Intervista a Roberta Maresci tra le erbe officinali per le donne

La salute viene dal prato! Il libro, scritto da Gilbert Cindy e R. Maresci, è la guida più completa al benessere femminile. Per ciascun disturbo c'è la descrizione con i sintomi e il rimedio più adatto. Per ogni erba medicinale, c'è almeno un suggerimento per gestire, prevenire o alleviare la patologia

«Sei depressa? Iperico e rodiola migliorano il tono dell’umore. Hai mal di testa da ciclo? Combattilo con la corteccia del salice bianco. Produci poco latte per il tuo bambino? Il fieno greco è un ottimo alleato. Soffri di osteoporosi? Dopo la soia, scendono in campo il cardo mariano, la cimicifuga racemosa e il trifoglio rosso», dice Roberta Maresci, coautrice con Cindy Gilbert de “Il grande libro delle erbe medicinali per le donne” (Edizioni Sonda, 448 pagine, 19,90 euro). Tra le 33 piante salutari, indicate per curare, alleviare o gestire 65 patologie rigorosamente femminili, l’agnocasto è la star del prato: «Regola gli ormoni in moltissimi disturbi femminili come la sindrome premestruale, mastalgia, mestruazioni irregolari, menorragia, sterilità, iperprolattinemia, lattazione insufficiente, menopausa e acne. Sebbene possa essere usata anche dagli uomini, è considerata una delle erbe più importanti per la salute femminile. Conosciuta già nel Trecento, all’epoca del Boccaccio, nei conventi e nelle certose era obbligatorio che i frati coltivassero nel proprio orticello personale proprio l’agnocasto, insieme alla melissa, la passiflora e la camomilla, per calmare i bollenti spiriti, agevolare il sonno e domare lo stress dei religiosi e non solo», spiega la Maresci, giornalista, che ha curato anche l’edizione italiana del Volume. Il dizionario, ha una doppia consultazione: dalla patologia ai rimedi naturali e dall’erba ai benefici a “misura di donna”. Doppia anche la lettura, con un testo principale scritto su basi mediche rigorose e varie pillole curiose ad alleggerirne la lettura.

Roberta Maresci, giornalista e scrittrice ha all’attivo più di 16 libri. E questo libro nasce dal suo giardino delle meraviglie, dove coltiva un’officina di erbe e piante. L’abbiamo intervistata, entrando nel fantastico mondo delle erbe officinali e in questo percorso di cura che tutti dovremmo intraprendere magari proprio con un dizionario che ci guidi nella conoscenza dei benefici e dei vantaggi che potremmo trarne per la mente e per lo spirito.

Ciao Roberta, con la tua grande esperienza come scrittrice e come giornalista, quanto ti ci è voluto per entrare nel fantastico mondo delle erbe, nello studio, nel vivo della materia?

Il vero problema è ormai staccarmi dal fantastico mondo delle erbe: adoro avere le mani macchiate di terra, stupirmi come una bambina davanti a fiori, foglie rinverdite e frutti che maturano scandendo il trascorrere del tempo. Sono figlia di Madre Natura. Appartengo alla Terra e prendermi cura di questo mondo in fondo è curare la mia casa, la mia famiglia. Mi sento un filo nella tela della vita e, negli anni, ho imparato ad ascoltare erbe, piante e alberi che ci parlano costantemente. Importante è saper prestare attenzione e avere pazienza, la pazienza del giardiniere, dopodiché la terra è generosa e ti apre le porte dello studio semplicemente frequentandola.

Più di 35 tra i disturbi più diffusi del mondo femminile. Tanti ne avete trovati. Come possono le erbe venirci incontro in tante fasi delicate della vita di una donna?

Le erbe sembrano nate per darci sollievo. Sin dalla preistoria, proprio le donne hanno imparato per prime a coltivare i semi dando poi avvio all’agricoltura. Questa attività ha fatto nascere la figura della “donna di medicina” che, di solito anziana, sopravvissuta a molti parti, ha ricoperto il ruolo di “sciamana”. Il mondo è andato avanti due milioni e mezzo di anni con la “donna di medicina” che curava le ferite cicatrizzandole con la Consolida Maggiore, usata anche per stimolare la formazione del callo osseo in caso di fratture (merito dell’allantoina, usata, in sintesi chimica, anche dall’industria farmaceutica per gli stessi scopi), o prescriveva il Luppolo per le proprietà antidolorifiche anche a chi soffre di artrosi. Oggi noi abbiamo elencato 66 erme medicinali per trattare il mal di testa da ciclo con la corteccia del salice bianco, la scarsa produzione di latte per il bimbo con il fieno greco e la meno raggia con l’achillea millefoglie, ad esempio, ma la guida è articolata.

Per ciascun disturbo, sintomi e rimedio più adatto. Le erbe sembrano proprio la panacea di tutti i mali. Cosa pensi tu della medicina allopatica e quando la si deve sostituire con i rimedi naturali.

Credo sia una valida alternativa se supportata dagli studi in laboratorio. Non è un caso che molti farmaci derivino proprio dai componenti delle piante. Il caso più lampante è l’aspirina, che ha trovato ispirazione dalla polvere amara estratta dalla corteccia del salice, contenente salicilati (farmaci antinfiammatori). Inoltre, la fitoterapia è sicuramente da considerare quando per esempio i farmaci non sono sufficienti, o le terapie prescritte non sono tollerate.

 

66 schede con il rimedio più adatto. Uno studio complesso. Quale quelli che senti più “tuoi”, o che hai applicato e sentiresti di consigliare vivamente?

Be’, a dire il vero, non tutti i rimedi li ho provati, anche perché per fortuna non ho problemi di salute. Però mi sento di consigliare l’agnocasto, star del prato: regola gli ormoni in moltissimi disturbi femminili come la sindrome premestruale, mastalgia, mestruazioni irregolari, menorragia, sterilità, iperprolattinemia, lattazione insufficiente, menopausa e acne. Sebbene possa essere usata anche dagli uomini, è considerata una delle erbe più importanti per la salute femminile. Conosciuta già nel Trecento, all’epoca del Boccaccio, nei conventi e nelle certose era obbligatorio che i frati coltivassero nel proprio orticello personale proprio l’agnocasto, insieme alla melissa, la passiflora e la camomilla, per calmare i bollenti spiriti, agevolare il sonno e domare lo stress dei religiosi e non solo.

In forma di decotti, di tisane, ma anche di preparati galenici: ogni erba è indicata per gestire una sola patologia?

No, ma c’è il trattamento fitoterapico in prima linea e poi gli altri importanti in ordine “piramidale”. Ad esempio, il sesso è ko? Tre grammi al giorno di ginseng migliorano la lubrificazione vaginale ridotta in menopausa e aumentano la libido.  Ma un risultato lo garantiscono anche lo shatavari, la maca, la schisandra e la rodiola  che possono essere utili quando lo stress cronico ha un impatto negativo sull’eccitazione, il desiderio o la resistenza. Le erbe come il ginkgo ad esempio migliorano la circolazione portando il sangue là dove ce n’è bisogno, in questo caso agli organi sessuali. Soffrite di vaginite? L’aglio ha un’altissima percentuale di successo, tallonato da idraste e olio di tea tree. L’endometriosi vi assilla? Curcuma è il trattamento da preferire, seguito da achillea e tè verde. E via dicendo.

Roberta Maresci. Un uragano di idee. Progetti per il futuro?

A fine febbraio uscirà in libreria per Gremese editore un nuovo libro su Mina, donna nel mito esplosiva e camaleontica proprio come il suo nome, che il 25 marzo festeggia 80anni. Poi sto già lavorando ad altri libri. Anche se in questi giorni sono uscite due riedizioni della biografia dedicata a Maria Callas e a Raffaella Carrà, sempre per Gremese editore.

Laura Petringa

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