Spartito Gastronómico: Pasta CalaMaya.. la fine del mondo!

Un ricettario di buon gusto con una sinfonia di accordi culinari, per uno stile CoUKIsound di piatti inediti!

La Rubrica vuole essere un mix di musica e cucina. Questa nasce dal voler accordare la musica alla buona cucina, suggerendo ai lettori dei succulenti brani, facili da ri-comporre e in grado di accontentare/conquistare/accostare l’orecchio e lo stomaco più raffinato. Canteremo di ricette e armonie di ingredienti, capaci di toccare le note di ogni palato. Cercando di raggiungere ogni volta una tonalità più alta. Basterà un rullo di tamburi per vedervi indosso i vostri grembiuli?!

 

«A che ora è la fine del mondo?» cantava Ligabue.
Semplice, dopo questa ricetta, direi ad ogni pranzo e ad ogni cena!

E tu, “sei pronto per la fine del mondo?” … magari affondando, come secondo il Management del Dolore Post Operatorio.

Vediamo cosa occorre per realizzarla.

Food track list:

– 80 g di spaghettini integrali (o alla chitarra)
– 60 g di calamaro
– 1 carota
– 5 olive nere
– paprika qb
– curcuma qb
– granella di mandorle qb

«Siamo davvero stanchi dell’aiuto a dormire,
dei Maya, delle agopunture».
Anche se, dopo questo piatto e Il Branco, scoprirete che la profezia non sbagliava! Leggiamo lo spartito e scopriamone il perché!

Arrangiamento

Mettiamo sul fuoco l’acqua per la pasta.
Dedichiamoci alla preparazione del condimento. In un minipimer frulliamo una carota con qualche cucchiaio di acqua di cottura. Armonizziamola con note di paprika, curcuma e una cadenza di olive nere.
Prendiamo i nostri 60g di calamaro, bolliamolo e poi accordiamo con sale e peperoncino. Una volta cotto, ricaviamone dei pezzettini da aggiungere al condimento. Lasciamone un pezzo intero, così che possa fare da solista sul nostro palco di spaghetti.
Impiattiamo la nostra pasta da fine del mondo, conferendole un po’ di cROCKantezza con della granella di mandorle.

Direi che “…c’hanno preso, c’avevano ragione” Le Larve a dire che:
«Siamo sopravvissuti alla fine del mondo. Cos’altro v’aspettavate?
I Maya sono l’ennesima prova inconfutabile che è da millenni che sparano cazzate».

Provate a suonare questo piatto e sentirete che concertino!

Ah, non dimentichiamoci che:
“Spesso le composizioni più belle e intonate, nascono per un fortunato intuito del caso”.

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Curiosità e origini della curcuma

La curcuma è considerata oggi una spezia miracolosa per il nostro organismo. Parliamo di una spezia che l’uomo utilizzava già 3000 anni fa. Basti pensare che gli Assiri ne usufruivano come colorante per i tessuti, mentre gli Indiani ne riconoscevano le proprietà terapeutiche e la utilizzavano in cucina.
Sempre gli Indiani, consideravano la curcuma una spezia fondamentale, non solo in cucina ma anche nei riti Indú, per via del suo colore giallo che veniva ricondotto al sole. Essa è conosciuta anche con il nome di “zafferano dell’India” (per la somiglianza del suo colore con lo zafferano), ma non tutti sanno che in realtà la curcuma deriva dalla Cina. Pare che la sua introduzione in Europa sia opera degli Arabi, i quali esperti nel commercio delle spezie, l’avrebbero condotta dal Medio Oriente ai nostri confini.
La preziosità di questa spezia, è dovuta ad una sostanza miracolosa che contiene al suo interno: la curcumina. Recenti studi dimostrano che questa sostanza possa contrastate l’insorgere di tumori. Sarà una caso che in Cina, India e nei paesi asiatici l’incidenza dei tumori risulta molto bassa?
In questi paesi la curcuma viene considerata al pari di un farmaco ed è inserita nell’alimentazione quotidiana a scopo preventivo contro i malanni. La curcuma si usa anche per aiutare l’apparato digerente, per disintossicare l’organismo (fegato in particolare) e come antinfiammatorio.
Affinché sia ben assorbita dal nostro corpo, è necessario che essa venga abbinata al pepe nero, al thè verde o a qualche grasso come l’olio o il burro.

Nei primi piatti, nei secondi, nei contorni, nello yogurt, nei dolci… si intona alla perfezione con tutto.
Esalta i sapori e dona quel tocco in più, specialmente alla pasta.

3, 2, 1… go! Pro-va-te-lo!

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Veronica Mochi

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