L’amicizia

L’amicizia è un amore di serie b, l’amicizia su Facebook è un insulto all’amicizia

Spesso ci si chiede che cos’è l’amicizia. Questa domanda è frequente perché riguarda tutti, dalla persona più socievole a quella più solitaria. Come accade talvolta, l’etimologia aiuta ad orientarsi. Poiché amicizia e amore hanno la stessa provenienza, allora vuol dire che tra i significati c’è un nerbo comune. Questo punto di congiunzione è l’azione dell’amare, quindi bisogna prima intendersi su questa parola.

Oggi noi abbiamo un concetto d’amare che è immune da egoismo e che è pregno di cristianità.

Potremmo riassumere che questa parola comprende tutte le azioni che si presentano come una specificazione di questa frase: io sono disposto a dare la mia vita per te. E così rientra nell’amare tutto ciò che in potenza arriverebbe a questo estremo sacrificio. Faccio qualche esempio terra terra. L’azione di pagare la cena ad un’altra persona costringe chi lo fa ad uno svantaggio, conferendo un vantaggio a chi non lo fa. Per capire se la stessa azione è classificabile o meno come amare, bisogna capire qual è lo scopo a cui è rivolta. Se lo scopo è altruistico, allora sarà un gesto che ama. Ovvero se dopo anni di matrimonio il marito continua a pagare alla moglie che lavora, allora questo gesto apparterrà all’amare, perché sacrifica l’uno per avvantaggiare l’altro senza altre ragioni. Ma se lo scopo è egoistico, questa stessa azione non potrà considerarsi tale. Cioè non compie un gesto che ama il ragazzo che vuole portarsi a letto la ragazza pagandole la cena.

L’amicizia è un amore di serie b perché il tipo d’amare a cui appartiene è diverso ed è meno intenso da quello cui appartiene l’amore. Assomiglia alla predilezione, alla preferenza, cioè confina con una forma seppur lieve d’egoismo. Questo impedisce che possa considerarsi amare allo stato puro, che è l’azione più nobile e più alta. Per sé non si preferirebbe mai qualcosa che potrebbe costringere ad un eventuale sacrificio estremo, ed è questo impedimento che degrada l’amicizia alla serie b. Intendiamoci, l’elemento d’egoismo che essa contiene non è così dominante da sottrarla alla sfera dell’amare come chi offre la cena solo per sedurre. Nella vera amicizia prevale pur sempre l’altruismo, che l’aspetto egoistico della preferenza riesce solo a mitigare, ma non a cancellare. Nella canzone “Amico”, Renato Zero ne dipinge l’altruismo come un poeta, nonostante qualche punta d’eccesso. Tuttavia il fatto che egoismo ci sia le impedisce d’elevarsi ad amare allo stato puro, mantenendola saldamente a centro classifica in serie b. Questi limiti si riflettono in questo esempio. Ad un amico si può chiedere al massimo la condivisione di un ostacolo, ma non la sopportazione esclusiva come sarebbe disposto a fare solo chi ci ama. Gli si chiede mi aiuti, non fallo al posto mio. Sarebbe troppo, sarebbe sproporzionato, sarebbe oltre i confini dell’amicizia.

La vera amicizia si nutre per lo più per persone dello stesso sesso. Non intendo dire che quella tra maschi e femmine è impossibile, ma che è costantemente sul filo di lana. Tra maschi e femmine c’è sempre l’astratta possibilità che le persone s’incastrino e generino. Quindi c’è sempre il rischio che si promuova il rapporto in una categoria in cui non sarebbe innaturale sacrificare la propria vita per chi è stato determinante per la nascita della cosa più preziosa di un uomo, un figlio. Inoltre, l’amicizia tra maschi e femmine è disturbata dalla continua tensione causata dalla bocciatura sessuale insita in essa. Perché si possa essere amici di una donna è necessario il disinteresse sessuale, e questa bocciatura è una turbativa nell’affiatamento.

Comunque sia, che si nutra tra maschi e femmine o che si nutra tra persone dello stesso sesso, dico questo. L’amicizia è un amore di serie b anche perché con essa non s’investe mai in un futuro chiamato figlio, ma si compie un gesto di previdenza per sé stessi. Cioè quando si sceglie d’instaurare una relazione amichevole ci si cautela dalla solitudine con cui si potrebbero dover affrontare eventuali ostacoli futuri, avvicinandoci a chi riteniamo che rimarrà presente nelle nostre difficoltà. Questa qualità che scorgiamo in altri ci fa preferire chi la possiede, cioè fa diventare questa persona un nostro amico. Allora noi facciamo questo: rispondiamo oggi delle conseguenze degli ostacoli che colpiscono le persone che preferiamo. Si tratta di una solidarietà che non è imposta per legge come il Welfare state, ma che si concretizza per libera scelta di chi la compie. Poiché la solidarietà è a sua volta un’espressione dell’amare, sia pure di serie b perché incapace di completarne il significato, abbiamo chiuso il cerchio: l’amicizia è un amore, ma di serie b.

 

Un’ultima riflessione sul valore dell’amicizia nei nostri giorni. Come abbiamo visto, essa non è fondamentale ma è utile, sia pure nel senso meno egoistico del termine. Fondamentale è l’amore, che ha a che fare con la generazione di nuove vite. Sarebbe sbagliato strutturare la propria vita solo sul pilastro dell’amicizia, perché renderebbe incompleti. Al contrario, non è sbagliato strutturare la propria vita sull’amore. Ma oggi la sua utilità sta riguadagnando tutta la sua massima carica. Con lo smantellamento dei diritti a cui assistiamo, l’agricoltura e l’amicizia, cioè le necessità e un utile cautela per il loro mantenimento, riguadagnano importanza. In questa lettura c’è un aspetto romantico che riempie le nostre vite. Avere la certezza del piatto di pasta garantito trascende in un egoismo gretto e meschino, ben rappresentato dal ragionier Filini o dal geometra Calboni. Non a caso Fantozzi è un prodotto della generazione privilegiata che c’ha messo al mondo, e non a caso in questi anni non ci sarà nessun nuovo Fantozzi. Non avere questa certezza consente che emergano le pulsioni più altruistiche nascoste nel proprio io. Quindi tutto sta nel vedere se queste pulsioni ci sono, cioè capire che tipo di persone siamo. Se non ci saranno, allora regnerà la legge del più forte. Se ci saranno, regnerà la solidarietà, che quando non è imposta per legge ha certamente provenienza cristiana. Notate quanto è importante la solidarietà cristiana. Poiché noi italiani siamo pieni di cristianità anche quando bestemmiamo, possiamo guardare ad un momento di crisi come questo con maggiore ottimismo rispetto ai materialisti. È per questo motivo che si dice che l’italiano si fa secco ma non muore. E che con la Germania vinciamo sempre anche quando siamo sicuri di perdere.

Giuseppe Pastore

 

 

Renato Zero – “Amico”

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12 Comments

  • mi sembra una reale fotografia del sentimento. forse uno di quei sentimenti da cui ripartire per ricostruire il nostro tessuto sociale

  • amicizia come solidarietà utile… forse un po' strumentale come concetto, ma è probabile che antropologicamente parlando sia così

  • sono d'accordo che di questi tempi l'agricoltura e l'amicizia siano una conseguente risposta alla caduta dei diritti… sono certamente un contributo naturalistico alla conservazione della specie

  • sono d'accordo sul fatto che l'amore sia un concetto pregno di cristianità, per noi occidentali, ma ho dubbi sulla provenienza cristiana della solidarietà tout court. la solidarietà preesiste la società, anzi è un'elemento che consente la sua nascita. non credo che la solidarietà sia una valore aggiunto per affrontare la vita rispetto ai materialisti. la solidarietà buddhista ad esempio è molto più sana, oltre al fatto che anche un materialista può essere solidale. insomma, questa associazione è azzardata, soprattutto perché la solidarietà cristiana è forse anche più strumentale del sentimento puro naturalista stesso..

  • sono d'accordo con viki e a parte questo passaggio, le riflessioni del nostro pastore sono interessanti, e molto vere. c'è un filo conduttore tra amore e amicizia, una piccola differenza che crea tutte le relazioni sociali e sentimentali della vita

  • Per Viki. Quando la spinta alla solidarietà non è data dall'utile ma da ragioni amorevoli, credo abbia provenienza cristiana. Ed in questo noi italiani siamo proprio bravi. Cioè, io mi così spiego la nostra capacità di far emergere il meglio di noi stessi nei periodi più duri quando nessuno se l'aspetta.

    • bè, in certi tessuti sociali, in certi ambiti culturali ed educativi certo può essere, poi noi italiani siamo sicuramenti bravi. Però, le "ragioni amorevoli" sono solo di provenienza cristiana? Mmmh… in parte!

  • Articolo ben scritto anche se non mi trova d'accordo. L'amicizia non è un amore di serie B è semplicemente un'altra cosa, un sentimento su cui si può strutturare un'intera esistenza. Nell'amicizia, quando è vera, troviamo una purezza che è sconosciuta all'amore, una nobiltà che è altrettanto sconosciuta. L'amore porta con se elementi di negatività inconfutabili: la gelosia, il possesso, l'esclusività…"L'amore è un demone possente che sta in mezzo agli uomini", Platone mette in bocca a Socrate questa frase, nel Simposio. Leggete il "De amicizia" di Marco Tullio Cicerone, leggete il saggio che Montaigne dedica all'amicizia. e ne saprete di più.

  • bè, credo si sia su due piani diversi, uno prettamente carnale storico, l'altro prettamente speculativo-filosofico. sembrate aver ragione entrambi, eheheheh…
    anche se penso che il "serie b" è da intendersi per la completezza di un amore con figli..

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