Quarto Comandamento: Onora il Padre e la Madre

L’albero della vita: il nuovo capolavoro di Terrence Malick

«Così il Signore Dio fece crescere dal suolo ogni albero desiderabile alla vista e buono come cibo e anche l’albero della vita nel mezzo del giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male».

 

Nell’ammirare attoniti il creato noi tutti abbiamo la possibilità di rilevare, dal macrocosmo al microcosmo, come direbbe qualcuno che non sono io, l’unione inscindibile fra l’ordine e il caos. Nel loro equilibrio, o contrapposizione, a seconda dei punti di vista, tutto si compie, dal principio alla fine. Così, nell’abbraccio fatale che le rende indistinguibili l’una dall’altra, queste due forze, in grazia della loro copula incessante, formano la vita per come crediamo di conoscerla.

Nei secoli, a seconda dello spazio e del tempo, queste  entità, difficile da definire nella loro perenne dicotomia, hanno così ottenuto una sequela infinita di nomi, piegando al loro bisogno, senza eccezione alcuna, tutto ciò che gli si parava davanti. Sono diventate religione, filosofia, medicina, politica, scienza, fino a diventare, nel nuovo film capolavoro di Terrence Malick, cinema. Un’opera straordinaria, non soggetta al racconto ma pure espressione di stile, di quello stile capace di annullarsi,  di svanire addirittura, come solo avviene in rarissimi casi. L’Albero della Vita, questo il titolo di quello che stenterei a definire un film, non è semplicemente la storia di una famiglia, dell’antitesi genitoriale mai risolta nella combinazione filiale, dell’assurdità del destino che pure ci guida il passo, ma l’espressione o per meglio dire, la “mise en abyme” di quelle energie che regolano e possiedono l’universo.

Per quanto ci si sforzi di pensarlo l’albero della vita affonda le sue radici nel mistero, di questo noi possiamo esserne spettatori passivi oppure, come nel caso di Malick testimoni attivi, capaci di imprigionare nella durata di una pellicola quella potenza capace di muovere a distruzione il sole e le altre stelle.

 

«Sapere è patire, sventura è la scienza, coloro che più sanno più amaramente devono piangere il vero fato, l’albero della scienza non fu mai l’albero della vita. Filosofia, meraviglioso, scienza, conoscenza del mondo, idee sovrane, tutto provai, tutto compresi, tutto abbracciai con il mio genio, a nulla valse, vano fu il tutto».

 Piero Maironi


 
http://youtu.be/S6GaYQW5dxU

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7 Comments

  • "Sapere è patire, sventura è la scienza, coloro che più sanno più amaramente devono piangere il vero fato…"
    è straordinaria questa citazione…..
    e notevolmente veritiera… da sempre!
    angoscia pure, fresca pè!!!!!!!
    ho letto in una recensione che il regista ha visionato nei casting x la parte del bimbo decine di migliaia di bambini….
    x qnt lo voleva "perfetto"…..
    la voce della mamma però ad un certo punto nel trailer dice "se non ami, la vita non……" 😉
    voi vedè che il segreto sta tutto lì? …

    • come diceva Platone il senso della vita è creare la vita… nel connubio/scontro genitori figli, c'è tutta l'evoluzione e il progredire dell'esistenza… nel trasferire ad un figlio i valori, la forza, i sentimenti che dovranno sorreggerlo in questo mondo, c'è un'impresa titanica che sbaglio dopo sbaglio, se fatto con amore… darà luce ad una vita intera!!!

  • l'antitesi tra l'ordine e il caos la si ritrova dappertutto,potremmo dire lo stesso in un rapporto di coppia,ma in effetti qui si parla di qualcosa che va al di là.l'amore genitori figli, come dice il commento sopra sono il "binario" su cui si estende l'intera esistenza!

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