#ClimateChange e pigrizia: consigli smart per ambientalisti da divano

Come affrontare l'emergenza inquinamento da pigrizia cronica e masochistica

Combattere il cambiamento climatico e salvaguardare l’ambiente richiede un cambio d’abitudini con tanto di rinunce e “sacrifici”. Spesso, quindi, è più la pigrizia che non il menefreghismo a farci “abbandonare la causa”. Non perdiamo tempo (che a quanto pare non abbiamo) a farne e farcene una colpa, piuttosto diamo occasione anche ai più pigri di fare la loro parte con qualche consiglio “smart”

Convincere qualcuno a partecipare alla lotta per salvaguardare l’ambiente e fermare il cambiamento climatico porta via decisamente un sacco di tempo. Se per coinvolgerlo devi quasi piegarti in ginocchio significa che non ha voglia o se gli viene che gli passerà in fretta. Intanto il tempo passa e la situazione si fa sempre più critica.
Tutti i vari magazine e quotidiani che si prodigano nel dare consigli su come salvaguardare l’ambiente parlano di consumare meno acqua, di non usare imballaggi di plastica (‘na parola), di usare mezzi pubblici e bicicletta, di consumare meno carne e fumare meno.

Si tratta di una serie di “regole” (meglio chiamarle “pratiche”) che basano il proprio fondamento sul ripensamento delle proprie abitudini a cui, purtroppo, siamo anche molto “affezionati”: la sigaretta dopo il caffè e quella della “buonanotte”, la “scampagnata” in auto al calar della sera fino alla collina vicina per godersi un po’ di pace di fronte alla vallata o il semplice giretto in città in auto per schiarirsi le idee (scusate se è poco). Si aggiunga la doccia calda di mezz’ora a getto continuo dopo una giornata di lavoro. Doccia con annesso consumo di sapone chimico. Nel tentativo di “ridimensionare” il proprio stile di vita, molti trovano delle difficoltà, convinti che ogni sforzo volto alla salvaguardia dell’ambiente richieda un sacrificio immediato troppo grosso (poco conta il fatto che ci sia in ballo la sorte dell’intero pianeta, ma che lo diciamo a fare…).

In sostanza: Il problema vero non è tanto il menefreghismo quanto unainnocentee sconsolante pigrizia generale.

Chissenefrega: a farne una colpa si otterrebbe solo l’effetto contrario. Piuttosto, meglio proporre qualche idea per dare occasione di fare la propria parte anche a chi preferisce sostenere la lotta ambientalista dal proprio divano. Ci aiuterà comunque a guadagnare tempo.

Luce ed “evacuazione”

Serve la luce accesa in bagno durante “l’evacuazione corporea”? È così necessario riuscire a vedere con chiarezza ciò che si sta facendo? Nel caso, visto che sicuramente vi sarete portati appresso il cellulare, usate quello come fonte di illuminazione e non toccate l’interruttore.
Se siete dotati di un apparato genitale maschile forse potreste avere qualche difficoltà. La soluzione potrebbe essere farla da seduti qualche volta. Sacrilegio al sacro principio di virilità? (dai ragà, veramente?) Ricordiamoci che è per una giusta causa.
Il problema potrebbe presentarsi al momento in cui dobbiate andare a lavarvi le mani, ed eventualmente non solo. A tatto però non si rivela impossibile trovare sapone e manopole, intercettare il getto d’acqua e recuperare l’asciugamano.
Azzardiamo anche di più? Scaricate una volta sì e una no, almeno quando si tratta solo di espulsioni allo stato liquido, magari quando vivete a casa da soli. Fa un po’ schifo ma ricordatevi l’obiettivo e non mandiamo a puttane il pianeta per una pisciata di troppo.
Forse il “top” sarebbe farla direttamente in giardino.

Carta igienica

Di quale sia l’impatto della produzione di carta igienica e fazzoletti di carta sull’ecosistema delle foreste l’ho imparato in questo articolo, e non sembra essere roba da poco! Accidenti, ricordate quanta se ne sprecava a scuola? (Forse è un bene che non la mettano più?). Non credo sia esagerato parlare di un buon 70% finito… nel cesso.
Vista la “delicatezza” della situazione è impensabile salvare tutta la carta ancora pulita con precisione millimetrica. L’importante è, comunque, fare del proprio meglio: l’ambiente apprezza qualsiasi “sforzo”.
(Nel 2006 ilgiornale.it riportava la notizia di una ragazza britannica che ha ottenuto un gran risparmio evitando di comprare carta igienica per un anno. Non è specificato in realtà cos’abbia utilizzato in alternativa, ma sicuramente l’ambiente avrà apprezzato).

Doccia Psycho

A pensarci bene neanche durante la doccia si ha bisogno di una grande visibilità: ciò che serve è perfettamente individuabile anche al buio, sia all’interno del vano che subito fuori.
Certo è che potrebbe risultare alquanto inquietante, soprattutto per chi si ritrova a vivere in casa da solo o con gente particolarmente burlona.

Cascate

Fate attenzione a non spostare al massimo la manopola a leva che regola il flusso dell’acqua del rubinetto, lavandino o doccia che sia (niente di più).

Benzinaio igienico (?)

C’è chi non riesce proprio a fare a meno dei guanti usa e getta di polietilene durante il rifornimento alla pompa di benzina. Questione di igiene, sembra. Bé, costoro allora dovrebbero ricordarsi di tenerli anche quando si rimettono alla guida: secondo un articolo pubblicato da “La Stampa” ci sono più batteri sul volante dell’auto che non sulla tazza di un bagno pubblico.

Il caricabatteria

Ogni giorno milioni di caricabatteria rimangono attaccati alle prese elettriche anche quando non utilizzati: un bello spreco a livello globale. Per molti è “seccante” attaccare lo smartphone al filo e poi il filo alla presa, preferirebbero preoccuparsi solo del primo passaggio. L’unica per rendere lo “sforzo più sopportabile” è quella di tenerlo vicino la presa. Desolato ma su questo si possono fare pochi sconti.
Certo non sarebbe male se tramite e-commerce ci si procurasse un caricabatteria a manovella o a energia solare.
Una nota aggiuntiva per chi ha l’abitudine di tenere il cellulare in ricarica tutta la notte: secondo Androidworld.it tenere il telefono in ricarica tutta la notte per un anno costerebbe quanto fare un bagno caldo. Nulla di eccezionale, è vero, ma ricordiamo sempre di moltiplicarlo per i migliaia, se non milioni, di individui con lo stesso vizio e rendiamoci conto della portata del fenomeno.

Eremita per mezz’ora

Spegnereste il cellulare per qualche minuto? Magari per mezz’ora? Magari per mezz’ora… ogni giorno?
Troppi? Facciamo 15minuti? 10? Di meno non avrebbe senso: se tra On/Off bisogna finire con il consumare di più tanto vale lasciar perdere.
Il primo pensiero va all’impatto che una simile scelta potrebbe avere sulla propria vita sociale, con tanto di relativi “attacchi d’ansia” da messaggio e chiamata perse. Non paiono però essere in molti quelli che rispondono in maniera tempestiva, né che si aspettino altrettanto dall’altra parte. È anche vero però che c’è chi, invece, questa “celerità” la reclama in maniera categorica (capo, partner, ecc…). Di fronte alla necessità di guadagnare tempo per contenere il declino ambientale del pianeta abbiamo bisogno dello sforzo congiunto di tutti: dite a queste persone di spegnere il telefono a loro volta e di non rompere i coglioni.
Quasi nessuno spegne lo smartphone di notte: in primis perché molti lo usano come sveglia, in secundis perché i messaggio notturni sono quelli che aspettiamo con più apprensione.
Il tablet però si potrebbe spegnere durante il riposo notturo. Ricordate che esiste la teoria secondo cui i dispositivi elettronici ci “registrano” anche senza darne l’autorizzazione. Magari è solo una bufala, magari invece è vera e oltre a salvare il pianeta avete tutelato anche la vostra privacy.
Oh, per carità: non vi mettete a rinunciare alle conversazioni via Skype notturne, è giusto che salutiate quando possibile gli amici che abitano dall’altra parte del mondo.

Sigarette

Sul sito GreenMe.it sono stati riportati i risultati di un esperimento dal quale si evince che l’impatto atmosferico delle sigarette è maggiore di quello prodotto dagli scarichi delle automobili. La cosa migliore da fare sarebbe smettere di fumare o ridurre drasticamente le sigarette consumate quotidianamente ma questo non verrebbe incontro alle esigenze dell’ambientalista pigro. Non resta che proporre di sottratte almeno una sigarette dalla razione giornaliera. Troppo forse per il tabagista più incallito. Allora proviamo a ritrattare ulteriormente: spezzate la punta della sigaretta e buttatela nel cestino, rinuncerete solo alle prime due boccate. Moltiplicando per milioni di persone questa pratica, l’inquinamento potrebbe ridursi di… una qualche percentuale. E poi fa bene alla salute, cazzo!

Scontrini

Scaricatevi l’App della banca e guardate l’estratto conto da lì, ogni giorno di fronte agli sportelli si accumulano kg su kg di scontrini. Sappiate che la carta su cui si stampano gli scontrini non è riciclabile.

Condizionatori e termosifoni

A un pigro il condizionatore d’estate non glielo Levi manco con il fucile, quindi di che stiamo a parla’. D’inverno se avete freddo mettetevi una felpa in più.

Porn

Usate la fantasia.

Tetra Pak

Se sapete con sicurezza il bidone in cui gettare il TetraPak ditelo ad amici e parenti, fate dei post sui Social: qui non ci abbiamo ancora capito granché. (Ma gli ambientalisti pigri la fanno la differenziata?).

Dormire

Quando si dorme non si usa l’acqua corrente, non si fuma, non si gira in macchina, non si accendono o spengono interruttori, non si usano imballaggi di plastica. Un’ora di sonno in più per tutti gli esseri umani e il risparmio è garantito e qui nessun pigro ora può più giustificarsi, basta che nel frattempo non gli venga in mente di mettere sotto carica il cellulare.

Daniel Nicopòlis

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8 Comments

  • Greta gli sputerebbe in un occhio a questi menefreghisti… anzi pigri??? :)))
    Simpaticissimo post, ma anche articolo ‘’ serio’’…mi viene da dire…

  • Troppo gentili 🙂 Con un po’ di fantasia e di conoscenze in più riusciremmo sicuramente a trovare altre soluzioni a misura di “pigro” e dare un contributo “ukiano” alla causa. Se avete qualche idea fatecelo sapere, magari ci scappa qualche altro “contributo” 😉

  • tutto ciò e’ veramente sconfortante
    l ironia di questo post la dice lunga su quello che siamo … neanche di fronte la fine di tutto ci schiodiamo dal divano,se non per dire cazzate sui social

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