Prometheo: disco d’esordio e progressive mitologico

Il 15 ottobre è uscito il disco d’esordio della band progressive rock barese Prometheo, ispirato dalla musica dei concept album, dai tempi composti, dalla mitologia greca e dai suoni vintage degli anni '70 e '80

Italians do it better. La frase è abusata, senza dubbio. Ma per quanto riguarda il progressive, signore e signori, assolutamente no.
Una tradizione consolidata fin dagli anni ’70, in cui Area, P.F.M., Banco, Le Orme e Osanna sfornavano a ripetizione un capolavoro dopo l’altro, pareggiando, e spesso superando in qualità i colleghi d’Albione.
Ecco; accidenti, gli Osanna! Questa è la frase che mi è venuta in mente ascoltando lo splendido esordio dei baresi Prometheo, dal titolo “D’un fuoco rapito, d’un giovane uomo,  d’un amore insensato” (Falena Record), prodotto con il sostegno di Puglia Sounds Record (REGIONEPUGLIA–FSC 2014/202).

In puro stile deus ex machina, un doppelganger di Lino Vairetti è sceso dall’Olimpo dei grandi a dare ispirazione a questi ragazzi. Sarà il titolo (che ricorda un po’ De Andrè, un po’ Guccini, un po’ le prime pagine degli antichi libri, in cui si riassumeva il contenuto), sarà il tema, che riprende il celebre mito del titano ribelle Prometeo, sarà il profondo amore che ho per il genere; ma confesso che ero già premunito in positivo, prima di ascoltare questo lavoro; e non sono stato deluso.

La storia del concept la conosciamo un po’ tutti (e quanto è meravigliosamente cliché il fatto di ispirarsi ai miti greci?): dopo la guerra dei Titani, Prometeo ruba la fiamma dalla fucina di Efesto, e fa all’umanità un dono fondamentale per il suo sviluppo e la sua prosperità, scatenando l’ira degli dei e la conseguente, orribile, punizione.

Dal punto di vista analitico ed oggettivo, cosa aspettarsi da un disco di questo tipo? Esattamente tutto quello che c’è nel calderone alchemico del progressive: eccellente tecnica strumentale, variazioni di atmosfere e tempi, testi poetici, altisonanti e forbiti, barocchi quanto basta.
Quindi, a ben vedere, nulla di nuovo, o miracolosamente innovativo. Ma tutto molto bello, questo sì. Ne consegue, allora, che non farà cambiare idea a chi non ha mai apprezzato il genere. Per tutti gli altri, tornare nel passato sarà una meravigliosa boccata d’ossigeno; in fondo, gli anni ’70 non sono mai stati così vicini.

Federico Ciampi

Tracklist:

1) Prothós
2) Il ratto del fuoco
3) Fuga
4) Canto I
5) Una prigione d’aria
6) La guerra dei titani
7) Quel che vide la rupe
8) Canto II
9) Il segreto
19) Escathos

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2 Comments

  • band che dovrà maturare ma che ha eccellenti doti. hanno un sound tipicamente progressive ITALIANO, e questo mi piace ..
    interessantissimo il concept.
    sempre grande Ciampi !!!

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