Smoking Mirror: arte e medicina riflesse in uno specchio

Una mostra con dispositivi riflettenti, giochi di luce ed effetti sonori che creano una trance ipnotica sulla percezione del corpo nello spazio

Un’intera mostra all’insegna della propriocezione. Un’installazione tutta basata sugli oggetti e studi di un personaggio della seconda metà del 1500: John Dee. Protagonista di tutto: lo specchio. Gli effetti di illusione, i riflessi e altro come fonti di domande relative al nostro essere nello spazio. E non parliamo solo di occultusmo/esoterismo: c’è anche della scienza dietro queste cose

 

Smoking-Mirror-1 Siamo in Germania. Non è solo patria di filosofi e dittatori, ma anche di riformatori e artisti. E oggi vi vogliamo presentare la mostra, allestita per la Ernst Schering Foundation fino al 23 gennaio, chiamata “Smoking Mirror“, creata dall’artista Otavio Schipper. Quetsa installazione, facente parte di una mostra più grande, prevede la stretta collaborazione del compositore Sergio Krakowski.

Il tema fondamentale della mostra è la propriocezione: cioè la percezione del proprio corpo e la relazione esistente tra questo e lo spazio che ci circonda. Pensatore d’ispirazione per i due signori che hanno dato vita alla Smoking Mirror è stato l’astrologo, filosofo, mistico e matematico John Dee, che aveva una collezione di oggetti mistici ed ottici.

 

Alcune notizie su questa figura

John Dee visse nella seconda metà del 1500 alla corte di Elisabetta I e si dedicò soprattutto alla filosofia ermetica (Ermete Trismegisto era un antico mago, la cui figura riscosse molto seguito nell’epoca umanistico-rinascimentale), all’occultismo e alla divinazione. Quindi non è un caso che è presentato in opere che parlano di soprannaturale e che avesse oggetti “strani” nella sua collezione. Ricordiamoci anche alla corte di chi viveva! Non aveva grandi problemi ad occuparsi dei suoi interessi. Ad ogni modo Dee è oggi considerato uno degli studiosi più colti del suo tempo. Fu un fervente cristiano, ma la sua religiosità fu profondamente influenzata dalle dottrine ermetiche e platonico-pitagoriche rinascimentali: secondo le sue teorie magiche enochiane (fortemente numerologiche) infatti, alla base della realtà e della conoscenza ci sono i numeri, che sono le fondamenta vibrazionali anche della creazione divina.

 

Il contenuto dell’installazione

Ispirandosi agli studi di questa figura, Smoking Mirror propone una serie di dispositivi riflettenti, giochi di luce ed effetti sonori che interagiscono con la Smoking-Mirror-4nostra coscienza e consapevolezza, andando a creare una specie di trance ipnotica che cambia il modo in cui percepiamo il nostro corpo nello spazio.
Tra questi dispositivi, è anche presente uno “specchio nero”, cioè uno specchio che si ispira a quello di ossidiana azteco, che era un oggetto di culto per gli antichi aztechi, in quanto legato al dio azteca della notte e della materia.

 

I fondamenti dell’intera mostra

Questa installazione si trova all’interno di una mostra più grande, esposta al Museo Storico di Medicina Charité di Berlino, dal nome “Mirror Images“, tutta interamente basata sulla propriocezione: ci sono opere artistiche ed esperimenti scientifici che pongono e ci fanno porre domande relative alla percezione del nostro corpo nello spazio.
Elemento fondamentale di tutta la mostra, intorno a cui ruota tutto, è lo specchio.. e forse ce ne eravamo accorti dal nome della mostra e da quello dell’installazione! Lo specchio è il simbolo della perdita di connessione tra il soggetto e il mondo fisico: ci dà l’accesso a un mondo virtuale, quindi è il simbolo della separazione. In neuroscienze si dice che quando ci guardiamo allo specchio avviene una disincarnazione: cioè trascendiamo i nostri limiti fisici e proiettiamo la nostra fisionomia su un corpo esterno. Un po’ come avveniva con Feuerbach, secondo il quale la divinità non era altro che la proiezione fuori di noi, causata dal nostro sentirci limitati, delle migliori qualità del genere umano.

Smoking-Mirror-5 Allo stesso tempo, in medicina effetti illusori e specchi sono utilizzati, talvolta, a scopi terapeutici. Infatti grande rilevanza in neurologia hanno assunto i cosiddetti neuroni specchio, quelli cioè che ci danno la capacità di imitare o comunque di capire i gesti dell’altro (e che forse sono una componente importante nella costruzione dell’empatia, cioè la capacità di capire l’altro da noi).

Consigli letterari: a giudicare dal titolo del libro e guidato dal concetto secondo cui attraverso un specchio si attua una separazione tra realtà fisica e realtà virtuale, mi sento di consigliare “Attraverso lo specchio”, cioè la continuazione di “Alice nel paese delle meraviglie”.

Cosa ne dite? Interessante la mostra? E il consiglio letterario? Secondo voi è indovinato?

 

Roberto Morra

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Artisti partecipanti alle mostre Smoking Mirror e Mirror Images:
Vito Acconci, William Anastasi, Christian Andersson, John Baldessari, Attila Csörgõ, Marta Dell’Angelo, DER Sabina, Annika Eriksson, Thomas Florschuetz, Adib Fricke, Hreinn Friðfinnsson, Dan Graham, Carla Guagliardi, Dalibor Martinis, Jorge Macchi, Bjørn Melhus, Richard Rigg, Otavio Schipper e Sergio Krakowski.

 

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6 Comments

  • un altro articolo interessantissimo di Morra. peccato solo che non potrò vederla,mi sarebbe piaciuto molto
    non ho letto Attraverso lo specchio , ma conoscendo bene Carrol e Alice credo proprio che potrebbe essere una lettura affine altrettanto interessante
    grazie Roberto

  • tanti nomi importanti per questa mostra, e un soggetto davvero immenso per significato ed importanza. Morra ha scritto un bell’articolo su iniziative di cui è molto difficile trovare notizie.
    siete grandi!

  • Attraverso lo specchio ci può stare si, si… ma vabbè sullo specchio c’è una bibliografia infinita
    Interessantissimo articolo!
    Grazie Riberto………

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