La seduzione del Male

Una pittura ieratica e violenta votata a quel dio al quale in questa parte di mondo abbiamo sacrificato tutto. Il suo nome è Desiderio

Saturno Buttò nasce a Portogruaro nel 1957, dopo gli studi a Venezia presso il liceo artistico si iscrive all’Accademia di Belle Arti, diplomandosi al corso di pittura nel 1980. Saturno non lascia mai Bibione, cittadina veneta sul mare, dove vive e lavora.

Dopo alcune esperienze come film, fotografia e varie sperimentazioni legate alla corrente artistica della “body art”, il pittore si concentra su quella che è sempre stata la sua vocazione: la figura. Nel giro di pochissimo tempo il suo interesse si sposta definitivamente, mediante la tecnica del ritratto ad olio, sull’elemento umano, sempre rappresentato con una forte carica realistica.

Uomini, donne e bambini arrivano così ad abitare il suo immaginario mostrandosi quali araldi di una carnalità ultraterrena, calati in una ambientazione neogotica pervasa di erotismo e sacralità. Saturno rivisita in chiave moderna le sue figure trattandole alla stregua delle Sante e dei Martiri della tradizione religiosa occidentale. Così pur non mancando sul corpo degli stessi tatuaggi, piercing e pur collocandoli in situazioni spesso pornografiche, la loro attitudine rimane quella dei soggetti religiosi sottoposti alle sofferenze della Passione.

Abitanti di uno spazio chiuso questi corpi brillano, come nei migliori Rembrandt, di una luce propria. Belli e dannati esibiscono corna, maschere e si offrono ai ceppi e alle flagellazioni dei sensi con ambigua consapevolezza. Velocemente ed in maniera esponenziale negli anni del suo percorso artistico si moltiplicano le situazioni di sottomissione, sofferenza, tortura che ci mostrano vittima e carnefice in un rapporto di necessaria complicità. Il sadomasochismo che spesso viene ritratto diventa così il compimento massimo e a volte, nei risultati migliori, quell’apice di compenetrazione tra soggetto e oggetto che sempre precede le estasi terrene e celesti. Questa pittura ieratica e violenta appare in fine come un enorme preghiera devozionale a quel dio al quale in questa parte di mondo abbiamo sacrificato tutto. Il suo nome è Desiderio.

Piero Maironi

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