L’interpretazione dei sogni [ 4 ]

"L’interpretazione dei Sogni" è da ritenere una delle pietre angolari della scienza psicoanalitica: noi di Uki siamo essenzialmente junghiani, ma fu certamente Sigmund Freud a definire l’analisi del sogno come la via regia verso l’inconscio. Un compendio sulla realtà dei sogni, che volge ad una migliore comprensione del mondo onirico e di sé stessi. Continuando ad analizzare il rapporto sogno/veglia e la memoria, abbiamo capito che il sogno è un’espressione di noi, di una nostra parte, come se fosse un pensiero, ma che si manifesta con modalità del tutto originali

In seguito alle scoperte freudiane C.G. Jung dimostrò che il sogno non poteva essere solo un «appagamento camuffato di un desiderio nascosto» ma era qualcosa di più complesso: i sogni erano indipendenti sia dalla nostra volontà sia dalla nostra coscienza, gli oggetti e le persone di un sogno non sono sempre investiti di un desiderio – sessuale o non – mancato. Ne consegue la rilevanza degli strati più profondi e i sedimenti depositati nel tempo: un tempo che per Freud si limitava alla sfera individuale, mentre per Jung abbraccia la storia dell’umanità (“Inconscio Collettivo”).
Oltremodo, dal momento che la realtà è solo un artificio dell’Io, ogni essere umano imposta la sua vita sul significato che lui e solo lui da ad uno specifico fatto o evento: fa o non fa una cosa, solo sulla base di quella realtà a cui vuol dare credito, per poi scoprire che era una cosa falsa, ipotetica oppure vera. Ecco che dall’Inconscio Collettivo, dove risiedono gli Archetipi che predispongono i sogni, il “significato” si converte nella soggettività e nell’esistenzialità di ognuno di noi.
In aggiunta, la coscienza è comune sia alla veglia sia al sogno: entrambi sono “stati di coscienza”, se non fosse che i sogni sono più sottili. Dobbiamo tenere a mente che la neurobiologia e la fisica quantistica dimostrano che il cervello non fa distinzione tra ciò che immaginiamo e ciò che è l’osservazione concreta della realtà. Dunque qual è e cos’è la vera realtà? Qual è la distinzione tra veglia e sogno? In entrambe si verifica un collasso di onde di possibilità – del cervello e della mente – e una separazione tra soggetto e oggetto. La vocazione della nostra natura, di chi siamo veramente, è sovente espressa da una “voce interiore” (“Daimon”) che giace nell’inconscio più profondo: esso ci conosce bene; rimanendo in suo ascolto sarà la ‘sua’ voce a sussurrarci la terapia del benessere per l’esistenza!

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Ora è giunto il momento di indagare le possibili fonti e gli stimoli del sogno, e da questo capiremo come non sia fattibile il paragonare il sogno ad un pensiero, date le variabili che si pongono.
Tendenzialmente il sogno viene considerato come una perturbazione del sonno, cioè il sogno si presenterebbe quando c’è un elemento disturbatore ed esso sarebbe il modo di reagire a questa perturbazione. Questi stimoli, questi elementi perturbanti possono essere interni o esterni, fisico-fisiologici o psichici.

Stimoli sensoriali esterni

Riflettiamo innanzitutto sugli stimoli sensoriali esterni, che non dipendono da noi.
Riflettiamo su un fatto: quando vogliamo addormentarci, siamo abituati a chiudere gli occhi, ad attenuare via via anche gli altri sensi, di modo che gli stimoli esterni non possano influire su di noi.
Tuttavia avete notato che se ci sono degli stimoli molto forti, come un rumore eccessivo o un luce abbagliante magari, siamo portati a svegliarci? Questo magari ci indica che, anche nel sonno, la nostra psiche rimane comunque in contatto col mondo extracorporeo. Può capitare quindi che uno stimolo esterno coincida con uno stimolo che avvertivamo nel sogno, o che il sogno aveva modificato dandogli una parvenza diversa, come quando c’è un allarme che suona e nel sogno vediamo un’ambulanza.
Quando accade ciò, possiamo dire che lo stimolo esterno funge da fonte del sogno. Per esempio c’è chi ha sognato di essere caduto da un palazzo, per poi scoprire al risveglio che il letto si era sfasciato e di essere veramente caduto.

Da questo possiamo quindi pensare che il sogno tende a trasformare le impressioni provenienti dal mondo dei sensi presentandocele amplificate. Ma quindi forse c’è una rapporto tra lo stimolo sensoriale e la forma di esso che il sogno ci presenta? Altrimenti perché lo avrebbe cambiato? Perché il letto diventa un palazzo? C’è qualcosa dietro! Certo vedremo che lo stimolo sensoriale ha un valore limitato e che di stimoli ce ne sono ben altri.

Stimoli sensoriali interni

Il valore limitato degli stimoli sensoriali esterni come fonti del sogno è dato dal fatto che non è che non spiega il sogno, ma è solo una possibilità e non riesce a spiegare tutte le immagini che il sogno ci presenta.

Parliamo quindi degli stimoli sensoriali interni, cioè quelle percezioni sensoriali di luci, suoni, ecc.. che conosciamo bene quando siamo svegli.
Si spiegano molto semplicemente questi stimoli come fonte del sogno: essi fanno parte della nostra esperienza e quindi della nostra memoria. Come abbiamo già detto, il sogno non si fa problemi ad utilizzare elementi appartenenti alla nostra memoria per comporre il dramma psichico.
Suscitano il sogno, quindi sono fonti del sogno, perché semplicemente lasciano su di noi un’impressione forte.

Stimolo corporeo interno

Parliamo in questo caso di stimoli sensoriali non provenienti dall’esterno e che abbiamo fatto, o meno, nostri. Parliamo qui dello stimolo direttamente legato ai nostri organi interni.

Nessuno di noi fa caso ai suoi organi interni in caso di buona salute. Tutto funziona come deve, quindi non ci prestiamo attenzione. Nel caso però di malattia o eccitamento i nostri organi interni suscitano in noi delle sensazioni.
Queste sensazioni legate al malessere, per esempio, possono essere fonte del sogno. È quello che avviene negli ammalati di cuore che fanno, frequentemente, sogni angosciosi.

Detto questo però facciamo un ragionamento: se i miei organi sono in buona salute, durante il sogno la mia psiche, perdendo anche se non del tutto il legame con l’esterno avrà maggiori possibilità di concentrarsi su di essi. Quindi anche un organo sano può fornire lo stimolo per un sogno, o no?
Magari il senso di fame che ci comunica il nostro stomaco, nel sogno può assumere particolari sfumature. Non è ammalato, il mio stomaco, ma mi ha comunicato una sensazione alla quale la mia psiche ha fatto particolare attenzione.

Se guardiamo al corpo più in generale, sogni come la sensazione di cadere o di essere nudi sono legati alla semplice caduta di un arto o all’essere scoperti per aver perso il lenzuolo. Ma anche qui siamo di fronte ad un gruppo di casi, quindi siamo in grado di produrre una spiegazione specifica, e non generale.

Fonti di stimolo psichiche

Notiamo come spesso si sogni ciò che ci ha interessato da svegli. O no? Questa spiegazione rientra nel rapporto sogno-veglia che abbiamo indagato già. Se unissimo questa spiegazione agli altri stimoli/fonti, saremmo in grado di coprire tutti i sogni? Sarebbe una spiegazione pienamente soddisfacente e in grado di spiegare tutto?
Secondo il dott. Freud no, non basta. Bisogna indagare più a fondo per capire il sogno cosa nasconde. Continuate a scoprirlo con noi!

Pian piano ci stiamo avvicinando alla spiegazione che ha reso “L’interpretazione dei sogni” un testo tanto rivoluzionario e che ci ha costretti a fare i conti con una parte di noi che ancora non conoscevamo.

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Roberto Morra

> L’Interpretazione dei sogni – PART 1 <
> L’Interpretazione dei sogni – PART 2 <
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