Una biblioteca nel Dna!

Alcuni scienziati sono riusciti ad inserire e ad archiviare nel Dna miriadi di informazioni. Sarà possibile custodire nel Dna una biblioteca intera!

Penso alle grandi biblioteche della storia come Efeso in Turchia, ad Alessandria d’Egitto, immensi costruzioni  pieni di ogni conoscenza sopratutto se contestualizziamo rispetto alle epoche in cui vennero edificate. Ora cerchiamo di visualizzare la Biblioteca del Congresso Stati Uniti a Washington con oltre 30.000.000 di volumi; ad immaginare quella quantità di libri forse ci viene un po’ di claustrofobia e ci sentiamo piccoli piccoli.

La definizione di piccolo non è sufficiente per descrivere qualcosa di cui sicuramente abbiamo sentito parlare almeno una volta nella vita; il DNA è un polimero di nucleotidi costituito da monomeri chiamati nucleotidi (deossiribonucleotidi), la larghezza della catena del DNA varia tra i 22 ed i 26 Ångström sono circa 2,2-2,6 nanometri ogni nucleotide è 3.3 Ångström circa 0,33 nanometri ..insomma parliamo di una molecola piccolissima capace per natura di contenere ed archiviare tutte le informazioni necessarie alla vita e indispensabili per lo sviluppo ed il corretto funzionamento della maggior parte degli esseri viventi.

Brava Marilena, la tua lezioncina di scienze è molto interessante, ma la correlazione tra DNA e le grandi biblioteche del mondo qual’è?

Senza ulteriori preamboli sappiamo che il DNA è in grado di immagazzinare migliaia di informazioni in spazi riduttissimi e ora possiamo sfruttarlo per creare degli archivi di informazioni, si avete letto benissimo, non solo è possibile ma, ci sono riusciti e non stiamo parlando di un un film inedito di Fantascienza ma, di un gruppo di ricercatori dell’European Bioinformatics Institute che hanno tradotto una parte del discorso di Martin Luter King in un linguaggio leggibile anche dal DNA e lo hanno inserito in esso. “I have a dream” è ora contenuto in una molecola all’interno di una provetta da laboratorio! Il metodo utilizzato è stato pubblicato su un’importante rivista scientifica “Nature“, la stessa che nel 1952 pubblicò la prova scientifica che il DNA è formato da una doppia elica.

 

Insomma i pro sono abbastanza evidenti, pensiamo al fatto che il DNA non sarà mai una tecnologia obsoleta, al contrario dei floppy disk ad esempio i quali erano molto in voga negli anni ’80 e ora sono quasi inutilizzabili, il Dna non passerà mai di moda… sarà sempre pronto a donarci le informazioni che noi stessi, o meglio gli addetti ai lavori, hanno archiviato, senza distinzione tra video, musica o testi. Qualunque tipo d’informazione potremmo conservarla in una microscopica molecola di Dna: basterà “semplicemente” codificare il linguaggio dei nostri file e recuperarli; inoltre tutti i grandi archivi potrebbero essere contenuti in un laboratorio, ad accoglierci, quando avremo bisogno di un certificato o di un vecchio articolo di giornale, non ci sarà più un annoiato archivista ma degli scienziati con camice e guanti bianchi. Salveremo importanti scritti cartacei dal deterioramento rendendoli consultabili a tutti senza la possibilità di contaminazione, limiteremo lo spazio di questi mastodontici archivi, che in passato erano i detentori della sapienza e ora potrebbero diventare degli scheletri vuoti, ed eviteremo così l’accumulo di polvere e il conseguente aumento delle allergie.

Scherzi a parte; la notizia è veramente sconvolgente sotto ogni punto di vista; anche se il dubbio esistenziale sulla sorte del lavoro di archivista è lecito.

 

Tornando alle cose serie io tendenzialmente rifletto sempre sulla questione bioetica delle ricerche in ambito biologico e medico, anche in questo caso hanno eseguito una manipolazione genetica ma non nel senso in cui siamo solitamente abituati a sentirne parlare, in fin dei conti qui si parla di tecnologia geneticamente modificata non di organismi, ergo, questo non dovrebbe urtare la sensibilità di nessuno.

Un pensiero però si fa strada nella mia testolina. Tutta questa frenesia dell’avanguardia dove ci porterà? Potremmo archiviare libri e informazioni direttamente nel nostro organismo?

La fantasia corre, in fin dei conti noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni diceva Shakespeare.

Marilena Grasso

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