Il rituale di San Valentino [+ la Compilation per fare all’amore]

Tutti i brani in neretto e sottolineati sono linkati con l'ascolto su YouTube

Anche quest’anno San Valentino è arrivato, e tutte le donne d’un tratto si dimenticano dei loro mal di testa, o se single, sono tutte in fermento per la tempesta di ormoni che solitamente si scatena puntualmente in tutti i locali della zona. Gli uomini da parte loro, si ricordano, quasi sempre l’ultimo giorno, di avere una ragazza; riciclano regali e gesti d’amore ormai appannati da secoli di storia, o se single, creano nelle loro teste filmini hot che anche quest’anno cercheranno di girare con la prima gnocca che riusciranno ad abbordare nei locali della zona… vedi sopra! Mentre accade tutto questo, i commercianti godono… gli unici a farlo davvero! Alla faccia della crisi! Inoltre, tenete conto che la coincidenza di San Valentino con Carnevale non è una buona scusa per vestirsi da ‘coppia felice’.

La festa di San Valentino, la cui leggenda narra di come un giorno il Santo fece riconciliare due giovani innamorati che stavano litigando facendogli volare intorno dei piccioni che si scambiavano dolci effusioni di affetto (da questo episodio si crede possa derivare anche l’espressione piccioncini, sebbene è certo che un “richiamo” del genere non possa bastare per calmare ad esempio la mia ragazza quando s’incazza a morte con me..), fu istituita un paio di secoli dopo la morte di Valentino stesso, nel 496, quando papa Gelasio I decise di sostituire alla festività pagana della fertilità – i Lupercalia dedicati al dio Luperco – un altro Santo destinato a surrogare le ataviche tradizioni popolari che il cristianesimo aveva già soggiogato.

Lupercali erano una festività romana che si celebrava nei giorni nefasti di febbraio, mese purificatorio (il 15 febbraio), in onore del dio Fauno nella sua accezione di Luperco, cioè protettore del bestiame ovino e caprino dall’attacco dei lupi.

Secondo Plutarco sembra fossero dei riti di purificazione. In effetti il Fauno deriva dalla mitologia del dio Pan, che per le origini pagane elleniche era una divinità di forma caprina, solitamente riconosciuto come figlio del dio Ermes e della ninfa Driope. Letteralmente “pan” significa “tutto“, perché secondo la mitologia greca Pan era lo spirito di tutte le creature naturali e questa accezione lo legava alla foresta, all’abisso, al profondo (dell’inconscio).
Non mancherò di ricordarvi che noi di Uki teniamo conto della Tradizione Perenne, ossia la Gnòsi primordiale confluita dai Misteri Egizi (e influenzata anche dal parallelo Dharma indoariano), i cui “Archetipi” furono in seguito inglobati dalla cultura ermetico-esoterica Occidentale, in particolar modo nell’Essenismo ebraico (e poi nella Cabalà) e nello Gnosticismo del proto-cristianesimo. Perciò vi ricordo che secondo i simbolismi della Tradizione Primordiale termini come “Tutto”, “Unità”, “Dio” o “Padre” sono espressioni intellegibili di ciò che è in noi ma è più grande di noi, e di cui la Consapevolezza umana ha perso il ricordo: un’onnicomprensiva e onnipervadente Coscienza Assoluta Divina. Questa Monade si riversa nel nostro ecosistema temporale dall’Inconscio, passando per la Coscienza Integrata fino allo “Spirito” del nostro Sé transpersonale – che risiede nel nostro SuperConscio, quest’ultimo direttamente connesso col Divino. La purezza profonda della Luce della nostra Coscienza è stata tramandata dalle culture attraverso il concetto di Spirito (“Atman“); e le qualità manifeste di questa Esseità Divina venivano rappresentate, in modo antropomorfizzato, attraverso le immagini degli Dèi o delle Virtù. Ecco che gli dèi dovevano infatti essere invocati attraverso i “Mantra” (o preghiere) per poter incarnare e dunque poter vibrare delle loro “frequenze/qualità divine“, al fine di tornare a raggiungere lo stato di Unità, ossia Dio.
Solo in seguito le religioni Pagane iniziarono a soffermarsi meramente sulle disparate icone antropomorfe, finendo per venerare la Natura ma non più la sua “Fonte Unitaria”: la sua Essenza Divina, vale a dire la Coscienza Assoluta dello Spirito/Padre.

In ogni caso, fin dai riti originari e passando per l’epoca pagana, questa celebrazione votata alla purificazione catartica fu certamente mistificata dalla Chiesa Cattolica attraverso l’istituzione di un Santo da celebrare (in nome della repressione degli eretici), inevitabilmente poi strumentalizzato dalla “società economica” a scopo di lucro. E per fare un dispetto, potremmo proprio iniziare la “compilation dell’amore” con “Togheter” di Patrick Wolf, che ha intitolato proprio “Lupercalia” quel suo splendido disco.

 

Allora, bando alle ciance, Uki è qui per consigliarvi alcune canzoni a tema, perché al di là delle mistificazioni e delle opere pecuniarie, per noi San Valentino è un’altra buona occasione per fare all’amore con la nostra donna, o il nostro uomo, oppure con la ragazza/o con cui a pelle sentiremo la stessa alchimia quando s’incroceranno gli sguardi! Anche perché la gente farebbe di tutto pur di farsi una trombata… perfino innamorarsi.

In nome di Fauno infatti, ovvero il nostro inconscio, il profondo naturalismo che ci contraddistingue deve prendere forma, venire fuori per innalzare un inno alla Vita! Una Vita in grado però di trasfigurare e trascendere quella mondana, fatta di bramosie e attaccamenti, ma che piuttosto miri alla felicità incondizionata. Per raggiungere un tale miraggio, non possiamo fare altro che passare per il fango della Terra e del “Secondo Chakra”. Perché è questo il vero senso di questa festività, e visto che l’antico e originale messaggio è stato spazzato via, Uki ha scelto per questa compilation una track list fatta di classici (cercando per quanto possibile di evitare i soliti pezzi sputtanati), con l’aggiunta di qualcosa di più contemporaneo…

 

THE BEST LOVE SONGS #1/A
The international classics of all time

A questo punto sfruttiamo l’atmosfera e potremmo subito cominciare con “Anybody Seen My Baby” dei Rolling Stones, se ancora siamo in cerca di quella giusta! Ricordate il video con Angelina Jolie… così sensuale in quell’atmosfera desolata e tetra. Se invece sapete bene a chi indirizzare il vostro soave sentimento ci sono le immancabili “Angie“, “Miss You“, “Ruby Tuesday” o “Streets Of Love“… perché gli Stones fanno sempre bene all’ammore e al sesso.

Ma se proprio non avete ancora trovato la vostra lei/lui, c’è Billy Holiday che con “Lover Man” cerca disperatamente proprio il suo amante, il suo amoroso… una languida invocazione tanto straziante quanto seducente ed ammaliante.

Se alla fine trovate la “preda”, sappiate che “Love Is Blindness” degli U2 ci ricorda che l’amore quando arriva può essere cieco! Ecco.

Continuiamo con “The Crystal Ship” dei Doors, una canzone d’amore direttamente dal re del sesso…

Poi potrebbe starci la sensuale Madonna d’annata di “You’ll See”.

Passiamo quindi ai Radiohead con “Climbing Up The Walls“… per ricordargli che voi ci sarete sempre ad ogni costo.

Ma l’amore è fatto anche di perdite, e allora “Forget Her” di Jeff Buckley e uno dei blues contemporanei più straordinari che siano mai stati scritti in nome dell’amore di una lei.

Non possono mancare i Led Zeppelin con “Thank You” o ancor meglio con “All My Love”… no, non possono proprio mancare.

E neanche il Bob Dylan di “If You See Her, Say Hello” può mancare in una storia d’amore, soprattutto se “è finita!”, altrimenti vada per “Simple Twist of Fate” per abbandonarci a questo scherzo del destino.

A questo punto ci riprendiamo con quel genio di David Bowie in “Absolute Beginners”, roba d’altri tempi, un amore elegante e raffinato che riesce ad essere allo stesso tempo bohémien… solo il Duca Bianco sa fare certe cose! Senza dimenticarci della più pertinente e recente “Valentine’s Day“.

Dopodiché passiamo al romanticismo di “Somebody” dei Depeche Mode, molto tenera e ci sta.

Poi ci sono gli Oasis che con “Stop Crying Your Heart Out” ci aiutano anche a motivarci a riprendere in mano la nostra vita. E per la par condicio mettiamoci anche la splendida ed innamorata “No Distance Left To Run” dei Blur.

A questo punto torniamo all’amore, quello vero, addirittura all’unione tra uomo e donna in senso cosmico, oserei dire, quello di “Blood Of Eden” di Peter Gabriel in duetto con Sinead O’Connor, un brano meraviglioso.

E visto che la passione ormai si è accesa, abbiamo sempre fresco il Prince di “Purple Rain”.

Senza dimenticarci neanche del Marvin Gaye di “Sexual Healing”… qui diciamo che abbiamo passato i preliminari.

Ecco allora l’amore quasi distruttivo di “Killing Me Softly” cantata dai Fugees, e quello corale dei R.E.M. in “Everybody Hurts”.

Poi, per provare un’altra volta a stare insieme, abbiamo “It Ain’t Over It’s Over” di Lenny Kravitz, molto sexy.

Per rimanere su lidi languidi e sensuali c’è “Roxanne” dei Police rifatta da George Michael, molto erotica.

Poi c’è un capolavoro, “Man Is The Baby” di Anthony & The Johnsons, a partire dalla voce, già di suo altamente sensuale, fino al resto si tratta di romanticismo e amore allo stato puro.

Altro pezzo molto romantico, che brilla già solo per l’atmosfera che riesce a creare, è “Special Needs” dei Placebo.

 

THE BEST LOVE SONGS #1/B
The italian classics of all time

Sicuramente Mina con “L’importante è finire”. Prima della censura era “L’importante è venire”, ma il cambio di verbo non ha abbassato la temperatura della canzone e non ha tolto nulla alla sensualità degli arrangiamenti.

Poi, è ovvio, c’è il Fabrizio De Andrè di “Amore che vieni amore che vai“, il Giorgio Gaber di “Non Arrossire“, Ivano Fossati con “L’ultimo Bacio“, “Mi sono innamorato di te” di Luigi Tenco e “Tu sì na cosa grande” di Domenico Modugno, ma queste le davo per scontate. Un’altra canzone assodata credo sia “Tu, forse non essenzialmente tu” di Rino Gaetano.

E così, torniamo a noi… ci sarebbe una delle più devastanti canzoni sul desiderio e sui percorsi della mente quando l’assenza di qualcuno procura dolore fisico: “Nuotando nell’Aria” dei Marlene Kuntz, l’urlo disumano di Godano è una bomba sessuale.

Altrettanto carica di un non so che di erotismo è “Pelle” degli Afterhours, c’è quasi più odio che amore, ma quell’avversione non può essere non maturata che dopo folli notti sfrenate. Altrimenti scegliete “Bianca“.

Poi abbiamo uno dei testi d’amore più originali e carini di sempre, “Con una Rosa” di Vinicio Capossela, un amore così romantico non poteva certo mancare.

Infine, per dimenticare di essere soli… vi consigliamo “L’Ultima Notte Felice del Mondo” dei Baustelle, ma non può mancare neanche “Incantevole” dei Subsonica.

 

THE BEST LOVE SONGS #2
The international classics of all time

La selezione di Uki potrebbe finire qui, ma le belle canzoni d’amore sono tante, così ve ne voglio citare ancora qualcuna che farà sempre al nostro caso…

Ad esempio potremmo continuare la nostra compilation con “God Only Knows” dei Beach Boys, una delle canzoni più romantiche di sempre, la voce felina e sensuale di Janis Joplin in “Summertime”, il blues di “Man’s World” di James Brown, i vocalizzi carichi di erotismo di Bruce Springsteen in “I’m On Fire” oppure il tema portante di questa festa con “Valentine’s Day“; la preghiera di Nick Cave in “Into My Arms”, e poi “Slave To Love” dei Roxy Music, “Without Love There Is Nothing” di Ray Charles, “Something” dei Beatles (anche se per i Fab Four ci sarebbe l’imbarazzo della scelta..) e “Love” di John Lennon; ma anche una straordinaria “Days Are Numbers (The Traveller)” di Alan Parsons. “Brakdown” dei Suede, “Have I Told You Lately” di Van Morrison cantata da Rod Stewart, “All Is Full Of Love” di Bjork, “A Perfect Day Elise” di P.J. Harvey, “Your Love Is King” di Sade, “The Nurse Who Loved Me” degli A Perfect Circle, “Trouble” dei Coldplay, “You Follow Me Down” degli Skunk Anansie, “Crush Into Me” della Dave Matthews Band, “What It Takes” degli Aerosmith e a questo punto potrebbero intervenire anche Ben Harper con “Forever” o Amy Winehouse con “Love Is A Losing Game“, senza dimenticare gli immancabili darkettoni di “Love Will Tear Us Apart” dei Joy Division.

Poi ci sarebbero i classici di Elvis Presley con “Unchained Melody”, Elton John con “Your Song”, i Pink Floyd con “Wish You Were Here”, i Queen con “Love Of My Life”, Stevie Wonder con “Overjoyed”, Eric Clapton con “Layla” versione unplugged, gli Style Council con “The Paris Match”, i Cure di “Love Song“, “I’m Sticking With You” dei Velvet Underground, “She” di Elvis Costello e “Beth” dei Kiss.

 

THE BEST LOVE SONGS #2
The italian classics of all time

Per darvi ancora altri suggerimenti sulle canzone italiane: ottime atmosfere potremmo ottenerle con Gianna Nannini di “Profumo”, Lucio BattistiE Penso a Te”, Paolo Conte Gioco d’Azzardo”, Franco BattiatoLa cura”, ma anche Fred Buscaglione con “Guarda Che Luna” e il Vasco Rossi di “Vivere una Favola”. Poi certo ci starebbero bene “Ho Messo Via” di Ligabue, “Per Me è Importante” dei Tiromancino ma anche un brano come “Ti Vorrei Sollevare” che unisce insieme sia Elisa che la voce dei Negramaro (Giuliano Sangiorgi).
Inoltre, per fare una parentesi su canzoni adatte ad abbandonarsi ad ogni lontana vibrazione sentimentale, ci sono “Sei Bella Davvero” di Motta, l’invocazione rivoluzionaria dei The Zen Circus in “Ilenia“; oppure I Cani con “Il Posto Più Freddo” e Paolo Benvegnù con “Amore Santo e Blasfemo“; il Niccolò Fabi di “Una Mano Sugli Occhi” ma anche “Lei Non Deve Stare Male Mai” dei Ministri. Oltretutto guardando un po’ più in là, potremmo citare casi come Colapesce e la sua Restiamo in casa“. Non possiamo poi non citare la splendida “Una Domenica Notte” di Brunori Sas, l’emozionante “Parlando di Lei a Te” di Dente, la dolce “Universo” di Cristina Donà, così come la devastante “Il Turbamento della Gelosia” del Teatro degli Orrori.. se proprio ce la fate, ma forse preferite, se magari siete in tre, “Pensiero Stupendo” rifatta dai La Crus con Manuel Agnelli e proprio Patty Pravo. Poi potete provare a vedere che succede con “Vecchi Difetti” dei Marta Sui Tubi, oppure potete recitargli il testo di “Dopo Che” dei Massimo Volume, senza contare che abbiamo ancora “Dipendo da Te” dei Tre Allegri Ragazzi Morti o “Morbida” dei Verdena.

E se proprio non vi bastano le canzoncine italiane, potete sempre metter su “All’Uncino di un Sogno” di Cesare Basile, “Questa No” di Giorgio Canali così come “Amandoti” dei CCCP, oppure “Io Amo Lei” dei Diaframma, “Un Campo Lungo Cinematografico” de Le Luci della Centrale Elettrica, “Venere Nettuno” dei Virginiana Miller, “Amami” di Zibba, “Quanto eri Bello” di Maria Antonietta o “L’Isola” di Pino Marino.

 

THE BEST LOVE SONGS #3
The italian tracks of the moment

Oggi San Valentino potrebbe benissimo essere rappato o cantato con canzoni pop svelatesi dall’indie (o quel che ne è rimasto). Siamo già in un’altra epoca. Ecco allora un “Superclassico” di Ernia, e “Canzone per un amico” di Venerus & Mace che in questo periodo di distanziamento sociale l’amore è difficile… soprattutto se la storia finisce come per il Mahmood di “Rapide”, oppure per le riflessioni sentimentali di Brunori Sas che anche stavolta ci ha offerto una splendida canzone d’amore come “Per due che come noi”. Un qualcosa di atipico ci viene invece offerto da Andrea Laszlo De Simone su “Dal giorno in cui sei nato tu” fino ad un amore quasi immaginario in “La ragazza trasparente” di Lucio Corsi. Recente è anche la perdita in “Champagne” di Ghemon, il ritmo di “Chanel” di Frah Quintale o il ricordo dal passato in “Il tuo ricordo” di Samuele Bersani. Infine c’è il sempre grande Cristiano Godano con la sua “Ho bisogno di te“.

 

THE BEST LOVE SONGS #3
The international tracks of the moment

Potrei continuare per molto ancora, e poiché abbiamo appena introdotto canzoni e artisti del momento, vorrei concludere citando un po’ di ‘roba’ recente in grado di regalarvi piacevolissime atmosfere..

Un esempio è “Exile” di Taylor Swift e Bon Iver, ottima per un cuore spezzato, mentre “Blinding Lights” dei The Weeknd rimane sempre un sexy-ritmo coinvolgente, che può essere ben tagliato, sentimentalmente, da “Cut Me” di Moses Sumney. Inoltre possiamo metter su quella pazzarella di Fiona Apple che ci destabilizza con “I Want You To Love Me“, oppure una delle migliori e più credibili canzoni d’amore nei confronti di sé stessi con “My Future” di Billie Eilish. Potremmo poi passare per la presa di consapevolezza di Phoebe Bridgers in “I Know the End“, per la confusione sentimentale di Beabadoobee con “Worth It“, passando per la conturbante “Sweet” di Porridge Radio fino al sensibile ritorno dei The Killers in “My Own Soul’s Warning“. A questo punto continuiamo con il desiderio dei The 1975 con “If You’re Too Shy” e la preghiera di Grimes in “You’ll Miss Me When I’m Not Around“. Poi abbiamo anche Waxahatchee con “Can’t Do Much“, le invocazioni dei Perfume Genius in “Describe” oppure la vocazione di Yves Tumor con “Kerosene!“. Allora troviamo il piacere infuocato di Jessie Ware in “What’s Your Pleasure?“, per finire nella ricerca mentale in amore secondo i Fleet Foxes di “Can I Believe You“.

Eppure, sebbene non recentissime, non possiamo dimenticarci neanche dei Kings Of Leon con l’invocazione a oltrepassare ogni barriera di “Walls” (ma se volete accendere ancora il fuoco vero ci sono sempre “Only By The Night” oppure “Sex On Fire” ovviamente). Potremmo certamente continuare con “Angels” dei The XX o magari “Laura” di Bat For Lashes oppure Latch” dei Disclosure o “Lazuli” dei Beach House… e poiché ci sono due modi per discutere con una donna, e nessuno dei due funziona, è meglio farla godere con Florence + The Machine in “Only If For A Night”, e poi perdersi nelle atmosfere romantiche, magari dispersi in un verde prato con il Kurt Vile di “Baby’s Arms”. Se invece volete colpirla al cuore, provate “I’m On My Way” di Drake, e “So Endless” di Frank Ocean. Senza dimenticarci delle emozioni che possono regalarci canzoni come “Someone Like You” di Adele, “Video Games” di Lana Del Rey, ma anche “Homecoming” di Kanye West o “Love” di Kendrick Lamar. Infine tra le sensazioni più recenti abbiamo anche gli Alabama Shakes di “Gimme All Your Love“, i The National con la struggente “Terrible Love” e “Suck It And See” degli Arctic Monkeys.

 

Per finire veramente, se invece siete incazzati perché anche questo San Valentino non s’è battuto chiodo…  sfogatevi con i The Pagans di “What’s This Shit Called Love“.

Al contrario, magari quando state rimontando in macchina all’alba, dopo aver passato una nottata goliardica con il vostro partner, per tornare a casa… ripensando alle sensazioni appena consumate, ci potrebbe star bene questo pezzo così scanzonato e felice, capace di trasfigurare in un momento di gioia l’immenso piacere di vivere l’amore: “Indie Love Song” dei The Frank And Walters.

 

Insomma, ce n’è per tutti i gusti! Credo che possa bastare, perciò… basta musica, è il momento di ballare! Anzi di trombare! Anche perché a San Valentino regalate semmai un orgasmo… fa sempre piacere!

 

Fatale

Share Button
Written By
More from Andrea Fatale

“Le Diablé” ci si beve

Referendum: con il SI ci fottono lo stesso?
Read More

19 Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.