Stanco, un artista da (ri)scoprire

Il fabbro di Giorgio De Chirico era un geniale artista: dal riutilizzo creativo di materiali di scarto all dimensione primordiale della natura umana

Tempo fa, durante una delle mie scorribande attraverso i tanti eventi che animano la scoppiettante scena artistica romana, mi recai per caso in uno scantinato di Torpignattara dove un’oscura associazione culturale il cui nome non ricordo, stava tenendo un evento per la raccolta di fondi a beneficio di non so quale categoria di outsider nostrani.

Preciso subito che di solito arrivo in questi luoghi per caso e senza particolari aspettative, animata soprattutto dal primigenio impulso di scroccare un paio di bicchieri di vino scadente e una presa di noccioline stantie, ma questa volta, tra un reading di un autore sfrattato (“Le mie pigioni”) ed una mostra di fotografia stile “le età di mia zia”, fui letteralmente folgorata dalle opere di un artista incredibile e sconosciuto: Carlo Stanco.
Carlo Stanco meriterebbe di avere un suo taschen, di far parte della rosa dei fauves, di avere una sua fondazione, ma è inesplicabilmente caduto nell’oblio un po’ perché si riteneva un umile artigiano senza pretese, come mi rivelò in seguito una sua anziana nipote, un po’ per la dimensione rionale della sua arte.
L’esposizione di Stanco all’interno del maleodorante stanzino, contava soltanto le tre opere qui raffigurate: “Cristo Catena”, “Urla nella giungla” e “Identificazione di un torero”.
Il filo conduttore che lega queste opere e che ci può far intuire parzialmente l’estetica dell’autore, a parte il riutilizzo creativo di materiali di scarto che anticipa largamente un Basquiat, è la dimensione primordiale della natura umana e delle sue manifestazioni.
In “Cristo Catena”  l’icona millenaria della religiosità occidentale è una catena di bicicletta con un minuscolo pene per naso: ciò ci riporta ai culti primitivi di adorazione della fertilità, mentre la bici è metafora del nomadismo umano e della sacra spinta verso il progresso (infatti l’aureola suggerisce una ruota).
In “Urla della giungla” il grido del primate in primo piano sembra sfidare il fiero felino in procinto di attaccare, suggerendo il futuro dominio della specie umana sulla natura.
Identificazione di un torero” è opera senz’altro più matura e riflessiva, in cui la simmetrica staticità umana si contrappone alla dinamica vitalità animale.
Incuriosita ed affascinata dalla singolarità di queste opere, chiesi ai flanellati personaggi che raccoglievano le sottoscrizioni a chi potessi rivolgermi per avere informazioni sull’autore di quei tre capolavori. Uno mi rispose che le opere erano state fornite dalla portiera di uno stabile sito in via della Marranella. Il giorno dopo, disponendo di un abbonamento mensile all’atac, andai a trovare la signora Rita, la quale mi disse di essere la nipote dell’artista e mi raccontò che suo nonno era un fabbro, nato alla fine dell’800 e quasi analfabeta, che si appassionò all’arte quando conobbe un certo Giorgio De Chirico, suo cliente.
Non disponendo dei mezzi e del tempo per dedicarsi alla pittura, iniziò a produrre quadri con avanzi di metallo, rame e ritagli di tessuti provenienti dalla tappezzeria di suo suocero. L’influenza di De Chirico è evidente nella rigida statuarietà delle figure e nell’uso straniante e surreale della prospettiva.
La signora Rita mi disse anche che Stanco era solito regalare i suoi quadri ad amici e clienti, disperdendo le sue opere nel sud-est di Roma. Forse, tramite qualche annuncio su Porta Portese o Leggo, potremmo rintracciare le altre opere di questo artista caduto così ingiustamente nell’oblio in modo da poter proporre al pubblico una personale di Carlo Stanco?

Venusia Vega

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16 Comments

  • sono pezzi che nella loro semplicità e modeste pretese assurgono tuttavia a qualcosa di folcloristico. i materiali riciclati sono il sottotesto dell'opera o i limiti di necessità, fatto sta che ad esempio la prospettiva del torero nell'arena è straordinaria nel chiudere in un piccolo spazio l'impressione di un grande campo d'azione!
    divertente recensione e interessante autore.

  • bè il cristo catena è sicuramente originale. per il resto non mi sembra di vedere cose così importanti. nell'arte del riciclo creativo ho visto di meglio.
    rimane il fascino di un personaggio del genere…

  • Un uomo che è riuscito a creare un'opera come Cristo Catena, con un mini pene al posto del naso, all'inizo della propria attività artistica nella Roma Vaticana di diversi anni fa, chissà cosa sarà riuscito a creare continuando a maturare e a far evolvere il suo pensiero e punto di vista critico verso la società.
    un appello: Troviamo le altre opere di Stanco!

  • ma siamo sicuri che il naso del cristo sia un volontario richiamo ad un fallo! a me sembra un pezzo di metallo simile nella forma ad un naso… forse è un caso, una lettura che gli diamo in base a una "forma"

  • sono un estimatore dei grandi classici, dopo aver visto Stanco ho dato fuoco a tutta la mia collezione del Pinturicchio! che Iddio l'abbia in lode!

  • Mio caro Anonimo, partiamo da una base d'asta di 20mila euri per Identificazione di un torero per salire ai 30mila di Urla nella giungla (costa di più perchè le foglie richiedono molto lavoro). Cristo Catena non è in vendita in quanto attualmente prenotato dai Cavalieri di Colombo.

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