Apres La Classe: intervista al “Circo Manicomio”

Il nuovo album ha voglia di vivere, ritmi latini tra le metriche del canto raggamuffin. Un sound internazionale e decisamente originale, da sempre punto di forza dei dischi e degli spettacoli live della band

Gli Après La Classe sono tornati con “Circo Manicomio“, un disco dal sapore molto estivo che mischia sonorità esotiche con lo ska-punk e che diventa un punto di incontro tra italiano, francese, spagnolo e dialetto salentino.

Da Caparezza (da sempre amico della band) che “presenta” “È arrivato il circo“, passando per i brani più impegnati, “Pueblo“, “È vero“, “El Presidente” fino a quelli impregnati di storie d’amore, “Guerra romantica“, “Estoy loco por ti“, “La gelosia“, o le canzoni ispirate alle passioni della vita, tipo “Solo tu“, “Pasa la banda“, “La desventura“, “Voliamo via“, per giungere al featuring di Attila in “Alma latina” o alla cover de “Il cuore è uno zingaro“… si tratta di un lieto ritorno, un circo musicale che riesce sempre a coinvolgere.

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“Circo Manicomio” è il titolo di questo nuovo album. Immaginate di dover finire a lavorare in un circo, quale ruolo scegliereste?

Ci sentiamo legati in qualche modo ad una compagnia di girovaghi circensi… sempre ‘on the road’, sempre col sorriso sulle labbra nonostante tutto, col solo obbiettivo di far stare bene la gente!

 

Italiano, salentino, spagnolo, francese: da dove arriva la decisione di fare un disco poliglotta?

Beh, intanto cesko è mezzo francese avendo mamma parigina, per cui l’utilizzo della lingua francese è avvenuto in maniera molto naturale, idem per l’italiano e il salentino. Inoltre, dopo le ultime esperienze live europee, e dopo aver ascoltato moltissime band forti nel panorama mondiale, abbiamo deciso che per rendere il progetto internazionale in tutto e per tutto, occorreva espandere gli orizzonti linguistici, fino ad allora un nostro limite, così ci siamo messi sotto a studiare spagnolo!

 

È un lavoro molto “latino”, esotico. Come mai avete deciso di approfondire certi ritmi, certe sonorità?

Siamo latini nel Dna, essendo amanti della musica a 360gradi non ci siamo fatti troppi problemi ad inserire la chiave latina accanto al nostro sound patchanka. La sperimentazione e la ricerca è alla base del progetto Apres.

 

Questo disco contiene anche una cover di “Il cuore è uno zingaro”, celebre pezzo del 1971 di Nicola Di Bari e Nada. Rappresenta qualcosa di significativo per voi questo brano?

Un nostro amico regista, Davide Minnella, ci propose di riarrangiarla per un suo cortometraggio; abbiamo deciso di farlo mantenendo la classe e la poesia che il brano ha già in dosi massicce, il risultato ci ha sorpreso ed abbiamo deciso di inserirla nel nuovo disco.

 

Il mondo della musica italiana: può essere descritto come un “Circo Manicomio”?

Il mondo in generale può essere visto come un circo manicomio, anzi, deve essere in questo modo, in maniera colorata e spensierata, ne abbiamo tanto bisogno!

 

Che cosa ascoltano gli Après La Classe?

Di tutto… dai Massive Attack a Manu Chao… dai Rage Against the Machine a Stromae… da Ray Charles ai Muse… dai Chemical Brothers a Tom Waits..

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Francesca Marini

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