La crisi dei morti viventi

L'intenzione non è mai stata quella di estinguere il debito, anzi, con il Pareggio di Bilancio ormai l'Europa non "chiede" più ma "impone" l'austerity...

Dopo Berlusconi è stato fatto saltare anche Sarkozy, così come abbiamo visto che l’Europa non ha certo aiutato la Grecia e la Spagna sempre più vicine al baratro! Ma più di tutto, noi italiani, a giudicare dalle elezioni di questi giorni, abbiamo ben capito che la cura Monti non funziona, il debito continua a crescere, e questo lo sapevamo già! E oltre il danno la beffa: di fatto, il totale del debito pubblico è esattamente pari agli interessi pagati! Dunque l’Italia ha già ampiamente ripagato il debito! Tuttavia, noi continuiamo a vivere lobotomizzati da questo incubo, mentre Monti ha prorogato ben “16 missioni di pace” che ci costeranno 1 miliardo e 427 milioni di euro!

Qualche tempo fa mi sono rivisto “La notte dei morti viventi” del grande George Romero. Quel film continua ad essere di un’attualità sconcertante, se non terrificante, se messo a confronto con la realtà che viviamo tutt’oggi: radiazioni chimiche –vedi le scie chimiche e i progetti di geoingegneria che ci avvelenano tutti i giorni- trasformano i morti –gente schiava del Sistema e ormai priva di vita, giacché venduta al conformismo a dispetto del proprio successo e della propria realizzazione- in zombie –orde di consumatori compulsivi ormai divenuti simili ad automi- che vagano assetati di carne umana in preda ad un cannibalismo omicida –vedi le guerre, i processi industriali contaminati, la criminalità fino ad esempi come il bullismo.

I superstiti che tentano di difendersi vengono divorati o alla fine uccisi da quello stesso Sistema che, con la scusa di risolvere il “problema” e “uscire dalla crisi”, non fa altro che ripristinare lo status quo. Così, ecco lo spiazzante e scioccante finale del film: l’ultimo sopravvissuto viene ucciso proprio dalla polizia –la prossima gendarmeria europea?- ancora una volta, il nocciolo è la violenza!

Eccoci allora di nuovo a parlare di questa crisi che ci attanaglia, anche se in verità non c’è granché di nuovo da dire… se non che finalmente abbiamo raggiunto tassi di disoccupazione da far davvero schifo! Viviamo sempre per pagare gli interessi sul debito pubblico. È una fornace in cui via via inceneriamo servizi sociali, nuove tasse, risparmi, case, diritti… Mentre alimentiamo questo roveto ardente ci impoveriamo. Più ci impoveriamo, più il debito aumenta e più aumentano gli interessi sul debito. Dopo sei mesi della cura Monti il debito pubblico è cresciuto e si avvicina ai 2.000 miliardi mentre l’occupazione è scesa e per questo, inevitabilmente, nel 2012 diminuirà bruscamente il gettito fiscale. Nel 2013 dovremo pagare oltre 100 miliardi di euro di interesse sul debito, circa un quarto dei 420 miliardi di tasse annuali. Ci stiamo avvitando come un aereo in picchiata per sostenere l’euro e pagare gli interessi accumulati!

Il problema è che siamo già ad un punto di non ritorno (a differenza dei morti viventi che ritornano sempre..). I complici Senatori hanno ormai approvano il Pareggio di Bilancio in Costituzione e consegnato quindi lo Stato nelle mani dei tecnocrati. Il Pareggio di Bilancio è stato firmato senza che i cittadini italiani ne sappiano nulla o quasi, né nulla di fatto hanno saputo di quanto stava accadendo, complici i media che hanno alzato una cortina fumogena davanti alla vera, fondamentale, notizia dei giorni passati. Adesso, la nostra Costituzione prevede che si debba rispettare ogni anno il pareggio dei conti dello Stato. Ecco che per quanto possano continuare a drenare denaro pubblico per le proprie esigenze, i nostri politici avranno, da adesso, mano libera di fare praticamente qualsiasi intervento sulle spalle dei cittadini per far rientrare i conti. Saranno costretti a farlo. Del resto, da oggi, lo dice anche la Costituzione. Ce lo siamo messi nel culo da soli amici! E questo a prescindere da chi vincerà le prossime elezioni!

La decisione presa è infatti diretta discendente degli accordi del M.E.S., ovvero del Meccanismo Europeo di Stabilità imposto dall’Europa delle Banche agli Stati membri, il quale prevede, di fatto, la perdita ulteriore di sovranità da parte di ogni Paese. Complice la necessità imposta dalla crisi, il controllo dei conti pubblici di ogni singolo Stato, da adesso, è appannaggio non più della sua sovranità ma di quella europea, o meglio, dei tecnocrati europei. Di fatto, il regolamento del M.E.S. -ovvero gli obblighi del Fiscal Compact – conferisce a 17 governatori il potere di esigere qualsiasi somma dagli Stati membri che avranno sforato il pareggio di bilancio per evitare che questi vadano incontro in sanzioni di altro tipo. Chi è nell’Ue deve sottostare a questo totalitarismo: e dunque alzare le tasse, se serve, tagliare i servizi, schiavizzare i lavoratori. Ora non è più “l’Europa che ce lo chiede””, ma ce lo impone, e lo fa come cazzo più gli piace!

Ma oltre il danno la beffa: stiamo togliendo il pane di bocca ai nostri figli per restituire un debito che è già stato ripagato.

Ebbene, su una tabella apparsa sul sito finanziario “Cobraf” (vedi la galleria fotografica sopra) possiamo vedere che, dati alla mano (e gli ultimi disponibili risalgono al 2008), è chiaro che l’Italia ha già ampiamente pagato il proprio debito. Nel caso dell’Italia il debito pubblico attuale di circa 1.950 miliardi (2011) è pari alla somma cumulata di tutti gli interessi, cioè il debito è dovuto agli interessi, dunque il problema del debito è solo che da 30 anni ci si pagano sopra interessi reali inauditi!
La tabella si ferma al 2008 con un valore del debito pubblico totale di 1.663.353 e un valore totale degli interessi pagati dal 1990 al 2008 di 1.605.543. Le due cifre sono identiche nel 2008 e se si aggiornano i dati si vede che pagando circa 50 miliardi l’anno di interessi (ma quest’anno saranno 70 miliardi di euro) il totale del debito pubblico, che è di circa 1.950 miliardi di euro, è esattamente pari agli interessi pagati.

Certo è “normale” pagare gli interessi, lo dicono tutti, ma in questo caso si tratta di interessi impossibili, interessi che allungano all’infinito l’estinzione del debito. Continuando così non ripagheremo mai questo cazzo di debito, anche se fra altri vent’anni lo avremo già restituito tutto. È una truffa! Questa è la realtà dei fatti!

Ovvio che tutto questo è una manna enorme per i famelici appetiti della finanza. E poiché non c’è mai fine e limite alla loro voracità, recentemente la Bce ha “donato” moneta fresca alle banche all’1% di interesse, che non andranno ai cittadini (non sia mai, è un rischio troppo grosso), ma serviranno per comprare i Titoli di Stato, cioè il debito pubblico: rende intorno al 5% ed è garantito dal sangue dei contribuenti.

Al contrario, una vera manovra per uscire dalla crisi dovrebbe essere calibrata per fare in modo che si impedisca al Pil di scendere. Cosa che, invece, puntualmente accade con ogni manovra di austerity. Dopo i 55 miliardi di tagli di Berlusconi, siamo oggi agli ulteriori 30 miliardi di tagli di Monti. Ma questi 85 miliardi di tagli hanno impattato fortemente sulla crescita. Si è lavorato sullo “stabilizzatore keynesiano”, ma al contrario: è crollata la domanda privata, e di riflesso è crollata la domanda pubblica. Così, di colpo, abbiamo settori di imprese rivolte al mercato interno in grave difficoltà, mentre quelle imprese che lavorano sul mercato estero sono in ripresa. Tuttavia, si è soltanto indebolita l’economia italiana.

Facendo due rapidi calcoli, a partire dall’obbligo sancito dal Fiscal Compact di dover ridurre il debito pubblico del 5% annuo per quanto eccede il Pil del 60% – ergo, un ventesimo del Pil – ecco che per un certo numero di anni il nostro paese sarebbe chiamato a manovre annuali di 45 miliardi di euro. Senza considerare quanto paghiamo di interessi sul debito: nel 2012 qualcosa come 72 miliardi di euro.

Di fatto, l’Italia per i prossimi anni è costretta a manovre, per ridurre il suo debito pubblico, di circa 120 miliardi di euro l’anno, una follia! O meglio, la perfetta ricetta per il disastro economico. Un disastro motivato dall’assurda idea di fondo che si debba cancellare il debito pubblico. Ma la realtà è un altra: nessuno ti chiede di azzerare un cazzo! Quello che ha sempre interessato i mercati, infatti, non è che il debito venga cancellato, ma che si stabilizzi. L’obiettivo dovrebbe essere non far crescere a dismisura e continuamente il debito! Anche perché il debito non esiste, e non lo abbiamo fatto certo noi cittadini!

 

Di fatto, dovremmo rimpadronirci della sovranità monetaria! Forse dovremmo davvero tornare alla lira, e per farlo è anche ovvio che di concerto si dovrebbe rivalutare l’intero panorama economico sia bancario che privato, altrimenti saremmo sempre nello stesso bagno di sangue. In ogni caso, tornando alla lira tutto ciò che pagheremmo dovrebbe subire una flessione almeno del 70%. Ma più di ogni altra cosa: deve essere il “popolo sovrano” a controllare l’emissione e la diffusione della moneta per finanziare le attività economiche. Quindi la moneta non deve essere emessa a debito, il sistema del credito deve lasciare l’intera ricchezza generata a chi l’ha originata, e non a chi emette moneta o la fabbrica dal nulla!!!

Tuttavia, gli zombi sono dei zucconi, o forse dipende dal fatto che la prima cosa che hanno perso sono le orecchie, non ci sentono… oppure gli occhi, non ci vedono… o più probabilmente: hanno perso il cervello, è chiaro che non pensano. È l’unica spiegazione, altrimenti non si spiega perché mentre la gente soffre, l’esecutivo di questa macelleria sociale che ci governa ha prorogato ben “16 missioni di pace” –per il periodo dal 1 gennaio 2012 al 31 dicembre 2012– al costo complessivo (oneri inclusi) di 1 miliardo e 427 milioni di euro, con particolare riferimento all’Afghanistan, per proteggere gli interessi giudeo-americani, dove il costo complessivo dell’operazione al 2012 è di 747 milioni di euro. Poi, euro 23.938,928 al mese per le spese del personale, euro 27.388,466 al mese per le spese di funzionamento (viveri, supporto logistico, ecc…), 4200 soldati e 844 mezzi militari nel teatro di guerra.

È il Governo, dunque, la vera guida delle operazioni di guerra a rimorchio dei macellai atlantici.

È il Governo, dunque, la vera guida delle operazioni di guerra a rimorchio dei tecnocrati/bancari europei.

Chi? In questi giorni di elezioni… sta denunciando questi fatti?

Fatale

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