Viola Violi: “Alma” e la ‘femme’ libera e indipendente

L’album d’esordio dell’artista è un omaggio alla donna libera e indipendente

Autrice e compositrice toscana, dopo 4 anni negli “Inna Cantina Sound”, con i quali calca alcuni fra i palchi più importanti d’Italia e d’Europa (Rototom Sunsplash, Festival Alta Felicità, Sardinia Reggae Festival e molti altri) e dopo aver collaborato con molti artisti di spicco del panorama nazionale indipendente tra i quali Piotta e Brusco, Viola Violi, esce con il suo nuovo progetto solista. A luglio è uscito il suo primo Video con lo pseudonimo “Viola Violi”: “Le cose che non so”, prodotto da LDM. Il singolo anticipava un disco di 8 canzoni dal sapore hip hop, soul e jazz.

Arriva dunque “Alma“, il disco d’esordio di Viola Violi, un lavoro intenso che racchiude tanto del suo mondo musicale in otto tracce. Il nome “Alma” si riferisce ad Alma Mahler, “vedova delle quattro arti”, compositrice e scrittrice austriaca, considerata “femme fatale” indomabile, tempestosa e tormentata, ex moglie e amante di molte figure note della scena artistica e intellettuale novecentesca.
Viola rende omaggio alla figura di Alma Mahler e più in generale a quella di “donna libera e indipendente” con un disco che affronta argomenti forti senza mai cadere nel banale, cercando di raccontare storie che possano incontrare le esperienze di chi ascolta, non rinunciando, però, a condividere il proprio vissuto e le proprie convinzioni.
C’è un sottile filo conduttore che collega tutte le tracce di Alma, sebbene così diverse l’una dall’altra. Le sonorità calde e avvolgenti dell’RnB e del Soul incontrano i toni più accesi dell’Hip Hop, senza escludere mai del tutto un pensiero compositivo Jazz, talvolta dolce e malinconico mai scontato e accentuato da cambi di tempo e colpi di scena. La voce di Viola passa dalle strette e pungenti rime del Rap (vedi “Femmina“, “Le cose che non so“) alla melodia più leggera (“Mare di caffè“, “Ancora“).

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