolcissima ed emozionante. immersa in sentimenti naturali. su una musica tartassante ad incuneare l’anima. bellissimo testo e canzone davvero,complimenti

  • […]Guarda il sole quando scende
    ed accende d’oro e porpora il mare
    lo splendore è in voi
    non svanisce mai
    perché sapete che può ritornare il sole
    dopo il buio ancora il sole.
    E se passa il temporale
    siete prime a ritrovare la voce
    sempre regine voi
    luce e inferno e poi
    anche il male non può farvi del male.

    Alda Merini

  • Ed è su di questo che piango puntualmente. Piango sulla verità che si mostra durante i cambi di stagione. “Dir la verità è un atto d’amore”, cantavano e allora “voglio solo verità”, puntualmente con il destino e il cambio stagionale e il ricambio degli armadi.
    Credo che alla base di tutto ci sia una profonda verità, ovvero un profondo Amore tra queste pagine di diario e il filo di quelle cuffie. Grazie Sofia e Grazie a Il Branco. E Grazie a Ukizero che dà spazio alle cose belle.

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