World Press Photo 2015

Il premio internazionale World Press Photo è arrivato alla sua 58esima edizione

.«Il Premio World Press Photo è uno dei più importanti riconoscimenti nell’ambito del Fotogiornalismo. Ogni anno, da 58 anni, una giuria indipendente, formata da esperti internazionali, è chiamata a esprimersi su migliaia di domande di partecipazione provenienti da tutto il mondo, inviate alla World Press Photo Foundation di Amsterdam da fotogiornalisti, agenzie, quotidiani e riviste». (Comunicato Stampa).

La World Press Photo Foundation, nata nel 1955, è un’istituzione internazionale indipendente per il fotogiornalismo senza fini di lucro, il suo obiettivo è quello di raccogliere e trasmettere lastoriaattraverso le immagini, raccontare e fissare quegli attimi che diventano così documento iconico di un’epoca.

Il pubblico italiano può ammirare le foto del concorso World Press Photo 2015 in due mostre allestite nel mese di maggio. Una è a Milano, presso la Galleria Carla Sozzani dal primo maggio al 2 giugno; l’altra a Roma, presso il Museo di Roma in Trastevere dal 30 aprile al 22 maggio.
Alle mostre si unisce il libro pubblicato da “Contrasto” che raccoglie le foto in esposizione.

Tutta la produzione internazionale viene esaminata e le foto premiate costituiscono il materiale della mostra. Le foto premiate, di quest’anno, sono di 53 fotografi provenienti da 25 diverse nazionalità. Nove i fotografi italiani vincitori: Fulvio Bugani, Turi Calafato, Giulio Di Sturco, Paolo Marchetti, Michele Palazzi, Andy Rocchelli, Massimo Sestini, Gianfranco Tripodo e Paolo Verzone.

Ogni anno il World Press Photo si conferma punto di riferimento per il fotogiornalismo. Sono i numeri a parlare: 5.692 fotoreporter, fotogiornalisti e fotografi documentaristi dislocati in 131 Paesi che hanno inviato 97.912 immagini che raccontano il mondo e gli avvenimenti salienti recentemente vissuti: da Gaza all’Ucraina, dall’Ebola a Lampedusa, ma anche sport, ritratto e lifestyle.

La mostra è un’occasione per vedere le immagini più belle e rappresentative che, per un anno intero, hanno accompagnato, documentato e illustrato gli avvenimenti del nostro tempo.

 

La foto vincitrice dell’anno 2014 è del fotogiornalista danese Mads Nissen (“Jon and Alex, a gay couple, during an intimate moment in St. Petersburg, Russia“). La foto mostra una coppia gay durante un momento intimo a San Pietroburgo ed è parte di un progetto più ampio “Homophobia in Russia” realizzato per Scanpix.
«È un momento storico per l’immagine… la foto vincente deve essere estetica per avere un impatto e deve avere potenziale per diventare iconica», ha commentato il Presidente della giuria del premio mondiale più importante di fotogiornalismo, Michele McNally, direttore della fotografia e assistente della direzione editoriale del New York Times. «Questa foto è esteticamente potente ed ha umanità».
La foto acquista ancora maggiore forza perché racconta un momento storico in cui la vita delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender è minacciata dal conservatorismo estremo e sempre più difficile in Russia, ancor più che nel resto del mondo. Le minoranze sessuali subiscono discriminazioni legali e sociali, molestie e anche attacchi di odio e crimine violenti da parte dei gruppi religiosi e nazionalistici conservatori.

 

C’è anche l’italiano Massimo Sestini (secondo premio, notizie generali, foto singole) che è stato premiato per la sua iconica immagine di un barcone carico di migranti che una fregata della Marina Italiana sta per trarre in salvo a largo delle coste della Libia. La foto, scattata il 7 giugno 2014 nel quadro dell’operazione “Mare Nostrum”, cattura l’immagine di uomini, donne e bambini che affrontano un viaggio nella speranza di una vita migliore. Una foto che a distanza di un anno continua a essere di drammatica attualità.

 

La mostra World Press Photo non è soltanto una galleria di immagini sensazionali, ma è anche un documento storico che permette di rivivere gli eventi cruciali del nostro tempo, mostrando la capacità che le immagini hanno di trascendere differenze culturali e linguistiche per raggiungere livelli altissimi e immediati di comunicazione.

 

Katia Valentini

 

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