Klimt e Schiele: eros e psiche

Un viaggio nella Vienna di Klimt e Schiele, tra erotismo, sensualità, psiche e guerra

In questi giorni è nei cinema il film “Klimt e Schiele: eros e psiche“. Solo tre giorni di proiezione per un film/documentario che racconta un’epoca e i movimenti artistici che la caratterizzano.

Prime notizie su Klim

Conoscevo già un po’ di Klimt, che è un artista viennese di inizio 1900 e che caratterizza il periodo che subito precede lo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Ho visto molte delle sue opere e sono stato ad un paio di mostre che parlavano di lui.

Conoscevo e capivo il suo rapporto con Freud. Più che influenza di Freud su Klimt, che in parte anche c’è, credo si debba parlare molto di parallelismo tra loro due: cioè entrambi hanno colto e intuito che la psiche umana nasconde qualcosa, qualcosa che va analizzato nel profondo, tant’è che Freud darà vita alla psicoanalisi. In Klimt invece questa intuizione troverà espressione attraverso l’arte.

Freud scopre che la psiche umana ha una componente che nella vita di tutti i giorni si esprime attraverso sogni, lapsus e nevrosi; Klimt intuisce questo e gli dà vita attraverso molte delle sue opere.

Inoltre caratteristico di Klimt, come in parte lo era stato di Freud, è la riscoperta del ruolo della donna e quanto la sua figura sia centrale e vincolante per l’uomo, vedi “Giunditta” e “Oloferne” e tutti gli altri ritratti di donna che Klimt produce, oltre alle opere in cui la figura femminile è sempre presente e significativa. A riaffermare ciò, in quegli anni, c’è la teorizzazione del “Complesso di Edipo” da parte di Freud.

Notizie su Schiele

In Schiele, allievo di Klimt, sarà lo stesso: donne e psiche, cioè donna come anche suscitatrice di desiderio, quindi eros, sono i protagonisti principali delle sue opere.

Nei suoi dipinti l’uomo è deforme, o comunque variamente sfaccettato. In più in Schiele, maggiormente che in Klimt, l’uomo è portato a scendere a patti che la sfera della propria psiche che più lo determina, contrariamente a quanto cerchi di fare: questa sfera è quella sessuale.
Infatti
 nelle sue opere l’uomo e la donna sono spesso mostrati nudi, con i genitali scoperti. Questa è quello che la Psicoanalisi stava facendo in quel momento, cioè mettere a nudo l’uomo e svelare tutti i suoi istinti nascosti.

Reazioni queste, quella di Klimt e Schiele come quella di Freud probabilmente, a un periodo di grande progresso scientifico, verificatosi alla fine del 1800: progresso che però l’uomo non ha il tempo di metabolizzare, progresso troppo veloce che alcuni esseri umani non riescono ad affrontare, progresso che in parte li destabilizza.
Il sentimento di smarrimento sentito dall’uomo è lo stesso che ha portato alla creazione, per esempio, del romanzo gotico, avvenuto un secolo prima.
Ad aggravare tutto questo però è, da un lustro all’altro, il profilarsi della Prima Guerra Mondiale e poi il suo scoppio e il baratro in cui sprofonda l’uomo.

Considerazioni

Il film è costruito bene: è romanzato e le cose sono espresse anche in maniera abbastanza semplice. C’è un racconto vero e proprio, c’è un narratore che si occupa di tracciare una linea. Certo, se si sa già qualcosa è meglio!
Ci sono però troppe informazioni: tutte queste notizie non sono sempre ben collegate, o almeno non si coglie, in maniera intuitiva, il collegamento tra le informazioni, il racconto di eventi e personaggi che viene fatto e la produzione artistica dei due autori di cui si sta parlando: ecco perché dicevo che se si sa già qualcosa è meglio, perché in questo modo si riesce a tenere il punto del discorso più facilmente.
Probabilmente sono tutti elementi utili a capire il periodo, utili e capire le tendenze ma anche i disagi che caratterizzano quegli anni, ma forse richiedono uno sforzo eccessivo. Non che si debba servire tutto in maniera semplice e senza impegno, ma forse anche il contesto va messo sottoforma di racconto, in modo tale che la mente umana riesca a cogliere i collegamenti e si perda meno pezzi possibile! Esempio: ad un certo punto del film si parla della produzione di vetro lavorato tipico di quell’epoca. Sicuramente serve a descrivere, come dicevo prima, la tendenza del gusto tipico del periodo, ma questa informazione è data senza che il collegamento si possa comprendere in modo chiaro.

 

Roberto Morra

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