La costruzione delle “idee” e la forzatura di un’infamia

La "costruzione delle idee" si è evoluta nel mantenimento dei propri "utili". Le Elite manipolano le masse che ingurgitano senso comune e comodi stereotopi

I concetti e la “collocazione ideologica” che abbiamo circa il mondo che ci circonda e gli eventi che accadono (i fatti) vengono elaborati parzialmente in base all’esperienza diretta, che può essere anche indotta, e, in parte, filtrati dalla memoria che “giace” nelle cellule cerebrali e che è stata acquisita per via genetica.

Si tratta , in pratica, di una immagine prodotta dai nostri neuroni che, dopo aver registrato informazioni dall’esterno, attraverso sinapsi, collegamenti chimici ed elettrici, elaborano “forme pensiero” finalizzate a farci attivare strategie utili a renderci piùidoneiall’ambiente che ci ospita.  Sebbene questo processo sia in continuo divenire, il più delle volte tende a farci assumere comportamenti tendenti all’adeguamento (mimetismo) e solo raramente posizioni mentali diverse da quella dominante, pena l’ostracismo.

Diversa è l’opposizione che viene assunta per contrastare il pensiero preponderante qualora  questo dovesse risultare dannoso per se stessi o per il sottogruppo di appartenenza.

L’ipotesi che i concetti e le idee siano in parte ereditate per via genetica, nello stesso modo in cui avviene la trasmissione delle caratteristiche fisiche, potrebbe trovare un qualche fondamento sia se si prendono in esame i comportamenti così detti istintuali (cfr il comportamento dei cuccioli tra gli animali), che nell’osservazione della presenza di mitologie simili (anche in tradizioni popolari molto distanti tra loro) che possono essere ricollegate a esperienze traumatiche collettive ed oggettive (p.e. il diluvio universale > periodo di grandi piogge). Credo che il momento in cui si passò dal giacere nel sub conscio alla loro codifica ufficiale (scrittura dei testi sacri) possa esser fatto risalire al momento in cui si formò la percezione della dimensione tempo, avvenimento che, naturalmente, non fu repentino. Oltre ad ipotizzare che tale emersione sia avvenuto per l’essere umano con la “nascitadell’agricoltura, non ho la minima idea del perché ciò non si sia verificato anche nelle altre specie almeno per quanto ne sappiamo sino ad oggi.

E’ tuttavia indubbio che per tutte le specie, animate ed inanimate, esista una sorta di orologio biologico che determina comportamenti che in senso lato potremmo definire “sociali“, finalizzati alla ricerca del minor dispendio di energia, al proseguimento della specie e al conseguimento del maggior vantaggio, una strategia che nell’essere umano è stata via via condizionata da fattori non naturali quali, ad esempio, l’essere ben accetti dal gruppo, il potere sociale-economico e i rapporti di produzione, quindi da fattori quanto mai “storicamentedeterminati e mutabili.

 

Anche se è innegabile che nei diversi ambiti sociali umani vi sia un modo dominante di percepire la realtà, escludo che esso sia oggettivo ed affermo, di contro, che le esperienze personali sono pesantemente condizionate dai rapporti di potere e preconcetti più o meno acquisiti.

Del resto gli stessi eventi storici (i singoli fatti ), rispetto la relazione causa-effetto, possono essere non solo disposti in più relazioni, ma, anche letti e interpretati in più modi, e tutti, in senso relativo, appaiono “veri” se la consequenzialità logica non presenta contraddizioni. In pratica nel mondo non esiste la Verità, ma verità costruite in base ai singoli punti di vista.

 

Questa mia interpretazione dell’origine delmondo delle idee” potrebbe essere tacciata di qualunquismo, essere un invito al: “futtinne, tanto è tutta una invenzione ..una visione equivale le altre”, non è così, è, piuttosto, un invito a prendere atto che, se si intende vivere all’interno di un consesso sociale (non è possibile fare altrimenti), è necessario che ognuno analizzi gli eventi e, in base a sue convinzioni che riconosce avere un fondamento puramente politico-sociale, pur restando nella consapevolezza dei propri limiti e delle imperfezioni, assuma prese di posizione, anche in contrasto con la visione dominante.

 

Ritornando a quando si sia venuto a formare il “mondo delle idee”, ho la sensazione che esso derivi dal linguaggio e non il contrario.

Nel mondo animale e vegetale la comunicazione, sia sonora che cinetica, avviene tramite segnali specifici (colori, suoni, odori, ecc…) privi di significato “altro” se non quello di polarizzare l’attenzione dei simili. Solo nell’essere umano essa possiede fini ideologici.

È interessante notare che nelle narrazioni midrasciche collegate al periodo in cui Adamo era ancora parte integrante del mondo naturale (l’Eden) viene riferito che egli diede senza alcuna difficoltà il giusto nome alle singole cose, e che, solo dopo aver mangiato il frutto proibito, forzò il suo stato di natura ed acquisì la cognizione del bene e del male (legame di causa-effetto), diventando creatore di sé stesso e del mondo che lo circondava (“Satana” aveva detto una verità quando affermava che quel frutto lo avrebbe reso simile a dio), ma allo stesso tempo, data l’imperfezione, cadde nella trappola della costruzione di mondi fallaci.

 

Per quanto il linguaggio creativo sia in continua evoluzione ho l’impressione che nel sentire comune alcune costruzioni mentali ed ideologie siano così radicate e profonde da sembrare che sia impossibile attivare qualsiasi analisi correttiva, e che ciò che è stato tramandato per secoli venga dato per “incontestabile e assolutamente vero“; un modo di operare che da origine a visioni e interpretazioni che, mantenendo il messaggio di fondo del passato, lo adattano al presente.

Un esempio su quanto vengo sostenendo può essere individuato nella macchina mitologica, di medioevale memoria, solitamente identificata con la locuzione “accusa del sangue“, con cui si attribuiva agli ebrei l’indicibile colpa di praticare vampirismo, inteso sia in senso specifico che lato.

Se nel passato tale imputazione celava, sotto motivi teologici, finalità politiche ed economiche (parlarne in questa sede sarebbe troppo lungo), oggi, tralasciando le questioni escatologiche che farebbero poca presa, ma utilizzando lo stesso topos, si è tramutata in un attacco generico allo Stato di Israele (Tzall è stato accusato di fare commercio di organi di palestinesi), nella riproposta del complotto giudaico-massonico (detenzione dell’alta finanziario e dei mass media) e nell’inseguimento del potere universale.

Questo tipo di accuse il più delle volte viene fatto ignorando qualsiasi analisi storica ed è stupefacente vedere/sentire come molti, sopratutto i giovani, ripetano a pappagallo, senza esserne coscienti e dandoli per “buoni”, concetti che nel passato ritroviamo negli scritti di Celso, Apione, della patristica, passando poi attraverso la riproposta dei (falsi) “protocolli dei Savi di Sion“, per giungere, in fine, al Mein Kanpf di Hitler.

 

Si tratta di un miscuglio di preconcetti privo di fondamento che vede “coinvolti” sia partiti di destra che di sinistra.  È un discorso lungo e complicato che dovrebbe essere affrontato e mette sotto accusa l’attuale sistema di informazione globalizzato, dove il pressapochismo, l’ignoranza e la malafede regnano sovrani. Non si capisce bene a vantaggio di chi ciò avvenga, il dubbio che ho è che a trarne vantaggio siano gruppi di potere economico che, ben lungi dall’essere collegatiesclusivamenteall’ambiente ebraico, mirano solo a prostrarsi ed adeguarsi davanti ai maggiori detentori di grossi capitali e delle fonti energetiche (non si può certo negare un importante coinvolgimento sionista in molte nefandezze storiche internazionali, ma certamente non possiamo continuare a trovare nell’ebraismo il capo espiatorio di tutti i mali del mondo. Esso risiede, semmai, nella logica socio-economica dominante..).

Mi riferisco in particolar modo ai petrolieri e alle finanziarie multinazionali, le stesse che, a suo tempo, sono responsabili della eliminazione di Mattei, De Mauro o Pasolini. I media in generale sembrano non rendersene o volersene rendere conto ..ignoranza o malafede? Ricordiamoci di Bruno Vespa, quando durante le ormai famose “primavere arabe“, dietro le quali, ad una analisi quanto mai grossolana non poteva sfuggire che vi fossero i Fratelli Mussulmani (abilissimi, come Hamas del resto, a propagare una immagine di se populista tra i reietti), agli ipotetici rappresentanti dei futuri stati “illuminati” non faceva altro che chiedere: «Ma voi rinnoverete gli attuali contratti con l’ENI?».

In sostanza, la massoneria, almeno quella custode ed interessata alle sole tradizioni misterosofiche originali -non certo la P2, che al contrario è una società segreta votata alla finanza e intrighi internazionali e politici- non c’entra nulla, non è sempre “lei” l’unico e assoluto burattinaio, si tratta semmai della conseguenza logica del capitalismo che non può arrestare la sua tendenza ad allargarsi all’infinito ed accentrare in poche mani tutto, il che porterà alla sua estinzione ..lo sosteneva anche Schumpeter che sicuramente non era comunista.
Allora, io credo che quello che ha sempre dato fastidio agli stessi centri di potere dell’ebraismo è il suo aspetto tendenzialmente anarchico e il rifiuto di una qualsiasi parvenza. Sotto leggi più o meno religiose che vanno interpretate alla luce dell’attualità, nell’ebraismo originale si nascondono messaggi internazionalistici e rivoluzionari che rifiutano la stasi, e mirano ad un ipotetica situazione di beatitudine ed uguaglianza sulla terra (nessun paradiso nel “regno dei cieli”): i più grandi rompicoglioni con ascendenze ebraiche? Jeshua il nazzareno (il cui messaggio sarà travisato), Marx, Freud, Trotsky, et similia…

Tuttavia, questa “lettura” dei fatti dai più non viene colta, e gli “spiriti belli e puri” seguitano a ripetere un superficiale ritornello (quello complottistico..) imparato-acquisito a memoria.

Qualcuno potrebbe dire che questo scritto è di parte …SI lo è ..e allora?

Melog

 

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12 Comments

  • posso capire questo punto di vista, sebbene creda che il capitalismo sia un effetto e non la causa. cioè è solo la "forma" moderna di un'atavica tendenza dominatrice delle èlite di potere, dalla monarchia alla democrazia, è cambiata la forma la sostanza è la stessa. ed è innegabile che il centro di questo potere insano è nelle mani del sistema finanziario sionista

    • da qui, ad affermare però che esistano logge massoniche, prettamente ebraiche, impegnate nell'esclusivo intento di governare l'umanità ce ne vuole!

      • ce ne vuole perchè in realtà la differenza è tra sionismo ed ebraismo.io sono d'accordo con melog,l'ebraismo da fastidio per la sua originale filosofia filantropica,ma purtroppo al suo interno si è creata la frangia sionista che al contrario rema esattamente dalla parte opposta!

  • il problema non è l'ebraismo, è indiscusso che sia in atto da secolo una tendenza anti-ebraica in seno all'antisemitismo… ma è altrettanto evidente che il capitalismo, oggi!!!!, è in mano al sistema finanziario, e questo è controllato da famiglie sioniste. il che non significa dire che gli ebrei sono tutti dei criminali, ma che QUELLE famiglie sono criminali!!!a queste poi,di certo, si aggiungono tutte quelle multinazionali petrolifere e lobby americane che del capitalismo e liberismo ne fanno la scusa per accaparrarsi sempre più risorse!

  • "La natura de' populi è varia; ed è facile a persuadere loro una cosa, ma è difficile fermarli in quella persuasione".
    Niccolò Machiavelli

  • la prima parte dell'articolo è perfetta! complimenti per l'analisi a melog!
    sul fatto che la massoneria ebraica sia solamente marginale ho i miei dubbi… che poi bisogna capire se vogliamo difendere gli ebrei (assolutamente si!!!) o se vogliamo parlare del sostanziale peso della massoneria sulle mire mondialiste delle elite di potere.su questo ultimo punto, seppur son d'accordo nel non forzare la controinformazione/disinformazione più fanatica, diciamo che è indiscutibile il peso della massoneria dietro ad ogni manovra sovranazionale a livello economico, finanziario e governativo. e non aggiungo altro…

  • il tutto partì proprio dall'alterazione e mistificazione della massoneria, che ad un certo punto fu sfruttata in modo strumentale e fazioso non più per percorrere un percorso karmico di evoluzione spirituale (filantropico), ma ne venne appunto abusato l'uso della segretezza e della "loggia" per perseguire scopi strumentali per ottenere maggior potere materiale! le logge segrete vennero sempre più frequentate da gente senza scrupoli che passandosi favoritismi e clientelismi iniziò a creare un èlite di personaggi sempre più potenti nel mondo della politica e della finanza. Gran parte di questa massoneria rivisitò in chiave misterica, segreta e completamente opposta al loro vero significato tutti i simbolismi della Kabbalah. E' chiaro insomma, che tutto partì da una classe chiusa di potenti ebrei cabalisti/massoni… ma non solo!!! questo, col tempo, formò il sionismo e dunque l'attacco della controinformazione che oggi, e in un certo senso qui sono d'accordo con Melog, è divenuto un bieco attacco all'ebraismo in modo cieco e non di rado fastidioso! la cosa buffa è che questo tipo di controinformazion fa lo stesso gioco degli stessi potenti, in quanto essi sfruttano il solito sentimento antisemita per distogliere l'attenzione proprio dalla vera cricca, che sebbene possa essere in gran parte composta da ebrei, non è certo la provenienza etnica/razziale a crearne le "criminali" credenziali.

  • finalmente un articolo onesto e indipendente sull'argomento. finalmente un articolo che cerca di smontare questo insopportabile e continuo attacco agli ebrei, da sempre illegittimamente imputati di tutti i mali della storia.
    ok, è giusto fare la differenza tra ebraismo e sionismo, ed è anche ineccepibile citare le oscure trame del sionismo (come ben si scrive in quest'altro bellissimo articolo di Uki: http://www.ukizero.com/2012/01/i-conati-di-sion/ )
    ma è altrettanto importante temperare e cercare di frenare questo sentimento ostile verso il popolo ebraico… un sentimento che da anni continua a creare antisemitismo e che come afferma anche Melog, non fa che andare a vantaggio del vero capitalismo marcio, vera causa della degenerazione sociale dei nostri tempi (e non ne faccio un discorso relativo a "scuole economiche", ma di personalità corrotte nell'animo a prescindere dall'economia stessa)

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