Nick Limongi: intervista…

"Tentacoli" è il primo Ep del giovane rocker dalla forte matrice rock-grunge

Il rocker calabro-lucano classe 1990 esordisce con un Ep che abbraccia il rock nelle sue tante sfumature, dal Seattle sound di Nirvana, Alice in Chains e soci al nu metal dei primi ’00 senza farsi mancare innesti elettronici

 

Ciao Nick e benvenuto ad Ukizero. Ci racconti qual è il “viaggio” artistico che ti ha condotto alla realizzazione di “Tentacoli”? 

Ciao a tutti! Ciò che mi ha spinto a pubblicare questo Ep è senz’altro la passione per la musica rock unita alla necessità di esprimere e descrivere quel che mi circonda. Il suo risultato è appunto “Tentacoli”.

 

Come per tutte le prime opere in ciascun ambito, immagino che anche tu sia particolarmente orgoglioso di e affezionato a questo tuo primo lavoro in studio. Come è stata l’esperienza di registrazione? 

Sì, devo dire che mi sento molto legato a questo Ep; rappresenta la mia prima sortita nel panorama musicale alternativo, un evento non da poco.. Le registrazioni di “Tentacoli”, oltre che inevitabilmente impegnative, sono state davvero molto interessanti, creative e divertenti e ciò è dovuto anche alle persone che hanno contribuito a realizzarlo.

 

Hai appena anticipato la mia prossima domanda. Chi sono queste persone presenti non solo nelle vesti di musicisti ma anche di preziosi “aiutanti” in studio, nomi come Valter Sacripanti (Nek e Simone Cristicchi) e Elvys Damiano (Kerosene). Come è nata questa collaborazione? 

Ero a Roma per effettuare un corso di produzione musicale quando mi sono trovato come insegnante Valter Sacripanti (che ha già lavorato con Nek e attualmente batterista di Simone Cristicchi) e da lì ha preso vita questo progetto musicale che mi ha portato a conoscere anche Elvis Damiano dei Kerosene. Abbiamo capito sin subito di avere gusti simili e il gioco era fatto.

 

Rispetto a non molti anni fa la musica in Italia, così come all’estero, deve fare i conti con un sempre maggiore intasamento di artisti. Tu quali ostacoli hai incontrato nel voler pubblicare un disco nel nostro Paese? 

In Italia la cultura musicale non è avanzata come in altri paesi, soprattutto in ambito underground. Ciò comporta delle inevitabili e iniziali difficoltà nel trovare un proprio pubblico che possa apprezzare la tua musica. Ma io sono fiducioso.

 

Parliamo dell’Ep: quali sono i Tentacoli a cui ti riferisci? Perché la scelta di questo titolo?

Con questo termine ho voluto spiegare e rappresentare gli ostacoli e tutto ciò che ci trattiene nel conseguire il nostro obiettivo. Tentacoli vuole inoltre provare a raccontare la nostra attuale socetà, bloccata dalle logiche incomprensibili della globalizzazione che tende ad ingoiarci e ad annullare la nostra identità per poterci controllare meglio ed essere facili prede dei loro piani.

 

Seppur ancora giovane, sei un adulto in grado di analizzare lucidamente la realtà che ti circonda: in quale direzione stanno andando la musica e i suoi ascoltatori secondo te?

La musica sta andando a mio parere verso un panorama sempre più dark, che sia elettronica o musica rock, forse dovuto ai tempi che stiamo attraversando. Oggi l’ascoltatore ha a disposizione in qualsiasi momento una quantità enorme di materiale è questo fa sì che, da un lato, egli possa conoscere molte novità ma dall’altro anche una svalutazione del prodotto poiché di facile ed estremamente conveniente reperibilità.

 

Con quali band sei cresciuto? Quanto sono stati importanti, nel tuo processo di formazione artistica, gli anni ’90 che tanto stanno tornando in auge recentemente?

Sono cresciuto con i Nirvana e tutte le altre band che hanno contribuito al grunge sound di Seattle. Mi hanno influenzato e colpito per la loro spontaneità e verità nel mettere in musica cose “sentite” e per averne fatto un proprio stile di vita. Forse è per questo che ultimamente sono ritornate ad essere ascoltate massicciamente, la musica di oggi manca dell’elemento principale, la sincerità.

 

L’Ep suona prettamente anglo-americano ma parla italiano. Spiegaci il perché di questa scelta coraggiosa e controcorrente.

Perchè è possibile fare del buon rock anche cantando italiano; e poi non trovo sia una cosa lineare il fatto di essere italiano, vivere in Italia e cantare in lingua inglese solo per attirare maggior pubblico.

 

Cosa puoi dirci della tua terra, la Basilicata? Quanto influisce essa sul tuo processo di composizione?

Contribuisce molto essendo una terra che non offre molte opportunità. Allo stesso tempo però questa sua carenza ti dà modo di riflettere su come potrebbe essere un paese migliore, magari sfruttando e dando più valore a tutto quel che ci circonda.

 

Qual è la sua situazione musicale underground? Ci sono band e locali interessanti da seguire?

La scena underground è molto viva ed in continua crescita, con la presenza di numerose realtà davvero interessanti. Purtroppo è poco pubblicizata e di conseguenza poco conosciuta; vorrei ci fossero più locali, sarebbe il giusto modo di far crescere questa scena.

 

Parlaci della tua attrezzatura: cosa hai utilizzato in studio per registrare i tre brani che compongono l’Ep?

Per le mie chitarre ho usato degli ampli valvolari che conferissero maggiore calore e colore al sound; poi i vari pedalini per l’effettistica, che non sto qui ad elencare, hanno contribuito a dare più profondità alle canzoni.

 

Come hai intenzione di strutturare i live promozionali dell’Ep? Li integrerai con brani cover? Chi ti accompagnerà sul palco?

Dal momento che l’Ep consta di soli tre brani sono costretto ad aggiungere alcune cover alla mia scaletta. Naturalmente saranno brani appartenenti al mio panorama musicale. Chi mi accompagnerà sul palco invece è ancora tutto da decidere ma sono molto eccitato e non vedo l’ora di partire con i live.

 

Ci daresti qualche anticipazione sul futuro? A quando il primo disco di Nick Limongi?

Vorrei senz’altro proseguire con questo mio ” viaggio” musicale, credo molto in questo Ep. Per quanto riguarda il Cd è ancora presto per parlarne ma sto già lavorando a brani inediti da inserire nel disco. Spero non ci voglia molto tempo ma per ora voglio concentrarmi su Tentacoli.

 

– Grazie per questa intervista! Prima di salutarci puoi dirci come trovarti nel web?

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