Porno Mao

Una pornostar giapponese PRO i "diritti" dei cinesi

Di gente che si batte contro il regime cinese per rivendicare diritti civili e libertà primarie ce n’è molta, ma di quelli che veramente sono riusciti ad ottenere una notorietà ed una credibilità ce ne sono pochi. Una di queste è la quasi trentenne Sora Aoi.

No, non è la nuova Gandhi, e  nemmeno una novella Che Guevara, ma un’astutissima pornostar molto brava nelle pratiche orali e nelle relazioni via internet.

Nei fatti, due tette sode stanno avendo la meglio su migliaia di lotte politiche condotte finora, e stanno mettendo in discussione molte restrizioni di uno dei regimi più potenti della terra: quello cinese.

Possiamo capire  quale sia la forza di questo fenomeno solo se ci caliamo per un attimo nelle strette maglie che tengono insieme l’informazione in questo paese, contraddittorio e in marcia verso il capitalismo.

E visto che viviamo in un semi-regime mediatico, non ci riuscirà particolarmente difficile immedesimarci.

 

Sora Aoia (e non fate subito battutine, non è un soprannome in romanesco), è una signora che è più digitata di Mao Tze Dong su Google. Certo, per noi è normale che un uomo di sana e robusta costituzione vada su internet alla ricerca di una morettina che nel 2003 si è fregiata del titolo “Best Breasts” (tette migliori) all’AV Grand Prix, piuttosto che di un signore cicciottello e ottuso per di più abbastanza morto. Ma in Cina non è proprio così normale. Primo perché la pornografia è illegale, soprattutto via web (tanto da costringere Google ad eliminare dalle proprio pagine di ricerca ogni riferimento alla pornografia e simili). Secondo perché Sora è giapponese. Due aspetti da non sottovalutare, soprattutto il secondo, ci basti ricordare che non corre proprio buon sangue tra i due popoli da appena qualche secolo.

Quindi, se una ragazzina dal viso acqua e sapone che pubblicando banalità sul suo Twitter riesce ad avere migliaia di apprezzamenti e fans impazziti che rischiano pesanti sanzioni per l’uso di un software che permette di eludere la “grande muraglia di fuoco” cibernetica cinese, questo sta ad indicare che il porno nello stretto regime potrà aprire qualche varco e magari portare qualche novità.

In un paese dove di sicuro si devono ancora perseguire alcune libertà molto più importanti, questo potrebbe apparire come un qualcosa di veramente diverso e sconvolgente.

Insomma, che la voglia di libertà (o di omologazione allo stile capitalista, dipende dai punti di vista) possa passare anche attraverso la pornografia, non può che sorprenderci ed incuriosirci.

Certo, che sia fatto per soldi dalla cara Sora Aoi a pochi importa; nonostante molte iniziative promosse dalla pornostar siano delle palesi ruffianate per accaparrarsi un pubblico immenso e una montagna di quattrini. Come quando ha cercato di raccogliere fondi per il terremoto del 2010 che ha colpito la provincia di Qingha, oppure quando ha deciso di imparare il cinese per twittare meglio con i propri fans.

Ma a questo punto, poco importa davvero.

Marco Caponera

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