“Non ti divertire troppo”: omaggio ad un ‘genere’ di musicisti

Il libro sull’alternative rock di 80s e 90s...

Dopo la morte di Kurt Cobain, il ‘Grunge’ senza il suo profeta dovette soccombere all’avvento del ‘Brit Pop’, mentre il ‘Rap’ da li a poco avrebbe conquistato Mtv! Così, la musica indie, dopo una vampata travolgente e devastante, cadde nelle retrovie, mentre il mondo mainstream ormai usava la parola ‘alternative’ prima e dopo i pasti! Quanto tempo fa la parola indie ha perso infatti il suo significato? Non lo ricordiamo ormai, però sappiamo quando anche la parola “alternativo”, ad oggi, ha perso anch’essa il suo, sparendo dalle bocche della gente, dalle penne dei giornalisti.

 

Passati 20 anni, è uscito “Non ti divertire troppo” impreziosito dalla copertina di Zerocalcare ispirata da un concerto dei Fugazi. Un libro sui ricordi, prodotto da un’etichetta discografica indipendente, la Flying Kid Records e presentatoci dalla CutPress, un volume «sulla bellezza dell’adolescenza, sul come si stava bene, ma è anche il racconto di un genere e di quello che ci ha lasciato, un omaggio sentito a una generazione di musicisti». Ecco che tutti gli appassionati di un genere, addetti ai lavori o no, hanno dato un loro personale contributo artistico ad un trend stilistico ormai irripetibile, anche perché tutti concordano sul fatto che il termine “indie” oggi indichi un’altra categoria, «qualcosa di fatuo, piatto come  una  moneta da un eurocent passata sotto un rullo compressore, sostanzialmente vacuo e nemmeno troppo gradevole». 

 

Non ti divertire troppo” non parla di “indie” (quasi tutti i gruppi qui citati hanno avuto un contratto major) non racconta la storia di questi gruppi, racconta storie collegate, collegabili, a volte del tutto collaterali ai gruppi che danno il titolo ai racconti.

La scelta dei gruppi presenti è stata lasciata al caso, o meglio al “gusto e alla passione” di chi ci ha scritto. Non c’è stato nessun discrimine, a parte il periodo storico, gli anni ’80 e ’90 e il luogo, gli U.S.A. Le eventuali esclusioni riguardano lo spazio previsto, “Non ti divertire troppo” non è un’enciclopedia, è una serie di racconti. L’alternative americano è un contenitore enorme di sotto generi, dall’hardcore al college rock, al post hardcore e le sue ramificazioni, lo slow core, il post rock, l’emo, qui c’è dentro tutto, senza distinzione, faceva tutto parte di un qualcosa che per un certo momento è stato un unicum, seppur con derive e radici profondamente diverse, mescolanza di istinti, evoluzioni di sensibilità.

Raccontarsi può essere semplice, oppure no… raccontando il proprio gruppo preferito, la propria esperienza con la musica, quasi sempre un momento di formazione e crescita, ogni nuova canzone che ascoltiamo è un tassello in più di un puzzle che abbiamo cominciato a completare, chi più e chi meno, tempo fa. Questa è l’esperienza di questo libro.. che racconta tutto questo, gruppi persi, generi a volte dimenticati, che però hanno cambiato un sacco di vite.

 

> Il libro si compra qui

 

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