La Morte, la Disgrazia e la Peste: il Glifosato e i suoi fratelli

Della serie: non essendoci prove certe sul fatto che fanno male, potete continuare a morirci

Questo testo non è approvato da alcuna ricerca scientifica pagata dalla Monsanto. Leggete attentamente. Non è scientificamente ratificato, non ha valore legale e non dice niente che sia positivo. Dice semmai una verità, valida quanto le altre.
Questo post non vi ucciderà. Abbiate cautela nel leggerlo e non somministrate a bambini sotto i dodici anni.

Se non sei morto, e non stai male, allora va tutto bene: lo dice uno studio della Monsanto e lo potete osservare qui nel sito della stessa Monsanto/Bayer.

È evidente dal sito che, la chimica fa bene al pianeta, agevola i poveri contadini ariani che vedete nelle foto, migliora il pianeta perché vi evita di rovesciare e arare il terreno, caccia fuori la cattiva CO2 . Vi evita brutti batteri cattivi che rovinano le piante OGM che avete appena comprato, e sopratutto le erbacce che invadono il cemento che avete appena steso, rovinandovi le calosce nuove di plastica. Ecco!

Ora, dopo la fusione tra Monsanto e Bayer è venuta fuori una “presunta” correlazione tra Glifosato e il tumore linfoma di Hodkin; fatto esploso col caso Monsanto versus Dawyne Jonhson.
Dopo la causa vinta in primo grado (in California) per 289 milioni di dollari da un giardiniere (di colore per di più): oggi sono 11,000 le cause intentate contro la Compagnia.
Il danno è pari ad una perdita netta del valore della Bayer di circa 11 miliardi di Dollari (con 4,5 miliardi di euro di accantonamento per le cause o gli avvocati). Notate che in tutto questo la Bayer ha comunque staccato dividendi per 600/700 milioni di euro circa, il che vi da forse l’inconcepibile dimensione della Compagnia. (considerate che 7 miliardi costa la TAV nella peggiore delle ipotesi).
«Dio è morto, Marx è morto, neanche io mi sento tanto bene» – E. Ionesco.

Salvo non rimaniate soffocati dalle pilloline o affogare nel liquido tossico non c’è modo di dimostrare che il glifosato è dannoso.

Ci stanno provando in tanti; tuttavia per ora i dati portano alla conclusione che non è dimostrabile (con certezza assoluta) una concatenazione diretta tra inserire in una zona di terreno il glifosato e morirne per causa diretta. Magari nel senso che nessuno l’ha ingerito ‘motu proprio’, per vedere volontariamente se e come causa il cancro.
È altamente volatile, rimane in superficie, si disgrega, cioè si disperde molto rapidamente (questo è il fulcro), quindi si sparge anche dove non dovrebbe, tipo in superficie, nell’acqua, nelle fogne, nei fiumi, nelle scuole… addirittura se ne va a spasso con le nuvole, è davvero cattivello! Per questo non vi fa male, “va in giro”, questo dice la Monsanto.

Va talmente in giro che alcuni studi non autorizzati da Monsanto rilevano le seguenti tracce di glifosato nella Birra ad esempio. Tenete conto che il glifosato è ammesso in Europa per 25ppb, eppure abbiamo: Tsingtao: 49,7; Coors Light: 31,1; Miller Lite: 29,8; Budweiser: 27.0; Corona Extra: 25,1; Heineken: 20,9; Guinness: 20,3; Stella Artois: 18,7; Ace Perry Hard Cider: 14,5; Sierra Nevada Pale Ale: 11,8; New Belgium Fat Tire Amber Ale: 11.2; Sam Adams New England IPA: 11.0; Stella Artois Cidre: 9.1; Lager organic di Samuel Smith: 5,7 ppb. Anche in una Organic ne hanno rilevato tracce.

Qui invece la causa tra Associazioni di Produttori di grano e Associazione Consumo pugliese e i dati rilevati dalla Granosalus: con due ricorsi a favore dell’associazione pugliese, sia dal Tar di Trani che da quello di Roma (fonte granosalus). L’analisi voluta dall’associazione di agricoltori e consumatori pugliesi aveva verificato la: «copresenza di Don, Glifosate e Cadmio negli spaghetti Barilla, Voiello, De Cecco, Divella, Garofalo, La Molisana, Coop e Granarolo 100% Puglia… e rivela un’attività di miscelazione tra grani esteri e grani nazionali vietata dai regolamenti comunitari».

Monsanto dice che il glisofato è cancerogeno quanto una bistecca bruciata o qualsiasi OGM che vi state già mangiando, da decenni. È dannoso quanto la Coca Cola (che è sempre prodotta con il mais Monsanto) quindi non rompete i gabbasisi!  Insomma “non fa più male del Male a cui siete abituati”. È molto meno tossico, di suo padre il Napalm, “Guardate i Vietnamiti” esistono ancora? Hanno vinto la guerra contro gli americani, e ora vi lamentate pure, sono vivi, giusto? Quindi nemmeno il Napalm faceva poi cosi male.

Ma allora perché se non fa poi tanto male, persone come me pensano che sia il “male”?
C’è un precedente tra lo Stato italiano e la Monsanto. Come sappiamo lo Stato italiano è “comunista” (ricordatevelo…), da sempre attento ai nostri bisogni, che fanno di noi italiani dei cattivoni. L’Italia ha tentato di accusare la Monsanto di strage, e cercato di bloccarne le attività già nei favolosi anni 2000, in tempi non sospetti. È il 1998 quando l’allora P.M. Casson tenta di imputare alla Monsanto e all’ENI (dell’allora presidente Cefis) 256 vittime di tumore per l’alta esposizione a PCM e PVC. Finisce nel 2004 con i 28 imputati assolti. Le motivazioni, saranno tra le più bislacche e infami delle giustizia italiana e sono più o meno le seguenti:
– Sino al 1973 la legge non prevedeva il rischio da inquinamento ambientale tra le cause di morte sul lavoro.
– Non era certo che la plastica uccidesse (visti gli studi Monsanto), né per via diretta né per via indiretta.
– “Gli studi in nostro possesso (da noi sovvenzionati e pagati) dimostravano che se non ingurgitato il Pvc e Il Pet non fanno poi male”.
Stessa cosa di Seveso, di Bophal… dei divertentissimi Tweet di TrumpTrump.
Non si parlava ancora (nei testi di legge) di biodegradabilità o di microplastiche, o di calcolo d’inquinamento ambientale. Gli studi Monsanto portati a prova, non ne facevano cenno, pertanto la spuntarono, con assoluzione piena… mandando a puttane Marghera, la Montedison, Venezia, oltre 500 famiglie, il porto di Chioggia, la Laguna, mezzo mare Adriatico… accollarono tutto a Rossi, al defunto Gardini e pagarono per tutti i già morti e quelli prossimi a venire. Lavoratori di Marghera e pesci di laguna fottetevi!

Torniamo a “Round Up” e i suoi “fratelli glifosati”, in inglese glyphosate: N-(fosfonometil)glicina, C3H8NO5P, è un analogo aminofosforico della glicina, un inibitore dell’enzima fosfoshikimato, un erbicida totale (non selettivo).
Lo riporto cosi com’è scritto su Wikipedia: «Il glifosato è un diserbante sistemico di post-emergenza non selettivo. A differenza di altri prodotti, viene assorbito per via fogliare (prodotto sistemico), ma successivamente traslocato in ogni altra posizione della pianta per via prevalentemente floematica. Questo gli conferisce la caratteristica, di fondamentale importanza, di essere in grado di devitalizzare anche gli organi di conservazione ipogea delle erbe infestanti. L’assorbimento del prodotto avviene in 5-6 ore, e il disseccamento della vegetazione è visibile in genere dopo 10-12 giorni. Il glifosato interrompe la via metabolica responsabile della sintesi di fenilalanina, tirosina e triptofano, inibendo la sintesi del fosfoshikimato, un’enzima necessario alla sopravvivenza della pianta».
Arriviamo così al 2007 (3 anni dopo l’assoluzione per Marghera) quando uno studio ne evidenzia la tossicità, lo reputa cancerogeno. Tuttavia lo studio è ritenuto poco scientifico e viene denigrato. Seguono diverse valutazioni degli organi proposti, e sembra dico sembra apposta, tutto regolare.
Sino a quando si scoprono i “Monsanto Papers”. Il 21 Luglio 2017 da Le Monde: «Il glifosato non è cancerogeno. Arrivano a questa conclusione gli studi delle più grandi agenzie di regolamentazione: l’Agenzia di protezione dell’ambiente – EPA negli Stati Uniti e in Europa l’EFSA. È stato necessario aspettare il 2015 per vedere la IARC, arrivare alla conclusione opposta. “Come si spiega questa […] differenza di valutazione? Gli osservatori indicano soprattutto un motivo: le agenzie si sono basate sui dati forniti dalla Monsanto, mentre l’IARC non ha avuto accesso a quei dati. In altre parole, la decisione favorevole al glifosato è per lo più basata sulle conclusioni dell’azienda statunitense”. In sostanza i burocrati sanitari mondiali arrivano a ritenere gli studi fatti dalla Monsanto stessa validi».
Comunque a Novembre del 2017 la Commissione Europea ha prorogato il rinnovo dell’autorizzazione dell’erbicida per altri cinque anni. Con nove contro sette, voti a favore. E sappiamo quanto Germania e Polonia tengano all’ambiente. Contrari tra gli altri Italia e Francia, dove è vietato comunque di usarlo in parchi, giardini, campi sportivi e zone ricreative. Ne è fatto divieto inoltre in tutte le culture biologiche. In quelle convenzionali serve una distanza tra l’utilizzo e l’invio al consumo, di non meno 90/100 giorni.

Ma perché tanta attenzione su un evidente veleno?
Il glifosato muove interessi enormi: è il pesticida più diffuso al mondo ed è strategico nella produzione di prodotti Ogm.
Negli Usa dal 1974 al 2014 la produzione annua è passata da 400t a 113.000t; si stima che a livello mondiale su ogni ettaro coltivato mediamente se ne utilizzi 0,5 kg.
In Italia nel 2012 ne sono state vendute 1795,1 tonnellate, con la percentuale più alta (14,8 %) tra tutti i presidi chimici venduti nel nostro Paese, dove continua ad essere ampiamente usato in agricoltura e non solo. Pistoia è la Provincia che usa più glifosato, provocando un pesantissimo inquinamento delle acque superficiali con livelli di pesticidi oltre 30 volte i limiti previsti, contaminando mezza Toscana.
Sugli effetti del glifosato va chiarito che il prodotto commerciale, comunemente usato, per la presenza di altre sostanze è molto più tossico del solo principio attivo, ma è solo su quest’ultimo che vengono condotte le valutazioni tossicologiche da parte delle agenzie regolatorie europee. Il glifosato è un potente inibitore degli enzimi di tutte le specie viventi ad eccezione dei mammiferi; per questo è ritenuto innocuo.
Si dimentica però che il microbiotico risulta gravemente alterato e l’erbicida contamina anche il cibo.
I sintomi noti nell’uomo per esposizione sono: occhi gonfi, bruciore, intorpidimento del viso, vesciche, rapida frequenza cardiaca, innalzamento pressorio, difficoltà respiratorie, ecc… Non meno importanti le conseguenze per esposizione a dosi piccole e ripetute nel tempo perché, specie nella formulazione commerciale, il glifosato agisce come interferente endocrino, condizionando la sintesi di ormoni sessuali e aumentando il rischio di malformazioni, aborti ed insufficienza renale.
Limitarsi, all’azione cancerogena è una minchiata. Il glifosato è solo uno dei problemi.

Ebbene, la sentenza americana è certamente un passo importante. E benché l’Italia continua a porre limiti per la coltivazione non biologica, le Multinazionali sono più potenti di uno Stato. E se per profitto o per libero scambio mi bevo una Beck o una Corona, come una Peroni (che tanto i luppoli e i lieviti chi li produce secondo voi?) comunque ingurgito veleni. Dovrei non mangiare nulla che contenga Soja o Mais, cioè l’80% dei prodotti, ma basterebbe una zucchina o un manzo Angus argentino ad assorbirlo o una mozzarella blu.
Per quanto ne dica Salvini, Trump o la Merkel, quanto i loro omologhi, gli Stati Nazionali non hanno nessun potere rispetto alle Multinazionali. Solo una efficace moratoria mondiale, vista l’alta volatilità del prodotto, può contenere i danni di prodotti come questi.
Se siete ancora vivi allora ho detto la verità “questo articolo non nuoce alla salute”.

Vi lascio con un video YouTube che vi mostra alcune delle derivazioni del Mais B type, quello OGM non destinato all’alimentazione umana.

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Daniele De Sanctis

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7 Comments

  • e’ vergognoso che l’ andazzo sia proprio questo. cioe’ continuano a giocare con le ” quantita’ ” , le normative modificano le quantita’ e intanto ci rifilano, a norma di legge i veleni peggiori

  • questi hanno talmente tanto potere e soldi che si permettono pure di pagare le cause in torto e fregarsene di tutto e tutti,continuano a fare business vergognoso!
    ma articoli come questo dovrebbe denunciare qualcosa nell’opinione pubblica! o no??? possibile che nessuno faccia nulla????

    • per quanto in Italia si cerchi di contenere i fito pharmaci il problema come riportato qui e da altri come report presa diretta, il fatto quotidiano e altre testate a livello europeo le monde il guardian il times non ha sortito effetti. A livello mondiale è proprio il fatto che 11 miliardi siano una schiocchezza superabile con un accantonamento di fondi a perdita della multinazionale da dover far pensare che non sono gli stati a decidere ma i veri poteri forti le Multinazionali chimiche finanziarie alimentari. pertanto solo non comprando prodotti di queste puoi sconfiggerle.

  • Solo boicottando. Concordo con il grandissimo De Sanctis. Articolo prezioso e importante… lo stesso sarebbe da fare coi politici e le elezioni, tanto sono solo tutti chiacchieroni e bugiardi

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