Statale107Bis: l’esordio di “Muri Muti”

La band calabrese affronta le barriere a ritmo di ska, le scala a tempo di folk, le sovrasta con la forza del rock e le sorpassa con l’hard-swing, rilanciando orgogliosamente l’amore per la diversità e la mescolanza dei generi

Il 2016 è stato l’anno del ritorno dei muri in tutto il mondo e la nostra Unione Europea, che sull’abbattimento delle frontiere ha fondato la propria ragione d’esistere, non fa eccezione. Mentre i proclami la vogliono senza confini né pareti, i muri e le barriere continuano a crescere creando divisioni e stabilendo un dentro e un fuori, alla faccia dell’Unione somigliamo sempre più ad una setta. Negli ultimi 70 anni i muri sono passati da 5 a 65. Muri fisici e reali ma anche barriere mentali e culturali. La band è però nel giro dal 2005, ed ha già una lunga carriera live: tra le varie partecipazioni a Festival e Contest, sono stati tra le band finaliste regionali dell’Italia Wave e nello stesso anno vincitori del premio miglior testo con il brano inedito “Pena d’Amor” al LennonFestival di Belpasso (CT). Nell’ultimo anno hanno segnato una importante tappa come finalisti del festival “Voci per la Libertà” di Amnesty International, dove oltre al caloroso riscontro del pubblico, la band ha anche vinto il premio Unicusano, riconoscimento consegnato in quella occasione dall’Università Niccolò Cusano di Roma.

Il 2017 è invece l’anno di uscita di “Muri Muti”, il nuovo album della Statale107Bis, che le barriere decide di affrontarle a ritmo di ska, scalarle a tempo di folk, sovrastarle con la forza del rock e sorpassarle con l’hard-swing, rilanciando orgogliosamente l’amore per la diversità e la mescolanza dei generi.

La band calabrese è all’esordio ufficiale dopo un primo disco live del 2009. Pur mantenendo un contatto strettissimo con le sonorità, l’energia e gli scenari della loro amata terra, trovano vita propria e linfa vitale nella continua sperimentazione che contraddistingue le loro produzioni. Caratteristica che impedisce la costrizione delle loro creazioni in angusti recinti di genere.

Così, finito di ascoltarne il testo, ancora una volta come era stato per il primo singolo “Muri Muti“, con questo nuovo videoclip “La Scimmia” ci troveremo sul confine, quello labile tra follia e normalità, ma tranquilli: ancora abbiamo 30 secondi buoni di strumentale per scegliere da che parte stare.

In casa Statale107Bis la contaminazione non è una novità, il gruppo ha nel suo genoma l’approccio collettivo e laboratoriale, a testimoniarlo la pagina di retrocopertina del disco: quattordici tra musicisti e cantanti hanno partecipato a vario titolo alla realizzazione delle riprese. Il disco si fregia inoltre di una collaborazione internazionale con l’artista, cantante, musicista tunisino Bader Dridi che ha accompagnato l’ensemble nella realizzazione della decima traccia “Questo Deserto“.

Per il gruppo la consapevolezza della necessità della diversità è il migliore antidoto alla chiusura. La Statale107Bis ai nuovi muri di frontiera risponde con l’amore per la diversità, a ritmo di ska, rock, hard-swing, blues, prog, contaminando e mescolando diversi generi con tanta energia positiva e tanta ironia!

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