L’oppio dei popoli e il raccapriccio col pulsante

L'indignazione a comando dei frustrati... ignoranti!

Quegli imbecilli analfabeti che guardano le partite di calcio della Nazionale, che non sarebbe un problema, se non fossero gli stessi che credono ancora che la Bocconi salverà l’Italia, abboccando all’amo del debito pubblico o delle tasse che se le paghiamo tutti il debito del Paese sarà risanato.

 

Si definiscono sportivi, in realtà sono spesso dei grassocci ominidi fuori forma che amano incitare, grugnire e urlare come invasati davanti allo spettacolo di ventidue energumeni in mutande che corrono dietro ad un pallone, ma restando comodamente stravaccati su un divano. Diciamo che di sportivo hanno ben poco, in compenso però, sanno tutto di moduli, difesa, attacco, fuori gioco, sanno chi e come dovrebbe essere schierato in campo, chi merita un cartellino giallo o l’espulsione, conoscono la vita intima degli arbitri, e con chi vanno a letto le loro mogli. Vanno in trasferta, giocano in casa, esultano e soffrono. Sono quelli che se ne impippano di chi guida il governo, che dicono di non essere interessati alla politica, quelli che li vedi discutere animatamente in gruppetti con la Gazzetta dello Sport in mano, manco si trattasse di decidere le sorti del Paese, quelli che a casa comandano come il due di bastoni quando regna denari, che sono sottopagati, sottoccupati, sfruttati, frustrati, ma che allo stadio si esaltano e per un’ora e mezza si sentono veri uomini, con le palle, col rischio pure di confonderle con quella che ruzzola sul campo. Quelli che toglieteci pure la sovranità nazionale, ma non vi azzardate a toccarci le partite che scoppia la rivoluzione.

A me, sinceramente, di vedere ‘sti deficienti che si pigliano a calci per 90 minuti, che si dicono parolacce con la mano davanti alla bocca per non farsi vedere, che s’ammucchiano nell’esultanza per un pallone che entra dentro quella che sembra una rete da pesca, sinceramente non me frega un beneamato ciufolo. Però… però ho un grave difetto: ho un forte spirito nazionalistico che si estrinseca sotto varie forme, anche nel rimbecillirmi ed esultare come una forsennata davanti ad una vittoria della Nazionale di calcio in una sfida come gli Europei o i Mondiali.

Ebbene sì, confesso di far parte di quella plebaglia che è uscita con il tricolore che sventolava fuori dal finestrino dell’auto dopo la vittoria ai Mondiali nel 2006, una di quei cretini che il giorno dopo non parlavano, ma ragliavano come somari afoni, una che non è andata al Circo Massimo per i festeggiamenti solo perché soffro di claustrofobia, ma che si è sorbita tutta la festa trasmessa in tivvù.

Oggi, giugno 2012, Europei di calcio in Polonia e Ucraina.

Massacro di cani nella “civile” Ucraina per ripulire le città e renderle presentabili in vista del grande circo. Urla tra il disperato e l’isterico su tutti i social network, lacrime che bagnano tastiere e monitor, appelli di ogni genere a boicottare la manifestazione, immagini cruente e raccapriccianti di animali indifesi barbaramente uccisi. Mobilitazione di associazioni di animalisti, vegetariani, vegani, di gente di tutti i tipi, molti dei quali soffrono le pene dell’inferno a vedere tali atrocità ma non si sognano nemmeno lontanamente di adottare qualche cagnetto abbandonato, perché non hanno spazio, non hanno soldi, perché c’ho un’unghia incarnita, la nonna sta male, Dio è morto e nemmeno io mi sento tanto bene. A parte qualche encomiabile eccezione il festival dell’ipocrisia che va in scena.

Lo so, li sento gli improperi, gli insulti, gli auspici di disgrazie a me e alla mia famiglia fino alla quarta generazione che mi stanno arrivando da ogni parte, da tutti quegli amici di Facebook che mi staranno bloccando e togliendo l’amicizia. Molti di questi avranno magari esultato davanti alla vittoria della Ferrari a Valencia, molti  praticheranno il golf o il tennis, altri forse apprezzano la boxe, altri ancora tifano per la pallavolo o la pallacanestro, oppure non si perderanno i Giochi Olimpici di Londra. Ma molti hanno in odio proprio il calcio: un gioco plebeo, da analfabeti, niente affatto da persone colte, civili, un gioco troppo popolare, ecchecazzo! E poi tutti i soldi vergognosi che guadagnano ‘sti idioti con tanti muscoli e poco cervello! E pensare che molti dei denigratori non hanno muscoli nemmeno nel cervello, che molti credono ancora che la Bocconi salverà l’Italia, abboccando all’amo del debito pubblico generato anche dai soldi dati ai calciatori, tra l’altro, o delle tasse che se le paghiamo tutti il debito del Paese sarà risanato.

Massacri barbari e odiosi a parte, in tanti, soprattutto tra coloro che vogliono rifondare l’Italia fondando movimenti pseudo politici, si stanno indignando perché secondo loro il popolo bue riesce ad appicciarsi il fuoco al culo solo in occasione di partite di calcio internazionali, perché questo non è un Paese, ma un ovile pieno di capre che sa ragionare solo di palle. E poi c’è  il problema degli esodati, della BCE, della Siria e della Nato, delle scie chimiche e del Nuovo Ordine Mondiale dello spread, dei Bund e dei Btp…… e noi, idioti, incolti e incivili, lì a soffrire e gioire per una partita di calcio!

Beh, io non credo affatto l’Italia sia abitata da pecore, almeno non solo, credo che urlare fino a perdere la voce per una competizione sportiva internazionale in cui si esprime una delle molteplici abilità italiane, mostrando un po’ di sano orgoglio Patrio, sia, se non doveroso, almeno auspicabile. Abbiamo davvero pochi o nulli motivi di orgoglio, in questo Paese vessato, piegato e piagato da tutte le parti e in ogni modo e, se una partita di calcio riesce a farci dimenticare, nello spazio di due ore, le tristezze, le brutture e il  fatto che si cammina tutti sull’orlo di un baratro, ma chissenefrega e benvenga!

E poi vorrei dire due cosine, ai colti indignati che si disperano, giustamente, per il massacro dei cani randagi in Ucraina: i cani vengono uccisi e massacrati ogni giorno, nei paesi islamici perché ritenuti animali impuri, nella civilissima Cina vengono mangiati (mangiati!) feti umani abortiti, o meglio, fatti abortire a forza alle donne anche al nono mese di gravidanza, per regolamentazione demografica; sempre in Cina, vengono ammazzati a bastonate gatti e cani randagi per poi essere mangiati, o vengono mantenuti in vita dentro gabbie così anguste da renderli pazzi e poi scuoiati vivi per farne pellicce o capi in pelle… non mi piace l’indignazione a comando, il raccapriccio col pulsante.

Ora aspetto giovedì, quando mi sgolerò per incitare la Nazionale di calcio, perché vinca questi campionati europei. FORZA AZZURRI!!!

Stefania Giacarelli

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