“Transformation”: Bill Viola in mostra a Pechino

Alla "Faurschou Foundation" di Pechino c'è la prima mostra personale del grande maestro americano della video art Bill Viola!

Pensando all’arte digitale ci vengono magari in mente le foto che spesso si fanno a piatti e pietanze che si stanno per mangiare e che pubblichiamo sui nostri profili Social. Bhe, c’è dell’altro! Quando parliamo di arte digitale, innanzitutto parliamo di arte, e possiamo riferirci anche ai Video multimediali, magari sequenze di fotogrammi che raccontano una storia in modo artistico, che rimandano ad un significato, che vogliono esprimere un concetto. D’altronde l’arte non è espressione di un concetto?

 

A Pechino è cominciata da poco una mostra di arte digitale, che presenta le opere del maestro americano Bill Viola, specializzato nella Video Art.

Ormai Viola ha alle spalle un’esperienza di oltre quarant’anni ed è un indiscusso rappresentante di questa forma d’arte. La mostra è stata allestita alla Faurschou Foundation di Pechino. Quali tematiche affrontano le opere dell’artista? Quali nascosti meandri e significati reconditi sono espressi dalle sue creazioni? L’artista cerca di indagare e di dare voce e visibilità alla complessità delle emozioni umane e le fasi della vita di ogni uomo, come morte, nascita e rinascita. I soggetti delle opere sono i corpi umani, sottoposti a pressioni, che si muovono o che stanno a riposo. Le immagini creano una forte tensione emotiva e vogliono puntare dritto al cuore dello spettatore.

 

Le opere

Inverted Birth” è una delle opere presentate, la più recente.

Questa mostra una figura umana e rappresenta le fasi del risveglio, delle fasi violente. Risveglio dal sonno? Risveglio dall’incoscienza? Risveglio come passaggio ad una nuova vita? L’opera raggiunge i cinque metri di altezza ed è un’installazione video-sonora: l’uomo, emerso dall’oscurità, è investito completamente da un getto di liquido nero. Il liquido man mano si modifica: marrone, rosso, bianco e poi trasparente come l’acqua. I liquidi sono una componente importante della vita umana: pensate al sangue, al latte che ci dà nutrimento, all’acqua che ci dà sostentamento. I liquidi accompagnano l’uomo durante tutta la sua vita, dalla nascita alla morte, nel passaggio dall’oscurità alla luce.

 

Martyrs (Earth, Air, Fire, Water)” è una delle altre opere ospitate.

Divisa in quattro parti, mostrata per la prima volta alla St Paul’s Cathedral di Londra, l’opera raffigura quattro martiri che sono tormentati dai quattro elementi naturali: terra, aria, fuoco ed acqua, che per Empedocle (filosofo greco dl V secolo a.C.) ero le radici da cui tutto aveva avuto origine. È dalla mescolanza o separazione di questa radici, sotto le forze di Amore e Odio, che tutto vede la luce o cade nell’ombra.

 

The Raft” del 2004 vuole descrivere le reazioni di un gruppo di persone dopo essere state travolte da una grande ondata d’acqua.

L’effetto utilizzato in questa realizzazione è lo slow motion, grazie al quale si vogliono catturare le singole sfumature di luce dovute all’impatto con l’acqua e le reazioni e i gesti dei vari soggetti e personaggi. Quando ci accade qualcosa di inaspettato come reagiamo? Un ventaglio delle personalità umane e tanti diversi modi di reagire e atteggiarci di fronte all’inatteso.

 

Breve biografia 

È quasi d’obbligo presentare l’artista. Giusto qualche informazione base, per rendergli onore. Bill Viola nasce a New York (beato a lui) nel 1951. Si è laureato alla Syracuse University nel 1973. Oltre che un artista con oltre quart’anni di esperienza, produce anche installazioni e ambienti sonori dedicati a concerti e luoghi sacri. Sapete che è stato lui a rappresentare gli Stati Unniti alla Biennale di Venezia nel 1995? Tra le mostre di Viola ricordiamo: “Bill Viola: A 25-Year Survey” al Whitney Museum of American Art di New York del 1997; “The Passions2” al J.Paul Getty Museum di Los Angeles del 2003; “Hatsu-Yume (First Dream)” al Mori Art Museum di Tokyo del 2006; “Bill Viola, Visioni Interiori” al Palazzo delle Esposizioni di Roma del 2008; “Bill Viola” al Grand Palais di Parigi del 2014.

 

Una mostra bella ma un po’ lontana

A meno che alcuni di voi non abbiano in programma di fare un giro a Pechino nei prossimi mesi -la mostra sarà visitabile fino a marzo– credo che ci dovremo limitare a guardare a distanza le opere di Viola e a conoscere questa nuova forma di arte.

Un video e un dipinto: assolutamente diversi o in qualche modo simili? Da una parte la dinamicità, dall’altra l’immobilità. Forse il video non è più bello del dipinto, ma solo più adatto ad esprimere l’uomo caratterizzato da un certo dinamismo, soprattutto in questi tempi che di dinamismo ne ha fin troppo. Anche temi antichi come i quattro elementi primordiali, riproposti attraverso nuove forme, possono assumere una certa rilevanza grazie al movimento e portarci a riflettere, comunicandoci qualcosa. La cultura digitale oramai è parte integrante del nostro Dna artistico.

Roberto Morra

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