Dialogo dello Spergiuro

Siamo una razza disunita con un sistema sociale autofottente! Quando basterebbe solo un "principio di beneficialità" libero per tutti e per sempre..

.«Il mondo, in sé, non è ragionevole: è tutto ciò che si può dire. Ma ciò che è assurdo, è il confronto di questo irrazionale con il desiderio violento di chiarezza […] L’assurdo dipende tanto dall’uomo quanto dal mondo, ed è, per il momento, il loro solo legame»
Albert Camus

 

UKI: Hai presente la storia della rana e lo scorpione?
ADAM: Certo. È quella in cui lo scorpione chiede aiuto ad una rana per oltrepassare il fiume, poi però la punge facendoli affogare entrambi non prima di essersi giustificato dicendo: “Mi spiace, è la mia natura!”. Un vero bastardo! E tu di che natura sei? Vabbè lascia stare..
UKI: Piuttosto ti sei chiesto qual è la natura dell’uomo?
ADAM: L’uomo è più figlio di puttana… avrebbe aspettato di essere arrivato sulla riva per poi scannare la rana.
UKI: Tuttavia l’uomo è nato solo, fragile e ‘dipendente’, per questo in seguito ha voluto emergere e quindi prendere in pugno il suo destino. In fondo, in principio, l’uomo era cooperativo e se la spassava in società matrifocali.
ADAM: Poi non ci è bastata più neanche la gnocca. Come nei migliori film di fantascienza abbiamo iniziato a comportarci come le macchine, che ad un certo punto iniziano a sentirsi “intelligenti“, ribellandosi.. per bramare sempre di più.
UKI: Ogni nuova grande dimensione nasce dalla ribellione, con Enki fu lo stesso, o Lucifero come lo conoscete voi oppure Azezel come lo chiamano altri. Secondo gli Antichi lo stesso nostro sistema solare (la nostra dimensione) nacque da quelle mitologiche lotte fratricide. Questo modello distruttivo alla “Caino e Abele” ha comunque “sedotto” tutta l’umanità fin da subito.. il quale ne ha preso il peggio sputandolo in faccia alla comunità, non senza rimorsi. Ecco che l’uomo tutt’oggi spadroneggia non solo sul proprio destino, anche su quello degli altri. Mi domando davvero a questo punto influenzato da “chi“?
ADAM: Mi sembra complicato riuscire a dare davvero un senso alla natura umana.
UKI: Perché ogni cosa, ogni essere vibra… la risposta è nel movimento evolutivo. L’uomo oscillerà sempre tra la paura e l’entusiasmo. Sarà sempre una lotta. E non c’è mai limite al peggio o al meglio.
ADAM: La posta in gioco è l’equilibrio. O il “filo d’Arianna” come ami dire te..
UKI: In questo fottuto labirinto in cui vaghiamo dobbiamo mantenere viva l’Armonia e la “pace dei sensi” se non vogliamo farci scoppiare il cuore di paura e odio. Ecco perché è importante ricercare la Bellezza e rimanere calmi… contare fino a tre prima di fare cazzate. Tuttavia la società si è fatta leggi che non sono la conseguenza delle leggi della biologia. Sono le leggi della prevaricazione, quindi di tendenze logiche utilitaristiche, caricate a morte da sistemi culturali ed ideologici: fino a strisciare nel commercio e ad oggi nell’economia liberista e consumistica.
ADAM: Le leggi della biologia richiedono la cooperazione, mentre le leggi dell’economia richiedono la competizione.
UKI: Come in guerra! In questo senso l’economia è intrinsecamente patologica.
ADAM: Ci manca solo che ciò che fa girare il mondo è invece una maledetta malattia!
UKI: Ma quello che fa girare il mondo non era la gnocca? Evidentemente tra fica e denaro dev’esserci una correlazione.
Fatto sta che la specie umana non si è ancora sviluppata del tutto perché per formarsi i suoi componenti dovrebbero “risuonareuniti tra loro, secondo leggi di natura.
ADAM: Dovremmo essere organismi di un’ecosistema, questo è certo.
UKI: Per quel che ne è rimasto. Ma come potremmo infatti risuonare tra noi se ognuno deve stare attento che l’altro non glielo metta nel culo?!
ADAM: Però non ci annoiamo mai! Tra un futuro migliore e l’apocalisse che si sente nell’aria… finiamo sempre per propendere verso un futuro dispotico.
UKI: Perché quel futuro non ci chiede di fare nulla ora! Siamo degli ignavi..
ADAM: E intanto il debito pubblico cresce nel tempo. Anche se nessuno sa un cazzo del tempo.
UKI: Ancora credete al debito o al “tempo lineare”?! Quest’inverno c’è stata una quadratura tra Saturno e Giove, uno “scontro” tra gli dei che rappresentano l’uno l’austerità e l’altro la prosperità. Guarda caso sulla Terra si dibatte sulle stesse cose. Il tempo lineare poi… altra cazzata! Indispensabile, certo, per calcolare tante cose utili, solo per il potere dei pochi però! Stessa storia per il ‘credo globale’ dei limiti di energia: motivo per cui l’uomo deve spaccarsi la schiena o fottere il prossimo per conquistare risorse -che alla fine scarseggiano comunque sia, dicono…
ADAM: Siamo perennemente in guerra per cose inutili. La mente umana ormai è ammaestrata a credere alla “divisione“, ad una scissione tra creazione ed evoluzione… tra ‘me’ e ‘te’, tra ‘noi’ e ‘loro’, tra ‘noi’ e il ‘Sacro divino’. Altrimenti allo stadio non c’è gusto dai..
UKI: Mi raccomando paga anche il biglietto eh… La sopravvivenza e la lotta sono naturali! Le nostre guerre sono un’altra cosa. Noi siamo sempre stati in guerra perché è il modo più veloce di fare affari e renderci schiavi. Fondamentalmente perché siamo sempre in guerra con noi stessi per l’attaccamento tra appartenenza ed identità! Uno scontro che sta nel profondo del nostro subconscio.
ADAM: D’altronde fin da bambini impariamo a piangere e a sbattere i piedi…
UKI: Atteggiamenti subito trasformati, non di rado, in reazioni violente. Mettiamo sotto scacco altri bambini e conquistiamo un gioco con la forza tra la compiacenza degli altri, cosa che ci darà subito soddisfazione rinforzando il comportamento negativo, a dispetto delle belle parole di mammina.
ADAM: Qui bisogna pararsi le chiappe da una miriade di modelli violenti, ti sei guardato intorno?
UKI: Certo, come tu ti sei ben guardato dal tirare fuori le palle e rinnegare quei modelli per cercare piuttosto quelli basati sul confronto e la condivisione. Ma il “tempo lineare” non esiste, l’universo è ciclico, nondimeno a causa del tempo la mente attiva una dimensione spazio-tempo tutta sua. Rimane il fatto che la coscienza dell’uomo, come la natura del cosmo, è fatta di energia: ossia l’unica vera risorsa evolutiva per creare realtà comunicanti… innanzitutto quelle che non fanno male, sarebbe il caso. Tuttavia siete afflitti dalla peste compulsiva, innalzate muri di gerarchie: il modo più semplice di sopravvivere senza staccarsi dalla zona di comfort.
ADAM: Dunque in quella corazza in cui ci siamo blindati, stiamo perdendo il contatto con le leggi di natura che ci rendono umani..
UKI: E così diventate insensibili ed apatici… e sviluppate un contatto surrogato, istintivamente artificiale. Siete già dei cyborg col rischio di trasformarvi in robot… in automi. I vizi, le abitudini, i Tg, le cose date per scontato sono tutto questo! Insieme alla tecnologia che pian piano vi fagocita.
ADAM: Il fatto è che ogni emozione d’amore si schianta contro quella corazza. Così si scatenano in noi paura e odio.. è sempre la stessa storia!
UKI: Come se non bastasse in quel momento la società vi smerda dicendo che “esitate”… e voi lo fate, con amarezza. Allora ne nasce una dipendenza psicomane da tutto ciò che promette riscatto o sfogo di tensione. Ve la prendete con gli immigrati, con gli “altri”, coi neri… solo perché rosicate che loro ce l’hanno più grosso! In sostanza: sproloqui e fuffa. La realtà sociale è fatta di credenze e schemi che durano il tempo che si credono reali.
ADAM: Una cosa è certa: la falsa necessità di dover lavorare per vivere è una stronzata, gli esseri umani proprio non riescono a godersi un’esistenza libera.
UKI: Sono le leggi dell’economia mio caro. La crescita illimitata, enfatizzata dall’economia e attuata dalla tecnologia, non ha una base scientifica, è vero anzi il contrario: è dimostrato infatti che proprio l’esistenza di una demarcazione consente all’individuo di trovare soddisfazione.
ADAM: Comincio a credere che è per questo che somatizziamo cancri, depressioni, allergie, stress, ecc…
UKI: Certo! E poi la massimizzazione della produzione e dei risultati con la conseguente spinta alla velocità, alla lotta concorrenziale, all’efficienza, può essere un obiettivo nei momenti di crisi, ma non la base del vivere in una situazione di normalità.
ADAM: Quindi lo spirito accumulativo e concorrenziale senza limite non avrebbe alcuna giustificazione ragionevole? Anzi, è un inutile costo energetico ed emotivo? In ogni caso non sarebbe più facile dividersi le infinite risorse del pianeta in parti uguali?
UKI: Che ti devo dire… diciamo che evito di dire che siete stupidi, non vorrei passare per un adulatore.
ADAM: La vera rogna è la disoccupazione? Sempre a creare ancor più lavoro per ritornare tutti a spaccarsi la schiena.
UKI: Di lavoro ce n’è anche troppo, visto che iper-lavorate inutilmente producendo prodotti appositamente progettati per guastarsi. Per giunta il lavoro che c’è è anche mal ripartito: chi tanto e chi niente.
ADAM: Perché non diminuiscono l’orario di lavoro? Così tutti torneranno immediatamente a lavorare senza bisogno di creare altre occupazioni. Oh però… così diminuirebbero gli stipendi..
UKI: A quel punto basterebbe redistribuire la ricchezza per riportarli ai livelli precedenti, invece di mantenere l’1% della popolazione mondiale a godersi tutte le ricchezze del mondo alla faccia del restante 99%. Sappi una cosa: i beni e i servizi del pianeta sono sufficienti per soddisfare la domanda di tutti noi, fino all’ultimo.
ADAM: In effetti le materie prime ce le mette la Terra -e sono gratis; mentre gran parte del lavoro lo possono fare le macchine automatizzate – che consumano solo energia, che è appunto gratis dal pianeta. Vabbé, bla, bla, blà… ma che belle parole!
UKI: Eppure hai toccato i tasti giusti. A quel punto non resterebbe che produrre guardando all’efficienza, e non al profitto, e il resto del lavoro -quello possibile solo per mano dell’uomo- potrebbe tranquillamente essere ripartito tra tutti. Non esisterebbe disoccupazione.
ADAM: Cazzate! Sogni irrealizzabili! È inutile, qui va sempre tutto a puttane! Non ci si capisce un cazzo! Abbiamo tante idee su possibili futuri. Sono solo miraggi. Neanche il passato è quello che ci hanno raccontato. Non riesco più a sentirmi legato a questo mondo.
UKI: All’universo direi.. In ogni caso annaspate tra la globalizzazione e l’individualizzazione! Costantemente in lotta tra appartenenza ed identità! Ed è tra l’altro pericoloso, anche per questo motivo, modificare la base biologica dell’uomo e dell’ambiente esterno con prodotti che non esistono in natura. Vi state trasformando, mutando geneticamente quasi..
ADAM: Che palle! Sei solo un cospirazionista! Viviamo nell’Occidente civile, moderno e progredito, dopo secoli bui.
UKI: Si come no! Così come tempo fa l’Impero Romano era sacro e avanzato o delle semplici erboriste erano delle streghe oppure la Terra era ferma! Me ne frego di quello che pensi, il fatto è che la realtà non è altro che una “visione del mondo” nella quale si è totalmente immersi soprattutto a livello mentale: nel crederci, nell’argomentarla, nel viverla e sentirsela addosso -anche tra tutte le convinzioni degli altri. Nel darla per scontata persino.
ADAM: In effetti convincerci che andare in guerra o spaccarci il culo al lavoro sia qualcosa che vada a nostro vantaggio, è un effetto della realtà stessa di cui siamo ormai insudiciati a livello mentale.
UKI: Allora cambiare credenze e idee, associazioni, sillogismi o schemi mentali.. cambiare ideologie, paradigmi e schemi politici… significa cambiare la realtà.
ADAM: Certamente se io credo che le malattie sono una punizione del Signore o vengono per mano del Diavolo, non potrei mai capire e credere all’effetto della penicillina.
UKI: Ecco perché spesso la realtà cozza con le nostre predisposizioni naturali, e l’inconscio inizia a prenderci a pedate, persino il subconscio si ribella.
ADAM: Di certe ribellioni non mi fido più.
UKI: Infatti l’equilibrio mentale ed emozionale è la battaglia più dura per l’essere umano. Da sempre l’uomo è in conflitto con la propria natura impulsiva, una lotta che finisce per esorcizzare e sfogare fottendo il prossimo!
ADAM: Dal Minotauro passando per le Corride fino ai Diavoli e le guerre.. ci stai dicendo che siamo dei codardi? Invece di godercela ci fottiamo a vicenda per paura?
UKI: Non solo vili, siete anche ignavi, te l’ho detto. Noi siamo quello che vogliamo fare. Solo l’intuizione emotiva, da non confondere con gli impulsi, può svelarci il percorso della nostra natura.
ADAM: E ormai credo anche di aver capito che l’intuizione non è mai completamente scollegata da una certa Ragione – che non ha a che fare con la “ratio” o con una logica imbrogliata.
UKI: Dovremmo imparare il discernimento, per capire/sentire, vista la causa, quali sono gli effetti delle nostre scelte. Tutti dicono di essere brave persone, oneste e lavoratrici, poi però se ne fregano dei disabili, della beneficenza, degli esperimenti sugli animali, del disboscamento delle foreste, ecc… Ci stiamo solo prendendo per il culo. In verità siamo onesti solo con le persone con cui entriamo in relazione, che ci toccano; non abbiamo ancora uno spirito collettivo, non abbiamo ancora le palle per abbracciare un’infinito orizzonte! Siamo una razza arretrata in questo senso, non ci sentiamo connessi o uniti. Ci preoccupiamo solo della nostra cerchia, della nostra famiglia.
ADAM: Come i mafiosi: business e famiglia, lo stesso sistema che ha perpetrato il potere; le antiche famiglie reali ed aristocratiche vivono ancora oggi grazie a questo modo di essere e pensare.
UKI: Non solo, chiunque si attacchi alla gratificazione egotistica finisce per cadere in un vortice entropico che tende al disordine, come accade nelle leggi della termodinamica. Le emozioni rispondono alle leggi dell’energia: l’e-mozione è “energia in movimento“. Dobbiamo imparare a vibrare per bene!
ADAM: Oppure ci rimane una vita da zombie incasinata e servile, o fatta di ozio e squallide ricchezze.. Meglio la seconda.
UKI: Peccato solo che non si può controllare ciò che come l’energia è, per definizione, incontrollabile e mutevole. Il disordine e l’angoscia non ti si staccherebbero mai più dalle chiappe. L’imprevedibilità dell’universo rende la vita piena di accidenti, anche perché vengono interpretati come tali!
ADAM: Ho sentito scienziati dire che la complessità della vita fuoriesce dalla sincronicità a cui si sottopongono le informazioni quantiche, le stesse contenute proprio all’interno della frequenza dell’energia cosmica emanata dal “Vuoto subquantistico neurale”, laddove tutto è possibile in-potenza.
UKI: È più o meno così. E comunque non è un caso se era proprio questa Esseità ad essere la “divinità” di cui parlavano gli Antichi saggi esoterici. Ergo solo la nostra Volontà (emozione + pensiero costruttivo/evolutivo) può calibrare quelle informazioni. Inoltre, rimane il fatto che l’essere umano percepisce sempre oggetti esterni a sé, avendo di fronte anche altre soggettività che ‘sono per sé’, ovvero altre autocoscienze su cui non ha alcun potere.
ADAM: Immagino quindi che la felicità non può fare a meno di un certo rapporto, magari meglio in armonia, con l’Alterità.
UKI: Quello di reintegrare gli opposti è un’atavico richiamo psichico per l’intera razza umana. Non a caso il doppiosenso tipico dell’autocoscienza consiste nel fatto che essa è posta per sé (innanzitutto uguaglianza con se stessa), ma poi, allo stesso tempo, essa è nel suo contrario: nella relazione, nell’altro che la costituisce per quello che è: giacché così viene riconosciuta (di fronte al mio contrario, o a ciò che non sono, mi rimane più chiaro chi sono!). Siamo di fronte all’unità dell’autocoscienza attraverso la sua duplicazione: è il concetto stesso dell’Infinito che si realizza nell’autocoscienza, ergo in ognuno di noi… si tratta della dialettica creativa peculiare dell’intera vita cosmica. È l’espansione e l’entropia dell’universo: tutto si conforma tra “Eros” e “Thanatos“!
ADAM: Anche il fotone si duplica su se stesso emanando la luce e dunque la realtà… quindi dici che è la natura stessa che procede in questo modo?
UKI: È più o meno così.
ADAM: Ormai mi preoccupo quando mi rispondi in questo modo…
UKI: Il fatto è che solo attraverso il riconoscimento dell’altro è possibile l’astrazione pura dell’essere-per-sé, innanzitutto per mezzo del proprio fare e il fare dell’altro. Tutti fanno quello che fanno perché lo hanno visto fare ad altri, non accadrebbe nulla senza il fare dell’uno e dell’altro. In queste oscillazioni, all’interno della coscienza, si crea allora il processo del “gioco delle forze“, e via tutti dietro come pecore all’affabulatore di turno: è l’inizio della guerra!
ADAM: Mi viene da pensare che se è vero che la felicità dipende anche da un sereno rapporto con l’Altro, a quel punto dovrebbe venirci naturale non lasciare fuori da queste considerazioni qualsivoglia altra forma di vita o ecosistema.
UKI: Già, dovrebbe. Vedi che se cominci a ragionare spontaneamente da te, secondo questi archetipi, la via da seguire diventa naturale, lampante, semplice, costruttiva… evolutiva e totalizzante! Ogni cosa si espande e poi ritorna indietro, come il respiro. Sintropia ed entropia sono una dualità che scorre liscia come l’olio. Dalla dialettica tutto si crea. Se io cambio estensione/vibrazione di emozione e pensiero, se cioè da una frequenza annichilente cerco piuttosto di concentrarmi sulla sua controparte costruttiva, io potrò cambiare finalità e credenze, ed ecco che quella nuova Visione della realtà attirerà solo tendenze simpatetiche (e non sto’ qui parlando della bufala del ‘pensiero positivo’, sia chiaro!). Se io scelgo di rispettare la vita, quindi l’uomo, sto generando dentro di me un nuovo tipo di consapevolezza, così mi verrà naturale rispettare tutti gli altri animali e dunque la natura e tutto il resto… semplice.
ADAM: Ci vuole una Volontà di ferro! Non è cosa per me.
UKI: Allora la tua coscienza non è una coscienza autonoma, non hai per essenza l’essere-per-sé; hai piuttosto una coscienza non-autonoma, la cui essenza è la vita ‘da campare’, cario mio, la tua coscienza è diventata un essere per un altro – tu ti rapporti troppo negativamente con l’esteriorità. Sappi amico mio, che uno fa il “signore“ e l’altro è il “servo“. E ci risiamo col bagno di sangue!
ADAM: Ecco perché il servo, il servi dico… può solo “elaborarela cosa esteriore: trasformarla cioè col proprio “lavoro“! Porc… servo a chi??!!
UKI: Altrimenti a chi?! Certamente a chi… nel lungo percorso dell’intersoggettività umana, ha scelto una coscienza da ‘pecora’ finendo per mimetizzassi nella massa, chi ha accettato il servilismo in cambio di una tinozza d’acqua, e ne è diventata talmente assuefatto da dimenticare che l’acqua cade dal cielo.
ADAM: Meritiamo l’estinzione!
UKI: L’universo non sa neppure che esisti, quindi rilassati.
ADAM: Pensiamo troppo, oltreché male.
UKI: Ora ci sei! Contano solo le parole. Il resto sono chiacchiere.
Vi buttano verso nuove epoche con bagagli teorici e morali conservatori, mentre allo stesso tempo vi abbuffano di nuove mode. Dovete piuttosto ritornare ad un sistema sociale e lavorativo che tenga conto dei ritmi biologico-naturali e del nostro benessere emotivo. Che usi una tecnologia solidale ed ecologica, per il comfort perché no? Ma soprattutto per migliorare l’esistenza della specie umana in relazione con l’universo.
ADAM: In effetti non può esistere un’unica soluzione “eticamente giusta” nell’odierna “morale” se viviamo in una cascata di puttanate, di modelli e visioni del mondo… questo è certo.
UKI: Servirebbe semmai un “principio di beneficialità” che ispira l’etica verso le responsabilità nei confronti delle prossime generazioni, oltreché in un tributo alla propria stessa vita! Una concezione dell’esistenza che tenda al riavvicinamento emotivo dell’individuo con le fonti primarie delle sue esperienze, sia all’interno di sé sia verso la realtà esterna. Solo così si potrà riequilibrare l’alienazione prodotta dalla società “globale” e liberalista, dove contano solo i risultati tecnologici e quantitativi.
ADAM: Di fatto la soddisfazione è nel ‘viaggio’, non nella destinazione! Mi sembro un guru indiano.
UKI: Allora torna a preferire il “locale”, sia come luogo emotivamente interiore sia come luogo geografico, poiché oramai solo attraverso un restringimento dello spazio nel quale opera l’individuo si può recuperare un contatto più ‘sentito’ con le cose o le persone che lo compongono, e abbracciare quindi Tutto quanto. Attualmente a causa della tecnologia abbiamo perso molti degli stimoli esterni “intorno a noi”.
ADAM: Tant’è che oggi le nuove generazioni sono convinte che l’amicizia sia quella che si da nei social network.
UKI: Infatti! Abbiamo perso le possibilità di esercitare integralmente le varie capacità e talenti personali, ossia quelle che contengono più diversità e maggiore quantità di variabili sensoriali. Il mondo è più emozionante di questo squallido mal di vivere. Te l’ho detto che avete ceduto a surrogati artificiali.
ADAM: Gli individui hanno in comune i sentimenti più profondi, questa “condivisione empatica” dovrebbe tornare ad essere una fonte di benessere, di arricchimento della vita ed equilibrio sociale! Magari è l’unico modo per difendersi da chi vuole ‘globalizzare’ – accentrando il potere in Sistemi sovra-nazionali.
UKI: Le élite lo sanno bene; loro sanno che la diversità umana (e naturale) sarebbe invero fondamentale per stimolare le nostre capacità emotive e creative. Tuttavia continuano a dividere e ad anestetizzarci. Per questo stesso motivo vi hanno fottuto pure la ghiandola pineale!
ADAM: Sembriamo incastrati in uno schema micidiale. Vaghiamo in un labirinto senza scampo.
UKI: Ci dividono perché se fossimo uniti, ed istruiti, gli faremmo il culo a strisce! Ad esempio il blocco NATO, con le sue Multinazionali finanziarie, ha bisogno di destabilizzare l’Europa per mettere fuori gioco un probabile antagonista oltre l’asse Cina-Russia. Il Sud dell’Europa deve andare in crisi totale perché il Capitalismo ha continuamente bisogno di “esternalità”. Le esternalità oggi, oltre ad essere i “beni collettivi dell’umanità” -come la biodiversità, i genomi e i saperi viventi da privatizzare, gli spazi comuni, urbani e naturali- sono anche le “forze lavoro” (rigorosamente a basso costo) per i nuovi Sistemi e Istituzioni sovra-nazionali e globali… che devono mantenere lo status-quo.
ADAM: Quindi oggi il sud Europa deve diventare quello che era una volta l’America del Sud o l’Africa per il Capitalismo e le perversioni del Liberismo?
UKI: Esattamente. L’obiettivo è accentrare sempre di più le ricchezze mondiali verso quell’1% della popolazione che già detiene il potere.
Siamo medici spergiuri di Ippocrate. Papi spergiuri dell’Oracolo di Delfi. Creativi spergiuri di Dionisio. Uomini pubblici spergiuri di Apollo… e prima ancora uomini spergiuri di Temi, la personificazione divina dell’ordine e della giustizia. Abbiamo spergiurato l’Esseità divina, perché abbiamo spergiurato noi stessi. Abbiamo disonorato il supplizio di Gaia. E dopo la fine dello scontro tra gli dei Giove e Saturno, tra austerità e prosperità, cosa ci rimarrà quando scopriremo che non c’è conflitto tra tra le idee, ma c’è solo la paura comune di essere abbandonati su un pianeta senza più risorse e senza soldi… che poi sono solo numeri inventati e “certificati” dalle banche? C’è un prezzo da pagare per ogni nostro pensiero.
La luna può essere mezza, può essere tonda… ma, ché se ne dica, non è mai storta! È una legge di natura!

 

Fatale

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30 Comments

  • è stato scritto da un INIZIATO.

    il tono è spesso ironico ma porta con se concetti molto profondi.

    non c’e una sola parola inutile e fuori posto..

    complimenti all’autore…

    ^_*

  • immenso Fatale!!!!!!
    la testa di luna a Uki gli ha dato qualcosa in piu’,quel cyborg non diverra’ mai un robot. Adam siamo sempre piu’ tutti noi..prossimi automi.
    uno dei dialoghi migliori del repertorio

  • Ho intravisto molto pensiero positivo, audace e sospinto di ironia a volte molto forte, feroce (?). Un dialogo a volte cinico e a volte amorevole, che vuole prendersi cura del destino dell’uomo, di tutti noi, del tuo. Mi e’ piaciuto molto il pezzo delle “emozioni vibranti” che se allineate con i nostri pensieri determinano la realta’….

    E’ un dato di fatto che molti non ‘realizzano’ pensando che tutto sia dettato dal caso. E che tutto risale al concetto di ‘Amore’ quello si! – dovrebbe essere e potrebbe essere il valore assoluto.

    🙂 la realta’ e’ lo specchio del pensiero prevalente, soprattutto del nostro. Questo e’ il vero potere 🙂

  • l’uomo non è capace di stabilire cosa siano verità e menzogna, questo a causa della debolezza dell’uomo e dalla volontà di fuoriuscire da una condizione di conflitto di tutti contro tutti, combattuto per far prevalere la propria verità, che spinge gli uomini ad un accordo, viene inventata una designazione delle cose uniformemente valida e vincolante. Gli uomini poi non fuggono tanto l’essere ingannati, quanto l’essere danneggiati dall’inganno. L’uomo infatti desidera dalla verità le conseguenze piacevoli, quelle che conservano la vita, di fronte alla conoscenza pura, senza conseguenze, resta invece indifferente, di fronte alle verità dannose e distruttive assumendo un atteggiamento ostile.
    Ciò che l’uomo chiama “verità” è una scelta arbitraria, che niente ha a che vedere con un’autentica verità; e ciò che non riesce ad afferrare dalla sua comprensione diviene menzogna. Insomma la verità, per come viene intesa e studiata, non ha nulla a che vedere con l’essenza delle cose.

    «L’umanità adora troppi dèi, in ogni dio la verità si manifesta in una forma particolare». Cit.

    E dunque, se ciò che siamo soliti chiamare “verità” mostra tutta la sua fragilità, cos’è allora la verità? “Verità”, è una metafore, a tal punto e così a lungo retoricamente impreziosita da divenire credenza consolidata e scontata nei rapporti umani, sono illusioni, di cui si è dimenticato, che sono tali; metafore, che sono state abusate e private della forza di senso; monete, che hanno perduto la loro effige e che pertanto vengono considerate metallo e non più monete».

    Sorge pertanto la necessità di mentire, di tenere viva la verità stabilita allo scopo di conservare l’esistenza; questa menzogna finisce nella dimenticanza e la convenzione stabilita diviene nel tempo la sola verità morale e razionale da rispettare

    • come scritto ne dialogo , oramai, allo stato “culturale di oggi, non può piu’ esistere una sola verita’ , ci hanno riempito di chiacchiere e di mode utili solo ad addestrare le masse al consumo
      ……forse un ‘ idea e’ quel principio di beneficio per il prossimo ….. una responsabilitaì collettiva e comune fondata su un patrimonio emotivo caratteristico degli esseri umani

  • Fatale è un blogger geniale oltre che un Maestro di Conoscenze. E poi questi suoi post sono manuali straordinari da tramandare ai posteri , anzi utili ad educare le generazioni attuali
    Altro dialogo eccezionale !!
    Siamo con Uki !!!!

  • Da ricercare quel principio di beneficialità che ci renderebbe tutti più consapevoli e responsabile come specie umana !!!! Concordo in toto …
    Straordinario occhio sull’attualità sociale e di più!
    Complimenti Fatale …. Uki è sempre tra i miei Preferiti…

  • Il dialogo mi è piaciuto molto, in ogni senso! Un crescendo di domande e risposte ben concatenate tra di loro! Ne viene fuori una GUIDA molto utile e chiarificatrice! Sono d’accordo su ogni punto! Mi piacerebbe molto poter avere un interlocutore come te e Adam! Naturalmente la tua conoscenza ha delle basi molto profonde, non la si può paragonare all’uomo medio che non si pone difronte a questi interrogativi, subisce solamente ogni cosa che qui hai saggiamente elencato!
    Io credo, mio caro amico, che è un nostro preciso dovere diffondere, diventando trasmettitori di un pensiero innovativo, che apra le porte ad una nuova era, in cui la tecnologia diventa un mezzo utile che ci permette, non solo di rallentare i nostri ritmi giornalieri, ma anche di concepire un concetto di cooperazione al benessere comune. Non credo ci sia stata un’altra era che abbia offerto una tale occasione di non essere schiavi dei nostri bisogni primari. Il messaggio positivo del cambiamento va insinuato, sussurrato e incoraggiato!
    Siamo in grado di diventare creatori? In tutto il nostro cammino di evoluzione e di analisi della stessa, ad un certo punto, dobbiamo sperimentare e consolidare su noi stessi ogni forma di evoluzione,
    non c’è altro modo per trasmetterla!

    • si sono d’accordo….e Uki e’ un mezzo splendido per trasmettere questa evoluzione.
      complimenti a Fatale altissimi livelli

  • tra servi e padroni, abbiamo spergiurato noi stessi …. siamo una razza che non si sta evolvendo per la propria sopravvivenza
    post esemplare

  • la condivisione empatica propria dell’essere umano dovrebbe appunto essere la risorsa che unisce tutti …. attraverso infinite variabili sensoriali nelle esperienze di condivisione, confronto, ecc… si potrebbe costruire quel PRINCIPIO DI BENEFICIALITA’ di cui parla Fatale ….. ma in ogni caso si tratta di ridefinire il sistema culturale e sociale in cui viviamo ….. sarebbe una vera e propria rivoluzione …. però come dice Uki siamo ignavi …. non facciamo nulla adesso !!!!
    siamo una razza ancora arretrata …. non c’è nulla da fare !

    Un post spaziale !!!! Fatale scrive dialoghi platonici secondo la tradizione esoterica a dir poco emozionanti

  • c’e’ tantissima conoscenza dietro questo irriverente dialogo.
    conoscenza sociale, culturale, filosofica ed esoterica …. un vademecum finale sul peggio e il meglio dell’umanita’ …. per la salvezza

    complementi al Fatale ..un grande!!!!!

  • Uomini Pubblici spergiuri di Apollo, quel Sole divino governato da Zeus che con Temi ordina la giustizia . Ignari del supplizio di Gaia , la povera Madre Terra che stiamo distruggendo insieme alle possibilità di evolvere come specie …. perchè come dice Uki abbiamo spergiurato noi stessi

    Terrò a memoria questo straordinario post
    Grazie Fatale

  • È sempre con poacere che leggo queste riflessioni, che porto dentro di me sin dal mio arrivo qui, tra voi.
    Credo che tutti noi abbiamo stampate dentro queste domande e queste risposte.
    L’Ottimo Andrea ne ha riportate qui, con questo dialogo, che un po’ mi ricorda il dialogo tra il viandante ed il suo ospite, nel Go Sho scritto nel 1200 e spiccioli da uno dei più grandi e illuminati filosofi e poeti giapponesi della sua era.
    Tipico esempio di come passare dall’esprimere concetti complicati, sepolti nella vita di tutti dando a loro una luce chiara, semplice, lineare.
    Ritengo che sia proprio questo collegamento spaziotemporale che l’entrare in profondo nella nostra coscienza ci permette, a fare si che esse vengano alla luce.
    Io, personalmente, dalle mie ricerche anche storiche, ritengo che molto sia da attribuire al cervello ancestrale, quello che contiene le memorie profonde della nostra essenza. Quello che sa chi e cosa siamo, e che oltrepassa vita e morte, spazio e tempo, universo e dimensioni.
    E i cui dati, in vita, sono contenuti in una piccola “noce” spesso rappresentata come una pigna, nell’interno della nostra testa, ben protetta.
    Ritengo che questa connessione tra la nostra manifestazione corporea, materiale, e questa “memoria Dei” sia essenziale, e si possa attivare e tenere attiva, tramite il gesto di creare, naturale per l’essere umano, ma sepolto dall’oscurità che ancora avvolge questa piccola noce, che si trova invece nella nostra “RAM” nella nostra memoria meccanica, che ci fa controllare la macchina “corpo” che la nostra essenza fuori da spazio e tempo ora sta usando, per sperimentare la materia.
    Chi ritrova il senso di questa sua missione: di sperimentare la vita nella materia, per arricchire l’essenza, permette a questa connessione di funzionare e di comprendere e vedere con saggezza e illuminazione.
    La ricerca da svolgere non è mai all’esterno. Le soluzioni sono dentro di noi. Le soluzioni siamo noi. Siamo il male e la medicina. Conosciamo l’oscurità e la luce, e tute le sfumature di colore in mezzo. Perchè siamo eterni, abbiamo milioni di anni di esperienze, dietro di noi. Queste ci possono guidare, se riusciamo a ritrovare il filo della coscienza. Grazie ragazzi siete sempre al top ! Ottimo anche il sito ! Sono riuscito ad entrarci anche con il browser di Ipad … E a scrivere senza complicazioni ! … Un forte abbraccio a tutti. Venite a trovarmi. Ciao anche a tutti gli amici, al fratell Andrea e al fratello Armando Spedicato. Vivere in Onore è meraviglioso. È una strada illuminata.

  • Gioie e gioielli, veri e falsi. Preziosi e culi di bottiglia impreziositi da fili e fili di perle..la verita’ e’ in ognuno di noi

    Ci marciamo perche’ speriamo di essere furbe, ognuno sa cosa deve fare, ma la disciplina e’ tosta, richiede esercizio e volonta’! 12 ore al giorno. Chi regge?

  • La cosa più grave è deprimente descritta qui dal Fatale, è come la nostra società sia un insieme di regole, norme e comportamenti che abbiamo acquisito per inerzia e diamo per scontato . Quando dice che lavorare per vivere è una cazzata, è vero… si tratta solo di una forma di organizzazione sociale che ci siamo inventati è che potremmo cambiare quando vogliamo con nuove idee. Basterebbe poco, ma non è più così semplice a causa di secoli di condizionamenti mentali!!!!

  • Bello vedere una mente che funziona e indaga sul senso delle cose e come in una esplosione lancia schegge di concetti che a volte lucidi colpiscono il bersaglio, altri invece che si aggrovigliano su se stessi con residue funi di rabbia che dal profondo dell’autore emergono.
    Mi viene in mente lo stadio prima dell’esplosione, quando quel nocciolo era semplice, chiaro, con i contorni netti e visibili.

    Ecco, le verità profonde sono semplici e nette, come quel nocciolo. Quale è la condizione dell’essere umano quindi? Nessuna di quelle descritte dall’autore e tutte quelle descritte dall’autore!
    La dimensione umana non è univoca ed è alla fin fine è solo la trasposizione all’esterno di un nucleo inconscio.

    Essendo tale la “vera” condizione umana non esiste, o per meglio dire, esiste in base a quale rappresentazione di se e del tutto si vuole aderire. Non c’è verità alcuna e tutto è una verità! .
    E’ tanto vero il valzer di questa finzione, che non vale neppure la pena animarsi per questo o quel concetto, per questo o quel modello sociale o di potere.

    Come i bambini piccoli su una antica giostra che gira, così noi ed il “tutto” sociale, giriamo in tondo, saltando da un cavalluccio ad una carrozza , da un pesce ad una seggiola che fa su e giù.

    Se si riesce a scendere da quella giostra allora si che si può vedere quel nocciolo ancestrale, una verità delineata dalla non appartenenza: E tutto ridiventa “semplicemente complesso”: una giostra gira, dei bambini salgono sulle attrazioni, il giostraio conta i suoi spiccioli e tu sulla giostra continui a girare in tondo.

    Bel Lavoro

    Un Abbraccio” Fatale”

    Giorgio Del Sole

  • tutto e’ equilibrio —
    l’acqua e’ equilibrio … ed ha una sua memoria.. ed una sua armonia …
    anche tu hai una memoria e sei armonia…
    tutto e’ armonia…
    capito bene questa importante regola ( universale )
    tutto il resto e’ in discesa..

  • Penso che molti di noi si sentano fuori linea temporale , abbiamo capito l’ alchimia dell’ onda della vita ma siamo quà con tutte le ristrettezze di questo corpo fisico e di tutta la materia ( mater) che ci circonda e sovrasta…

  • Ottimo questo automa più umano dell’uomo.
    Comunque nel momento in cui descriveva l’inutilità del lavorare 2000 ore ho rischiato seriamente di prender lo zaino ed andarmene per il mondo

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