Super Intelligenza Artificiale: un cambiamento epocale che stravolgerà tutto

È il "peccato di superbia" dell'essere umano: così come gli dei crearono nuovi esseri da asservire, così l'uomo vuole creare Intelligenze artificiali da sfruttare... con il rischio che, ancora una volta, la creazione si contrapponga al creatore

Intelligenza Artificiale: se ne è parlato tanto, se ne parla tanto. Ma cosa è per voi? A cosa pensate se sentite queste parole? Io francamente semplicemente penso a qualcosa di non umano (artificiale) che è intelligente, cioè che è in grado di svolgere calcoli molto velocemente, più velocemente rispetto ad un essere umano, e di “elaborare”, cioè contenere, un grande numero di informazioni tutte insieme. Già internet è un po’ un’intelligenza artificiale potremmo dire. Parallelamente a questo dico che l’essere umano è fatto anche di emozioni e intuito per esempio, non solo di intelligenza. Quindi se teniamo presente la realtà costitutiva dell’essere umano, non c’è di che preoccuparsi, credo. Ma vediamo un po’ cosa si dice ultimamente.

Cominciamo col dire che ci sono alcune importanti personalità, come Bill Gates per fare un nome conosciuto, ma anche Stephen Hawking (o Steve Wozniak, il cofondatore di Apple), che a quanto pare sarebbero un po’ spaventate da quello che sta arrivando.. cos’è? Hanno avuto una visione, modello Phoebe Halliwell di “Streghe”, e hanno visto una catastrofe imminente? Sta arrivando un nuovo diluvio universale? Cosa succede? Voglio sapere!

 

Il problema

Le parole di Hawking, rilasciate alla BBC, rivelano una certa paura e preoccupazione, affermando addirittura che lo sviluppo completo dell’intelligenza artificiale potrebbe portare addirittura alla fine della razza umana.
Se gli esseri umani continueranno a lavorarci e renderla sempre più completa, potrebbe accadere che un domani questa intelligenza possa autoregolarsi da sé e prendere il sopravvento (scenari del tipo “Trascendent” insomma). L’evoluzione umana (che pure è una cosa naturale e per tanto va rispettata) procede lentamente (bhe, siamo esseri complessi, non è che si può cambiare da un momento all’altro), e quindi gli uomini non sarebbero in grado di evolversi abbastanza velocemente per stare al passo con la velocissima evoluzione della A.I. Ed è questo, plausibilmente, il nocciolo del problema.

 

Per una breve storia dell’A.I.

watson-jeopardy Facciamo un po’ di storia dell’intelligenza artificiale:
• 1997: il campione di scacchi Garry Kasparov fu sfidato da “Deep Blue“, un computer dell’IBM. Si pensava che il gioco degli scacchi fosse qualcosa di troppo difficile per un computer, ma furono smentiti: il computer vinse. (Diciamo che l’accezione di intelligenza artificiale probabilmente era eccessiva per Deep Blue: innanzitutto perché c’erano dei programmatori e inserire le mosse, e poi perché la mossa migliore era calcolata in base a delle statistiche).
• 2011: il computer Watson, sempre dell’IBM, partecipò ad un quiz show americano, con ovviamente un conduttore che poneva le domande: domande impegnative per concorrenti di un certo livello. Il computer vinse, dimostrando di poter comprendere il linguaggio umano ed interpretarlo. Bravo, ma alle spalle c’erano centinaia di ingegneri che introducevano domande e risposte.
Il miglioramento nei confronti da Deep Blue però è evidente ed innegabile. E cosa ha in più Watson rispetto a Deep? Le reti neurali.
Che sono? In pratica la nostra materia grigia è sempre più conosciuta ai neurologi che fanno del cervello il loro oggetto di studio, e basandosi su queste scoperte gli ingegneri cercano di ricreare meccanicamente il cervello umano. Ci stanno riuscendo? Pare di sì!

 

Miglioramenti

Prima era tutta una questione di calcolo ed ecco perché il computer riusciva a vincere sempre.
intelligenza-artificiale-nel-tempo Ma nei giochi fatti di possibilità, in cui il calcolo non basta, quelli in cui si procede a tentativi, come la vita, il solo calcolo non è sufficiente. Se per esempio ci fosse una decisione da prendere, come che fare il sabato sera, il computer sarebbe messo in difficoltà dalle possibilità che gli si parerebbero davanti. Ecco che allora dovrebbe scegliere l’opzione migliore. Ma non è una persona con il suo vissuto, non c’è una risposta che vale per tutti alla domanda riguardante il che fare il sabato sera. Quindi come potrebbe un computer riuscire a decidere?
Ebbene, grazie agli sviluppi della neurologia e dell’ingegneria ad essa collegata, i computer riescono a competere con noi anche nei campi dell’intuito e della creatività per esempio. Cominciano di fatto ad avere un approccio esperienziale: facendo esperienza, provando, anche loro sbagliando, riescono ad imparare e con un allenamento costante diventano bravi. Impareranno con la pratica, e le informazioni acquisite le trasferiranno nel Cloud, in modo che tutti i computers potranno beneficiarne. E questo è esattamente ciò che succede all’essere umano quando fa esperienza di vita, le cui informazioni si trasferiscono nella Coscienza Collettiva per dirla alla C.G. Jung, da dove poi i Campi Magnetici delle coscienze umane apprendono quelle informazioni evolutive. Il meccanismo potrebbe diventare lo stesso (non a caso si comincia a parlare pure di computer quantistici)… La tragedia è dietro l’angolo?

 

Chi sta facendo cosa

Google ci ha messo il naso anche nell’ambito della intelligenza artificiale. Ha inventato un computer a cui ha dato la possibilità di imparare un antico gioco orientale. Il computer lo ha imparato, ha fatto esperienza e dopo alcune ore si è dimostrato un campione imbattibile. Il gioco, a quanto pare, presenta quelle infinite possibilità di cui parlavamo prima dove è l’intuito l’elemento discriminante, che ci fa andare avanti nel gioco. Forse è proprio il motore di ricerca di Google la nuova intelligenza artificiale, chissà?: impara a “conoscerci”, monitora ogni nostra mossa, impara dai suoi errori. In effetti Google potrebbe vendere al primo offerente un software già addestrato dai dati sottratti da tutti gli internauti connessi (la parte AI del motore di ricerca di Google si chiama “RankBrain” e nemmeno quelli di Google sanno che cosa sta facendo)..

Solo per dirne una, vi voglio ricordare che il passo successivo che alla Google già stanno cercando di costruire è la Artificial General Intelligence (AGI). È un tipo di intelligenza che riesce ad eguagliare l’essere umano in quasi ogni pratica quotidiana. Sia dal punto di vista logico che emozionale. Quindi sarà anche in grado di prendere decisioni imprenditoriali o cliniche come un vero dottore. Fate un po’ voi..

 

Si prepara una catastrofe imminente?

Sì ma comunque parliamo di dati: dati e ancora dati.
Io mi chiedo: sarà in grado l’intelligenza artificiale del futuro di comporre musica, produrre arte e scrivere poesie come un essere umano sa fare? E il futuro? Quell’insieme di possibilità che si dispiegano davanti all’uomo di cui parlavano gli esistenzialisti o i fisici quantistici?
Se la neurologia sarà in grado di scoprire tutti i meccanismi che si attivano in noi nei diversi ambiti, allora saremmo veramente duplicati, ma non credo che si possa arrivare a tanto.
Il buon Kant diceva che la mente umana è divisa in tre parti: sensibilità, intelletto e ragione, le tre facoltà conoscitive che formano la Ragione. A questo aggiungeva anche uno studio approfondito sull’azione morale e sui giudizi di tipo estetico.. figurati dico io! Detta così già è complessa.. e lui cercava di capirci qualcosa, siamo sicuri che la scienza nel 2029 (questa è considerata la data ultima) sarà in grado di riprodurre tale complessità?

intelligenza-artificiale-nel-tempo-2029-singularity Tuttavia, la vera preoccupazione è il fatto che, inevitabilmente, l’uomo non riuscirà a stare al passo con lo sviluppo dell’A.I. E se è vero che i computers non potranno ricreare la creatività sincronica della natura umana, è vero anche che ‘per loro’, per la loro sopravvivenza, questo aspetto non sarà affatto un problema discriminante… i computer non vivono di emozioni, ma di calcoli, perciò potrebbero benissimo creare e vivere in una pseudo-società di macchine prive di emozioni, alla faccia dell’umanità (basti pensare alle debilitanti influenze che nella nostra società hanno portato tendenze come quelle giustificate da una logica esacerbata, o da una burocrazia coercitiva e vincolante, o dal cieco scientismo o da un esasperato materialismo: una lenta agonia della nostra umanità creativa, intuitiva ed immaginifica… ergo della nostra libertà).

L’intelligenza artificiale in questo momento è frammentata in tantissimi laboratori mondiali. Ognuno lavora alla propria fetta. Google lavora ai suoi progetti, Microsoft ai suoi, Facebook ai suoi, ecc… Quindi non sappiamo veramente dove e come questa tendenza stia avanzando.. Dimentichiamoci poi dell’intelligenza artificiale come la conosciamo ora, fatta da automi limitati che con qualche trucco possiamo sempre ingannare. Chiaro è che, per la fatidica data del 2029, di questo passo.. il Computer sarà più intelligente di noi. E avremo a quel punto un cambiamento epocale.
In poco tempo avremo ciò che gli esperti chiamano ASIArtificial Super Intelligence. Un’intelligenza oltre la nostra comprensione.
Il problema è che la macchina continuerà a crescere in intelligenza, perciò sarà intelligente come noi solo per un breve periodo. Il giorno dopo forse avrà il doppio della nostra intelligenza. Il terzo giorno venti volte tanto. E quando sarà sopra di noi probabilmente penserà da solo a continuare il proprio sviluppo. Si programmerà da solo, accelerando ulteriormente la propria intelligenza. E la cosa bella è che… non solo non riusciremo a fermarlo, ma non riusciremo nemmeno a comprenderlo mentre tenta di comunicarci delle nozioni per lui semplicissime. Da quel punto in poi saranno i computers a pensare e a creare ogni cosa… meglio e più velocemente. Noi non creeremo più niente. E in poco tempo avremo ciò che gli esperti chiamano ASI… un’intelligenza oltre la nostra comprensione. Il “peccato di superbia” ci ha fregati di nuovo!

 

Nota polemica da parte di un laureato in materie umanistiche

Non dico che non c’è da preoccuparsi e che non ci potrebbero essere scenari apocalittici, ma solo che sono un po’ scettico a riguardo del fatto che una macchina possa realmente sorpassarci nell’evoluzione, semmai può soggiogarci e schiacciarci… ma la consapevolezza sincronica è una caratteristica umana che non dipende unicamente da infinite possibilità (finanche di calcolo), piuttosto da un atto di volontà conscio/consapevole… quanto mai creativo. Ci sarà sempre (forse) una decisione istintiva, di getto, emotiva, coraggiosa oserei dire… con cui l’uomo potrà salvarsi in colpo di coda.
E poi: chi è che parla? Cervelloni in ambito scientifico.. e gli umanisti? Che dicono? Ecco a far fare tutto quanto alla scienza!

 

Roberto Morra

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17 Comments

  • gia’, sarebbe davvero da spegnere il computer, cosi’ come i telefoni … rallentare un po’ la tecnologia , usarla a nostro comodo non a nostro rischio
    spettacolare articolo, blog stupendo. complimenti all’ autore

  • il problema evidenziato dal sempre bravissimo Roberto e se un intelligenza possa autoregolarsi da sé e prendere quindi il sopravvento su di noi … possibilità poi ben spiegata quando scrive che questo accadrà quando il computer comincerà a duplicarsi in sistemi avanzati di elaborazione che avranno superato di gran lunga la nostra comprensione. non riusciremo più a stargli dietro …. messa così in effetti la cosa è plausibile, e fa paura. Soprattutto nella provocazione secondo la quale i computer potrebbero tranquillamente diventare autosufficienti e crearsi un’interazione pseudo-societaria basata sulle loro caratteristiche, sull’elaborazione dati ovviamente… E se questo processo prevedesse condizioni o azioni che surclassino la nostra di vita sociale? Se loro iniziassero ad usare “cose” che a noi invece servono per altre priorità? Che tipo di contrasto si verrebbe a creare? Come potremmo spegnerli a quel punto? Sembra una sceneggiatura per un film di fantascienza … qualcosa che, come al solito, non discuteremo per tempo, ma magari solo a danno già fatto

    • concordo con la tua analisi e mi accodo a Morra. Un articolo bellissimo che scandaglia bene una situazione da troppo tracciata di fantascienza o utopia. Le cose si stanno muovendo, non fosse che le multinazionali ci stanno investendo …. le tragedie iniziano sempre così

      • concordo con shory riguardo i concetti sottolineati dall ‘ articolo (le cose più preoccupanti) e con giorgio masci che ci da il colpo di grazia ricordandoci che se tutto rimane in mano alle lobby siamo già fregati. sicuramente concordo anche con kios …. non ci surclasseranno le macchine o i robot … ma “semplicemente” i computer stessi e la loro capacità di elaborazione dati e calcoli
        dovremmo cominciare a creare un confronto etico su queste tematiche …. 😉

  • una riflessione interessante è che forse, più che i robot, androidi o umanoidi alla Terminator …. ciò che davvero ci farà le scarpe saranno proprio i computer e il cloud … qualcosa più simile ad un film come Trascendence che ai replicanti , come acutamente sottolineato da Morra .. Maggior plausibilità , maggior timore ….

  • Quello che si sa della natura umana dubito sarà nell’AI, avrà il controllo totale, e la paura e’ che qualcuno (un gruppo) possa essere sotto il controllo dell’ intelligenza artificiale! Dall’invenzione della scrittura, stranamente, tutto quello che abbiamo è grazie agli sviluppi tecnologici che ci ha portato una certa comodità e anche fin dove siamo, non a causa di qualsiasi politico, ma grazie a persone come Eintein e altri come lui, che se non fossero esistiti saremmo ancora come 300 anni fa, e non come viviamo in questo momento, in tempo reale di comunicazione. Ma .. c’è un altro lato della moneta; tutti questi risultati sono stati controllati da gruppi che determinano il nostro destino. AI, se usata come un metodo di routine può ridurre la nostra capacità di articolare i processi cognitivi, esiste qualcuno che ha il controllo operativo su di essa?
    Grazie per lo stimolante tema.

  • bello e utile anche se quel che deve accadere accadrà…siamo fatti cosi ci useranno come ottimo lubrificante ;(

  • Non devono fare finta d’essere spaventati, il progetto della sinarchia è di sostituire le persone con organismi androidi completamente asserviti ad una unità centrale, il primo passo è già stato fatto deintelligentandovi con le smart dusts ed il digitale terrestre ed il wifi, il secondo passo in atto è l’obbligo del microprocessore organico, tra poco ve lo imporranno come regalo della Vostra Tanto amata €uropa ……

  • In alcune ipnosi regressive risulta giustappunto il lavoro eseguito dai militari americani per capire intelligenze extraterrestri costituite non da forme carbonio come noi ma da minerali con hardware programmati e programmabili.

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