La Cultura fa schifo: l’Isis è già in Italia

Report esistenziale dai confini del Nero Califfato..

.«L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è»
(Paul Klee)

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Dai su scandalizziamoci…in fondo non costa nulla e fa un po’ “radical chic”. Hanno preso a sassate una civiltà e dalle più alte platee dello Stato, fino alle più basse leghe della società, si è sollevato un vento di indignazione e rabbia. ISIS siete cattivi: picchiate le opere d’arte e sputate sulla cultura. Assiri, Babilonesi, Nabucodonosor e tutte le mummie ittite si stanno rivoltando nella tomba. I professori ed i fantomatici esperti schierano fior fiore di filosofi per proteggere l’ideale dell’arte. In TV servizi pre-pronti esaltano la lotta tra civiltà. E noi? E noi puppiamo. Fino a ieri ce ne strafottevamo dell’arte, vivevamo di social e combattevamo alla play. Cos’è cambiato? Dopo un’attenta analisi analitica niente. Assolutamente nulla. Lo zero più assoluto. Ancora ce ne sbattiamo, ancora facciamo finta di interessarci a tutto ciò. Banalità? Frasi fatte? Vedete un po’ voi: l’1,1%, fonte Eurostat 2012, del Pil italiano è dedicato a sezioni riguardanti la “cultura” (il termine è generalista, ma al suo interno troviamo un miscuglio eterogeneo di campi). Il dato è ancora più incredibile se confrontato con gli altri paesi. La centralissima Danimarca, con tutto il rispetto per la sirenetta, arriva al 4% e la Norvegia al 3,5%. Quindi, ribadendo la mia stima nei confronti dei fiordi e verso le casette con il tetto a punta, siamo il fanalino, davanti alla solita Grecia. Vogliamo parlare ancora di ISIS? Non ho notato incappucciati tra le rovine di Pompei. Mi pare strano che gli uomini del Califfato si siano spinti fino alla reggia di Caserta per depauperare il nostro corredo artistico.

Ma torniamo al discorso principale… sintetizzando, cerchiamo di fare un punto sull’IS per capire le motivazioni che stanno dietro a determinati gesti. Cosa sappiamo di LORO? Sono neri, fanno paura, sgozzano i giornalisti e sono il nuovo “top” del terrorismo di matrice islamica. La loro mediaticità europea è studiata nei minimi dettagliata, nulla è lasciato al caso: i video (qualità superiore e lavoro da studio), le immagini non lasciano nessun dettaglio ad interpretazione (il taglio del coltello è deciso, il condannato ucciso moralmente prima che fisicamente). Ma in tutto ciò cosa c’entra l’arte? L’arte non è che l’ennesimo step per affermare con forza un pensiero: siamo qui, siamo vivi, siamo l’alternativa. Ed i nostri media? Abboccano come ad un carpodromo. RAI, CNN e BBC, tutti ad aspettare l’ennesima mossa, bisognosi della notizia da copertina. Il format è ideale ed il terriccio è di perfetta fattura. L’estremismo è un mezzo, i musei di Mosul solo un messaggio, l’obiettivo sono le centinaia di milioni di persone che vedranno un cambiamento nei gesti del gruppo siriaco/irakeno. Sommersi nella sporcizia ed “accolti” con un calcio in culo, tramano odio contro coloro che li hanno ghettizzati. Dai ragazzi smettiamola, li conosciamo! Burger King e Coca Cola hanno utilizzato lo stesso marketing diversi anni fa ed il franchising è diventato mondiale. .

Il passato, come il presente, in quei luoghi semidesertici è nulla. I vertici dell’organizzazione ISIS hanno deciso di dare un impatto forte, sconvolgente e rivoluzionario. In questo messaggio non c’è posto per idoli pagani e usanze Occidentali, tutto ciò che c’è stato prima non è stato voluto o deciso da coloro che sono nati in quei luoghi. La Sharia (la legge basata sul Corano) è il nuovo punto di partenza per affermare la propria identità. Identità mai realmente espressa causa dominazione colonialista straniera. Il gatto si è morso la coda, ed è successo proprio oggi. Quindi: cosa cazzo protestate per i musei ? Abbiamo perso dei reperti? C’è chi ha il pane e non ha denti e chi ha i denti ma non il pane.

Davide Lemmi

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10 Comments

  • Capisco lo sfogo, e sono anche d’accordo ma non dobbiamo sottovalutare questo “messaggio”, come dice Lemmi , che azzera la cultura e dunque l’arte…..

  • Il discorso, per cui concordo con Lemmi, e’ che appunto i media tergiversano su cazzate, non per il fatto in se , che certo e’ grave, ma sono tante piccole sfaccettature di comodo per non parlare invece delle vere cause della guerra

  • Quanta passione in questo articolo! L’Isis (o IS) sta facendo qualcosa di assolutamente nuovo per la casistica dei gruppi terroristici, sta tentando di far nascere uno Stato. Uno Stato sunnita che ha come presupposto l’abbattimento dei confini stabiliti a tavolino da Francia e Gran Bretagna. Tutto è strumentale al raggiungimento di questo scopo compreso il commercio delle opere d’arte o la loro distruzione (e questo non è già forse successo decine di volte nel corso della storia?). Noi siamo pieni di ipocrisia e lo confermiamo anche in questo.

  • Si infatti. Dobbiamo tenere a mente che gli arabi sono oggi i cattivi solo perchè ce li vendono così. Se poi lo sono,è perchè sono da decenni assediati dall’occidente, ed è ovvio, quindi,che ormai loro ci vedono come il Male. Li abbiamo portati noi ad incattivirsi così!!!!

  • E’ SOLO UN POPOLO DI IDIOTI…IL VERO STRONZO CE L’HANNO IN CASA…E’ SOLO GENTE SOTTOMESSA ALLA LORO INGNORANZA… NON VEDONO CHI LI SOTTOMETTE…E RIDONO DELLA LORO STUPIDITA’…COME I CRISTIANI…E SULLA LORO STUPIDITA’ DIVENTANO SEMPRE PIU’ RICCHI. PREGATE , PREGATE E PREGATE, FRATELLI E SORELLE…NELL’ALDILA’ CI SARANNO TANTI SOLDI X VOI.
    …

  • ISIS non è un popolo non sono i musulmani sono i potenti della terra che come al solito creano il nemico da odiare per dividere ed imperare. Non è un popolo che vuole distruggere è il sistema e noi non dobbiamo cadere nel loro tranello di odio verso nostri fratelli. Non dobbiamo nemmeno provare odio dobbiamo prendere consapevolezza che se noi reagiamo come si aspettano questo è solo un piccolo modus operandi il resto è peggio. E’ ovvio che distruggano tutto è sempre stato così perciò facciamo morire questo sistema. Assumiamoci la nostra responsabilità e non reagiamo più come ci hanno insegnato. Non creiamo e fomentiamo odio verso un popolo e nemmeno verso chi avversa l’uomo creiamo senso di cooperazione e di rispetto l’uno per l’altro. Così si fa morire il sistema UkiZero… ciao e buona giornata :))

  • Questa guerra fa paura perché la servono a pranzo e a cena in tutti i tg. Tutti i giorni. Alimentando odio. La disperazione fa audience. L’orrore fa audience. Si dimenticano altre guerre. Forse ancora più atroci.

  • qualunque guerra ,etnica,religiosa,politica ecc ecc ,è sempre fondata sull’inganno;quindi credo sia impossibile distinguere la ragione che non vi è!!!!!

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