L’arte della fantascienza

Nuove domande sulla Vita vengono dalla sinergia tra arte, tecnologia fantascientifica e religione. La mediazione tra finzione e realtà diventa opera d'arte

Fantascienza e arte sembrano avere oggi un rapporto simbiotico influenzato dalle nuove tecnologie. Se aggiungiamo la religione a tutto questo un artista può mettere in contatto la fantascienza con l’arte per interrogarsi sul problematico rapporto fra scienza e religione. Blasfemia? O le scoperte scientifiche sono forse un modo per sfidare ancora Dio?

 

Fantascienza e arte. C’è un rapporto tra queste due?  Ci sono forme d’arte fantascientifiche e una fantascienza artistica? Possono essere considerate forme d’arte fantascientifiche tutte quelle che nascono quando prendono in considerazione il rapporto tra arte e nuove tecnologie. Molte di queste infatti hanno un non so che di fantascientifico, più che altro perché sono talmente nuove che ancora dobbiamo imparare a conoscerle. Le nuove tecnologie fanno sì parte della nostra quotidianeità, ma alcune sono così avanti che ci sentiamo davvero piccoli e arretrati al loro confronto! Una fantascienza che sia artistica non è ancora stata inventata, che io sappia, o comunque non mi sovvengono validi esempi al momento.

Per fantascienza si intende un genere, letterario e televisivo/cinematografico innanzitutto, che presenta l’impatto possibile di una scienza e/o tecnologia sulla società umana e sull’individuo. Così infatti si esprime anche Wikipedia. La fantascienza deve sempre presentare un certo grado di plausibilità, ecco in cosa si distingue dal genere, pure fortunato, del fantasy. Parliamo di possibilità e plausibilità in quanto la fantascienza affronta sempre tematiche e problematiche che l’uomo potrebbe trovarsi a dover affrontare in un futuro più o meno prossimo. Sempre strettamente legato al tema della fantascienza è lo spazio, sarà per il fascino che questo universo infinito ha sull’uomo o per le domande che fa nascere spontanee, fatto sta che quando si parla di fantascienza la metà delle volte si fa riferimento anche allo spazio.

Sì ma l’arte? In tutto questo bellissimo e interessantissimo discorso sulla fantascienza, l’arte che posto occupa? Abbiamo già detto delle nuove tecnologie e abbiamo letto la definizione di fantascienza. Viene da sé quindi che l’arte in alcune sue espressioni può essere anche un po’ fantascientifica, perché l’arte delle nuove tecnologie indaga l’uomo e la sua vita, che si è appunto fatta tecnologica.

L’altro elemento importante che lega l’arte alla fantascienza è quello dello spazio sconfinato. Ecco da dove nasce ad esempio la mostra di Aleksandra Mir chiamata “The space age”, che è proprio una raccolta di opere che l’artista ha creato negli ultimi 15 anni e che riguardano l’esplorazione dello spazio. Queste opere d’arte sono ispirate da eventi storici come ad esempio i lanci spaziali e l’atterraggio sulla Luna e mettono a dialogo due ambiti, a cui l’arte fa da mediatrice, potremmo dire. I due ambiti in questione sono scienza e religione messi a confronto tramite l’arte grazie all’interazione della realtà dei fatti storici e la finzione dell’opera d’arte stessa. Perché l’opera d’arte è considerata finzione? Essa è finzione nel senso che l’artista si rivolge alla fantascienza, che come abbiamo detto ha una connotazione di verosimiglianza, ma non di realtà, per fare delle riflessioni, che quindi sono metaforiche, che riguardano la vita sulla terra.

Ci sono delle domande fondamentali che nascono dalle opere d’arte. Domande che ognuno di noi si può porre nel suo piccolo, ma che vengono spontanee se si affronta il tema dei viaggi spaziali. Queste domande riguardano lo scopo dell’uomo a partire per l’infinità, quanto sia possibile allontanarci senza perdere importanza per le persone, quanto il nostro ego si modifica nel momento in cui perdiamo i riferimenti tangibili, se vale la pena rischiare. A queste si uniscono domande dal peso grandissimo, come: le scoperte scientifiche sono forse un modo per sfidare Dio?

Roberto Morra

 

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