Aaron Swartz e il mantra della libertà 1.0

Libera informazione per libera condivisione..

Aaron aveva solo 26 anni quando ha deciso di togliersi la vita… o darsi la morte, l’11 Gennaio 2013 nella sua casa di Brooklyn.

Era uno di quelli che manipolano il codice come das. A 14 anni già aveva scritto la stringa del “RSS 1.0“, partecipato al progetto “Creative Commons” e aveva iniziato a pubblicare articoli su Wikipedia. Il filo era già tracciato, nessuno glielo aveva imposto, ma forse gli rimbombava solo nella testa: fare in modo che le informazioni fossero davvero libere e accessibili quanto più possibile.

Dalla fondazione di “Reddit“, un sito di social news e relative discussioni, alla pubblicazione del “Guerrilla Open Access Manifesto” fino alla sua iniziativa DemandProgress.org che ha contribuito a non far approvare, dal Congresso americano, le leggi di inasprimento sul copyright, il suo mantra era costantemente quello di “opporsi al sequestro e alla privatizzazione del sapere accademico e dell’informazione”.

 

***libera informazione, libera condivisione***

Ma la vita e gli ideali di un hacktivista sognatore ed anche un po’ ingenuo inevitabilmente devono scontrarsi con la mediocre e popolana realtà. Nel 2011 Aaron elabora un programma che gli permette di scaricare, attraverso la rete del MIT, tutti i 4,8 milioni di documenti contenuti nell’archivio digitale JSTOR; la fondazione che gestisce una delle più grandi biblioteche virtuali del mondo, accessibile a pagamento con abbonamenti da migliaia di dollari così come quello pagato proprio dal MIT.
Lo arrestano e gli costruiscono l’icona di criminale incallito, di esser solito a scorribande nella rete invece che a quelle sull’asfalto. Fatto sta che JSTOR ritira la denuncia, il MIT ritira la denuncia ma un giudice apre lo stesso una causa contro di lui per violazione della proprietà e frode fiscale. 30 anni di carcere e un milione di dollari di multa e ci togliamo il pensiero di avere in giro persone pensanti con leggerezza che con la loro ingenua freschezza ci fanno vedere la polvere sotto il tappeto.

 

***libera informazione, libera condivisione***

La lotta contro la filosofia hacker, con il suo astio da F.B.I. occhiali-neri, sembra davvero aver assunto livelli da medioevo, tra Santa Inquisizione e libri bruciati in piazza e Aaron Swartz sembra sempre più un avanguardista filosofico; un moderno Giordano Bruno desideroso di conoscenza e con la voglia di spostare l’asticella un po’ più in là. Con le sue conoscenze tecniche avrebbe potuto diventare miliardario, ma il suo chiodo fisso era liberare i contenuti digitali dalle gabbie del potere.

 

***libera informazione, libera condivisione***

La sua tragica morte non ha fatto altro che lasciarci un pesante obbligo imprescindibile perché non c’è più tempo: la privatizzazione del sapere non è più possibile nell’epoca della riproducibilità infinita. Tutto il sistema dell’industria culturale, tutto il sistema economico deve essere ripensato per adattarsi alla rivoluzione digitale che ha smembrato i vecchi schemi liberandoci e rendendoci finalmente protagonisti del nostro sapere.

 

La sua morte è stato un colpo allo stomaco di chi lo pedinava psicologicamente: JSTOR ha iniziato a rilasciare documenti datati prima del 1923 in USA e prima del 1870 nel resto del mondo, mentre sulla rete la sua eredità continua ad alimentare discussioni e progetti come l’hastgag #pdftribute che permette di pubblicare le proprie ricerche o documenti in formato aperto.

 

***libera informazione, libera condivisione***

Purtroppo non tutti nascono con gli anticorpi per reggere questa magmatica società. Lui non era uno di quelli alla King Dotcom che vive sbracato nel lusso facendo il “pirata” informatico. Era semplicemente un ragazzo un po’ più sveglio degli altri a cui dobbiamo concedere, accettando, la sua ultima scelta di libertà. Perché quel mantra circolare nella testa era troppo anche per lui.

Evilia Di Lonardo

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12 Comments

  • "Tutto il sistema dell’industria culturale, tutto il sistema economico deve essere ripensato per adattarsi alla rivoluzione digitale che ha smembrato i vecchi schemi"… ecco appunto, sono d'accordo con questo bell'articolo. questo è l'obiettivo futuro, imprescindibile!

    • si parla infatti di una vera e propria vendetta federale nei confronti di Swartz! c'è un'inchiesta interna contro il procuratore per cui si criticano l'emissione di ben 13 capi d'accusa contro un ragazzo sostanzialmente privato di tutti i suoi diritti costituzionali.

  • Da wikipedia si legge che il governo americano ha aumentato la condanna per il presunto reato da lui commesso, da 4 a 14 anni. Swartz era quindi un nemico del governo americano (anche se Obama ha sfruttato il suo social network). Però, Swartz non sembrava aver hackerato nulla: semplicemente aveva prelevato i documenti previa registrazione di una regolare utenza su Jstor.
    Comunque Swartz era riuscito ad abolire il disegno di legge del governo americano SOPA, che prevedeva l'arresto per la pirateria online, cercando di monitorare le violazioni di copyright su internet. Questo forse gli è stato fatale?
    Molti stanno ipotizzato che la CIA è implicata in questo "suicidio". Si pensa infatti che la CIA ha usato la classica puntura che ferma il cuore e poi hanno inscenato il suicidio.
    Cosa contenevano di così importante quei documenti?
    Il problema è che nessuno ne parla più come al solito!

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