Spartito Gastronomico: Banana Bread con zenzero, cannella e nocciola

Un ricettario di buon gusto con una sinfonia di accordi culinari, per uno stile CoUKIsound di piatti inediti!

La Rubrica vuole essere un mix di musica e cucina. Questa nasce dal voler accordare la musica alla buona cucina, suggerendo ai lettori dei succulenti brani, facili da ri-comporre e in grado di accontentare/conquistare/accostare l’orecchio e lo stomaco più raffinato. Canteremo di ricette e armonie di ingredienti, capaci di toccare le note di ogni palato. Cercando di raggiungere ogni volta una tonalità più alta

 

Era da un po’ che non condividevo con i miei ukiwers una ricetta dolce.
Direi che è «ora di riprendere da quel cassetto il mio segreto»..

..dove C sta per cake e B per banana (già sapevano inconsciamente che sarebbero finiti qui).

Quella che sto per suonarvi è decisamente una buona idea per una colazione-merenda o fine pasto sensazionale e sempre a basso contenuto di sensi di colpa. Ormai stiamo diventando degli specialisti nell’ “aiutarti a sopportare le tue colpe infinite… come i bambini, senza guardare, nè preoccuparsi di lasciar passare”…

…un pezzo di dolce dritto fino all’intestino.

In sostanza sto’ (de)cantando del “Banana Bread“: uno di quei ‘senza’ che una volta provato «non ci stai senza»…

Perché è senza uova e senza troppi zuccheri, sfruttando principalmente quelli contenuti nel frutto.
Ne ho fatti e regalati di ogni tipo: con cioccolato, cacao, frutti rossi, con ciliegie, albicocche, bevanda di soia alla vaniglia…
Per noi di uki ho selezionato delle note semplici ma intense, che vi inebrieranno l’olfatto, la vista, il gusto e sono sicura anche l’udito, grazie alla foodsound tracklist.
E a tal proposito, ogni qualvolta mi cimento nella realizzazione di questa ricetta, nella mia testa ecco salpare la traccia di Harry Belafonte: «Day-o, day-o, Daylight come and me wan’ go home»…

Banana lyric:

3 banane mature
qualche goccia di limone
60 g di zucchero integrale
220 g farina (80 g di tipo 2+ 80 g semola rimacinata + 60 g di amido di mais )
– 60 ml olio di semi di mais bio
– 1/4 cucchiaino di bicarbonato
– 1 cucchiaio di lievito vanigliato
– scorza limone (leggera grattata)
7 nocciole (3 per la decorazione)
zenzero q.b.
cannella q.b.
– 1 yogurt vaniglia senza lattosio (o di soia se preferite)

Componimento:

Mixate le farine con lo zucchero, il bicarbonato e il lievito. Aggiungete la scorza, le nocciole grattugiate, lo zenzero e la cannella e mescolate con una frusta. Unite la banana precedentemente schiacciata con la forchetta e delle gocce di limone e proseguite poi con l’unione dello yogurt alla vaniglia. Registrate più volte l’olio inserendolo a più riprese, continuando a girare il tutto con la frusta.
Ricoprite uno stampo da plumcake con della carta forno bagnata e infornate a 170 gradi per una trentina di minuti (in forno ventilato).
Per la mise en place: decorare con una pioggia di nocciole grattugiate

Vi assicuro che una volta provato direte ciò che non avreste mai pensato di dire e cioè: caro banana bread, a saperlo che «mi piacevi di più, molto di più» dei dolci tradizionali, ti avrei preparato prima.

L’artista che vi ho appena menzionato è un talento emergente che con il suo video di YouTube sta sollevando non poche critiche. Tutta colpa di un paio di «chiappe sode, emoticon della pesca», come direbbero Capo Plaza, Sfera Ebbasta e DrefGold in Tesla..

Così come potrebbe accadere a voi da parte di coloro che ancor prima di assaggiare il vostro dolce, sopraffati dai pregiudizi verso ciò che si nasconde dietro l’apparenza e che non conoscono bene, avranno da ridire. E anche se non meriterebbero più l’assaggio, avrete l’opportunità di smentirli, lasciandoli interdetti dal gusto ineguagliabile che proveranno.
Tieni bene a mente ciò che suggeriscono nel loro imperdibile EP gli unici Traditori di cui ti puoi fidare, «se tu sai cosa scegli» e se tu sai cosa mangi, è tutta salute guadagnata! E se sceglierai di seguire sempre i consigli musicali e culinari di ukizero, avrai svoltato per davvero.

Curiosità sulla banana

La banana nasce dalla pianta del banano che appartiene alla famiglia delle Musaceae.
È un frutto tipico dei paesi tropicali dove è reperibile tutto l’anno e, quando non è possibile trovarla, viene coltivata nelle serre, raccolta e trasportata in celle frigorifere dotate di atmosfera controllata per prolungarne la conservazione, per questo è sempre disponibile e si può acquistare in ogni momento dell’anno.
Uno studio condotto in Irlanda e pubblicato sull‘International Journal of Cancer ha rivelato che un consumo regolare di banane diminuisce il rischio di cancro ai reni grazie all’elevato contenuto di potassio (una sola banana al giorno apporta 400 mg di potassio, cioè l’11% del necessario giornaliero).
Inoltre le banane apportano molti altri benefici per la nostra salute. Ad esempio aiutano a ridurre il colesterolo; regolarizzano il transito intestinale e sono particolarmente adatte in caso di diarrea o di nausea; adatte a chi soffre di anemia per la presenza di ferro in esse contenuto; hanno effetto saziante; riducono lo stress; migliorano l’umore e bruciano o grassi.

Meglio consumarle acerbe o mature?
Dipende dalle situazioni. La maturazione le rende senz’altro maggiormente digeribili e più dolci, facendogli perdere però anche vitamine e sali minerali. Una banana gialla e matura, meglio ancora se puntinata, è 8 volte più efficace a rafforzare il sistema immunitario. Non è da sottovalutare però la maggior presenza di zuccheri che si scatena durante il processo di maturazione. Questo infatti le rende inadatte per chi soffre di diabete, ai quali si consiglia di assumerle un po’ acerbe.
Nel caso del nostro sensazionale Banana Bread, abbiamo bisogno di un’ottima maturazione così da consentirne la sua dolcificazione naturale.

Ps. Questa versione per Uki mi è venuta davvero speciale. Più di tutte le altre fatte finora. Sarà che ho pensato ad ognuno di voi. Peccato non possiate sentire il profumo estasiante che ha emanato per tutta la cucina non appena sfornato.
Ora tocca a voi!
Musica in sottofondo (la mia eh), ingredienti a portata di mano e inviti ufficiali per la degustazione a coloro che amate.

 

Veronica Mochi

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