“Il vento che accarezza l’erba” ai tempi della Brexit

Omaggio al film di Ken Loach, nei giorni in cui la questione Irlandese torna ad essere di attualità

Tra le vicissitudini che albergano nei pensieri di Theresa May e di tutto il Regno Unito nella sua – presunto o meno – uscita dall’Unione Europea, la questione Irlandese è sicuramente una delle più delicate. Un crocevia da sciogliere con la massima urgenza, come sottolineato qualche giorno fa da Michel Barnier, Capo Negoziatore di Bruxelles: le sei contee dell’Irlanda del Nord sono politicamente parte dell’UK; nel caso di una “Hard Brexit” sarebbe quindi inevitabile la reintroduzione di un confine fisico con la Repubblica d’Irlanda, gettando benzina sul fuoco di un conflitto che ha lacerato l’Isola Verde per quasi un secolo (1919-1990), e che solo negli ultimi anni sembrava essersi sopito.

Con l’arroventarsi del tema, riscoprire le ragioni storiche e sociali alla base dello scontro civile può essere interessante per cercare di decifrarne il futuro e realizzare come mai quella del ritorno della dogana sia un’ipotesi tanto temuta. A tal proposito la Settima Arte – come sempre – funge da perfetta finestra sul cortile, con tante pellicole di altissima qualità sull’argomento, tra cui “Micheal Collins” (1996) e “Nel nome del padre” (1993).
Tra le produzioni meno conosciute c’è invece “Il vento che accarezza l’erba” (in originale “The wind that shakes the barley“), film del 2006 del regista irlandese Ken Loach e vincitore della cinquantanovesima Palma d’Oro al Festival di Cannes.
Girato totalmente nella contea di Cork, questa pellicola racconta gli albori del conflitto, ovvero la Guerra d’Indipendenza Irlandese (in gaelico Cogadh na Saoirse) scoppiata nel 1919. Attraverso gli occhi di due fratelli, Damien (quel Cillian Murphy che delizierà gli abbonati a Netflix in “Peaky Blinders”) e Teddy (Padraic Delaney), Loach racconta come l’oppressione e il fascismo britannico abbiano condotto la popolazione a una rivolta violenta, sporca e piena di chiaroscuri.
Un realismo crudo ma mai eccessivo accompagna una fotografia eccellente, che rende omaggio ai cieli immensi dell’Isola Verde. L’intreccio tra le azioni dei protagonisti e la Guerra mischia le emozioni umane – la paura, la solidarietà, la rabbia, il dolore – con elementi squisitamente socio-politici, come la nascita dell’IRA (Irish Republican Army, la milizia di volontari che negli anni assumerà sempre più i connotati di un’organizzazione anti-governativa). In particolare, il nucleo del film poggia sul Trattato Anglo-Irlandese del 1921 che riconosceva lo Stato libero d’Irlanda ma che tagliava fuori, appunto, le sei contee dell’Ulster: un compromesso inaccettabile per Damien, un accordo sufficiente per Teddy. Una visione differente per un obiettivo comune, che dipinge perfettamente la situazione di quegli anni, i cui strascichi, intrisi di odio e di sangue, sono arrivati ai giorni nostri.

Nonostante sia passato un secolo esatto dal suo inizio, lo spettro del conflitto Anglo-Irlandese è tornato prepotente ad aleggiare sui due Paesi. “Il vento che accarezza l’erba” è un film cruento e difficile, ma necessario. Un’opera impegnata, importante per mettere in ordine i pezzi del puzzle, specialmente in un momento di quiete prima della tempesta come quello attuale.
In attesa che lo proiettino al palazzo di Westminster, qui sotto il trailer…

Raffaele Scarpellini
> Blog: “C’era una volta un Re

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3 Comments

  • Non la avevo ancora pensata questa storia in questo senso …. inquietante davvero
    Grazie a Scarpellini per la dritta sul film !

  • la settimana scorsa pensavo a quel capolavoro che e’ nel nome del padre…. questo invece non l ho mai visto,lo faro’. in effetti la situazione continua a complicarsi

  • in questo film la questione irlandese è discussa e dibattuta con dialoghi estremamente illuminanti. ottimo consiglio per tutti. concordo in todo con Scarpellini

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