Rino Gaetano e il Jet Set massonico… (Part. 2)

Gaetano ha dichiarato di non aver mai scritto canzoni d’amore. Nelle sue canzoni si svelano vere e proprie denunce ai poteri occulti della Massoneria

L’analisi di Rino ha tre tipi di interesse diversi, può infatti essere “materiale”, che ha a che fare con imbrogli, politici e corruzione, “spirituale”, dove entrano in gioco l’occulto e sette segrete, e un aspetto che potremmo chiamare “divino”, dove Rino non di rado ci stupisce con conoscenze millenarie.

Detto questo l’articolo precedente trattava la questione “materiale”, che vorrei concludere oggi con due canzoni che ci interesseranno: “Spendi spandi effendi“e “Sfiorivano le viole“.

La prima, che tutti hanno amabilmente definito come esempio di nonsense, in realtà ne ha uno, altrimenti non ve la citavo effettivamente… Ebbene, la canzone parla dell’amabile Aristotele Onassis, un uomo a modo potremmo dire.

Riassunto al volo: Onassis era appartenente ad una famiglia non troppo abbiente greca, così come la sua nazionalità. Leggenda vuole che scappò da una prigionia turca, per poi, su un gommone, dirigersi verso l’Argentina, con soli 60 dollari in tasca e tante buone speranze. Onassis divenne a breve uno degli uomini più ricchi del mondo, intorno agli anni trenta, emulando personalità di spicco, come? Ha lavorato come centralinista a Buenos Aires ed a tempo perso ascoltava le conversazioni degli uomini d’affari maggiori. Con questo metodo seppe investire nelle compagnie giuste. Il vero exploit, però, avvenne quando acquistò una serie di navi da una società canadese in fallimento a 120.000 dollari. Pezzo a pezzo si fece una flotta navale e petrolifera delle più vaste al mondo, finché non truffò gli Stati Uniti vendendogliene alcune a prezzi alti e con una frode bancaria.

Insomma, questo uomo divenne pezzo a pezzo un uomo fra i più ricchi al mondo, tanto da possedere un’isola. Chiaramente, lungimirante, capì dove dover far soldi e ciò nel petrolio. Prese allora patti con l’Arabia Saudita per poter estrarre in comodità e fare il prezzo che voleva. Possiamo dire tranquillamente che Onassis ha posseduto il mondo.

Qui giunge Rino con “Spendi spandi effendi“.

Nella canzone Onassis parla in prima persona, come se dovesse convincere il sultano ad acquistare. Con questo metodo Rino ripercorre alcuni momenti della vita del magnate durante la trattativa con l’Arabia. Cita subito Cristina, la figlia, e di quando questa si chiuse in monastero dopo una furibonda lite con il padre per cause amorose. Il resto della canzone parla dello sfarzo della vita del greco, alludendo più volte all’oro nero. Ma un punto in particolare ci interessa, cioè quella in cui dice “Pace prosperità e lunga vita al sultano“. Chiaro, Onassis si vende a tal punto da esaltare il sultano ma qui c’è un fatto inquietante… “Pace e prosperitàdoveva essere il motto di John F. Kennedy, della sua mai avvenuta campagna elettorale del 1964, causa morte come tutti ben sapranno. Questi avvenimenti apparentemente scollegati, Rino tenta di collegarli con ironia, ed ecco poi Onassis sposare l’ex moglie di Kennedy, Jacqueline Bouvier Kennedy. Ricordate il vecchio articolo? La canzone “Jet Set“? Ecco che il quadro si compone, anche  a capo del fatto che Rino ha fatto una canzone chiamata “Jacqueline“.

 

Ora passiamo a “Sfiorano le viole“.

Rino è stato un cantante che ha dichiarato di non aver mai scritto canzoni d’amore, eppure “Sfiorivano le Viole” lo sembrava tanto…  Ebbene possiamo suddividere questa canzone in due parti, una meno evidente, dove parla di lui che in sostanza si rende conto che molte cose sono passate mentre ha decantato l’amore della sua amata, ed una più caotica dove tira in ballo parecchi personaggi interessanti. Questa è quella che prenderemo in osservazione. Qui Rino ironizza su alcuni antichi avvenimenti storici tirando in ballo celebri Massoni.

 

Molto interessante la parte in cui dice “Il Marchese La Fayette ritorna dall’America importando la rivoluzione e un cappello nuovo“.

Messeri, Madame, benvenuti alla lezione di storia, insegnante: Rino Gaetano.

Cosa ci sta dicendo il crotonese? Che il celebre massone La Fayette ritorna dalla rivoluzione americana a cui aveva partecipato e vinto, torna da essa “importando”, dice ironicamente, la rivoluzione. Per un cappello nuovo intende dire i cappelli che usavano i ribelli al Regno Unito. Suddetti cappelli avevano una coccarda di tre colori: Blu, Bianco, Rosso. Si, la bandiera francese è un derivato, così come l’idea stessa di rivoluzione. Infatti La Fayette di ritorno dalla rivoluzione francese si manda lettere con un altro celebre della Massoneria: Il presidente George Washington!

Non tutti sanno di una lettera in particolare molto inquietante in cui Gorgy dice al suo confratello: “Un giorno, sul modello degli Stati Uniti d’America, esisteranno gli Stati Uniti d’Europa”. Ed oggi, in effetti con l’euro possiamo dire che ce l’hanno fatta, è stata dura, ma…

Viene citato Otto von Bismark, che da Massone si prodigò per far capitolare l’asse cattolico Parigi-Roma, proprio a seguito della caduta dello stato pontificio, per instaurarne uno “migliore” e protestante: Londra-Berlino, poi Londra-New York. Anche qui troviamo una celebre lettera inviata all’ambasciatore tedesco il Conte Harry von Arnim di cui riporto una parte interessante: «Infine dobbiamo auspicare il mantenimento della Repubblica in Francia per un’ultima ragione, che è la maggiore: la Francia monarchica è e sarà sempre cattolica, avendo la sua politica grande influenza in Europa, in Oriente e fino all’Estremo Oriente. Un mezzo per contrastare la sua influenza a favore della nostra, è di deprimere il cattolicesimo e il Papato che ne è la testa. Se potremo conseguire tale scopo la Francia sarà già annichilita. La monarchia verrà intralciata in questo tentativo mentre si aiuterà la Repubblica».

Insomma, abbastanza eloquente, direi.

 

Ma ora giungiamo alla parte più interessante. Trattiamo anche la parte dell’interesse Spirituale di Rino, quello che io definisco per parlare di gruppi più misteriosi.

Come alcuni di voi hanno detto Rino, possiamo dire, ha “sgarrato” nel momento in cui ha fatto tre canzoni: “Rosita“, “Al compleanno della zia Rosina“, “Cogli la mia rosa d’amore“.

Queste canzoni hanno parlato più o meno esplicitamente della Rosacroce, per essere più dettagliati: della valenza simbolica della Rosa in queste dottrine occulte come il “potere” (allegoricamente parlando) che ad esso potrebbe legarsi.

Di questa peculiarità i segni nelle sue canzoni sono molteplici.

Partiamo da “Rosita“, dove descrive uno stato di malessere che ha con tutto il mondo elencando gesti quotidiani e privi di senso, tutto perché ha incontrato “Rosita” e questa vita (..quella priva di conoscenze superiori) valore non ha.

Cogli la mia rosa d’amore” è una richiesta che il cantante fa all’ascoltatore, di cogliere, carpire la sua Rosa d’amore (di cui spiegherò più avanti i dettagli). Dice pure di cogliere il suo figlio in Germania. Leggenda vuole che i Rosacroce siano nati proprio in Germania da Christian Rosenkreuz.

Ma il vero sgarro lo ha fatto con l’inquietantissima canzone “Al compleanno della zia Rosina“.

Qui descrive papale papale un rituale Massonico di iniziazione in un giorno di festa, il giorno in cui Rita si sposa. Ci parla di un “mare verde, come la notte, come le mie cotte“. Il Verde è il colore per eccellenza della Massoneria. Dice che tutto questa festa scorre, ma lui ha “già bevuto”. Bere in questo caso ha valenza simbolica doppia. Uno dei passi dei rituali d’iniziazione è proprio bere un miscuglio. Quindi potremmo dire che ammette che a suo tempo lui bevve. Ma “Bere” può anche voler significare larivelazione del segreto”, infatti cabalisticamente bere vino vuol dire il segreto rivelato“.

 

Quindi Rino in ogni caso ha già sgarrato, tanto da riconoscerlo nei versi dopo in cui dice: «L’avventura l’arsura la paura non ci sarà avventura questo già mi calma vedo già la mia salma portata a spalle da gente che bestemmia che ce l’ha con me povera povera povera la mia cara le racconterò di Cleme e rideremo insieme».

Analizziamo con calma. Dice, seguendo tutta la canzone, che per questo “scherzetto” già si vede portato a spalle nella bara. Peculiarità, sotto di lui bestemmiano. Sapete cosa ricorda questo? Il rito Viterbese di santa Rita, patrona protettrice delle Rose, nonché teorica della filosofia Rosacroce. Questo rito vuole che per tutta Viterbo degli uomini scelti portino a spalle un’effige enorme in legno di Santa Rita, sotto costoro bestemmiano! Mah!?
Infine dice che alla sua cara racconterà di Cleme. Ma Cleme chi? Beh, caso vuole che per la Massoneria nei secoli sono stati importanti due papi di nome Clemente: Clemente V e Clemente  XII.
Entrambi i papi hanno combattuto le società elitarie, il primo distruggendo i Templari assieme al Re Filippo il bello, mentre il secondo emanò la bolla papale che rese illegale nel mondo proprio L’arte regia.

La canzone come finisce? “La canzone più corta adesso anche lei è finita la vita, la vita e Rita si è sposata“. La vita è finita, Rita si è sposata.

Ma nuovamente, Gaetano è un pesce piccolo…

 

Grazie della pazienza.

Claudio del Conte

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