Intervista a Roberta Dieci, autrice del romanzo “Lotus. Le anime di Aoroa”

Nella sua ultima fatica letteraria l’autrice ripropone il suo amore per il mondo classico in una storia che colpisce per la sua originalità e per le svolte impreviste della trama

Roberta Dieci è un’insegnante, scrittrice e appassionata studiosa di letteratura classica. È infatti laureata in Filologia, Letteratura e Tradizione Classica e in Linguistica italiana e civiltà letterarie. Esordisce nel 2017 per la casa editrice Bookabook con il romanzo “I sogni non fanno rumore”, vincitore di diversi premi letterari. Nel 2019 pubblica per Reverdito “Lotus. Le anime di Aoroa”, primo volume di una saga YA fantasy ricca di mistero, magia e avventura.

Ci presenti il tuo romanzo fantasy “Lotus. Le anime di Aoroa”?

“Lotus. Le anime di Aoroa” è una fantasy epico-romantico, ambientato tra un liceo classico di Verona e un mondo misterioso fuori dal tempo: “Aoroa”. Bianca e Marco non si sopportano, ma sono costretti ad allenarsi insieme per partecipare ad un’importante gara ispirata alle antiche Olimpiadi. Ma proprio durante le gare succederà qualcosa di inaspettato, che cambierà la loro vita per sempre. Da quel momento Bianca sarà come scissa al suo interno e letteralmente in bilico tra due mondi. Il romanzo è accompagnato da citazioni letterarie tratte dal mondo classico e da una postfazione sulle lingua antiche del periodo minoico-miceneo, cose che lo rendono quindi leggibile a più ‘livelli’.

Dopo il tuo fortunato esordio con “I sogni non fanno rumore” hai deciso di cambiare genere e di pubblicare una saga Fantasy. Quali sono state le fonti di ispirazione per la tua nuova avventura letteraria?

L’epica antica può essere sicuramente considerata l’antecedente più illustre del genere fantasy e infatti mi sono ispirata all’epos classico per creare il mondo utopico di Aoroa. Ma sono anche una grande fan della saga di Cecilia Randall ‘Hyperversum’, un modello per chiunque voglia avvicinarsi al fantasy.

Come per il tuo romanzo d’esordio, anche “Lotus. Le anime di Aoroa” trasuda amore per il mondo classico. È infatti un’opera in cui convivono la mitologia greca e le sue leggendarie figure, dalle Arpie ai Titani, e in cui sono presenti richiami a epiche battaglie, come quella delle Termopili. Non mancano poi le citazioni ai miti classici, ad esempio a quello di Er nella “Repubblica” di Platone, e inoltre gli stessi capitoli sono titolati con le lettere dell’alfabeto greco. Da cosa nasce questa fascinazione per il mondo classico?

Il mondo classico mi ha sempre affascinato: il mio primo ‘tentativo’ letterario è stato infatti un racconto lungo ispirato alle divinità greche scritto in quinta elementare su un quaderno che conservo tutt’ora. Non so esattamente cosa ha scatenato questo amore per il mondo antico, ma so che fin da piccola non ho avuto dubbi: volevo frequentare il liceo classico e approfondire le lingue antiche; se vogliamo fare un riferimento al mito di Er di Platone (citato nel romanzo) si può dire che ho scelto questa vita prima di bere l’acqua del Lete.

Marco e Bianca, i giovani protagonisti di “Lotus. Le anime di Aoroa”, si trovano a vivere un dilemma esistenziale quando devono decidere se combattere per un popolo e un luogo che non hanno mai conosciuto, ma a cui sanno di appartenere, o invece bere il succo del Fiore di Loto, dimenticare le loro origini e tornare alla realtà in cui hanno sempre vissuto. Ci parli più nel dettaglio dei tuoi protagonisti? Come hai gestito la loro caratterizzazione?

Ho voluto creare due personaggi opposti: Bianca onesta, dolce, sensibile, ma molto determinata; Marco introverso, cinico e sicuro di sé. I due in realtà si scopriranno molto più simili di quanto immaginano e capiranno quanto l’unione faccia la forza e quanto sia importante ‘fare squadra’.

Quali sono i temi portanti del romanzo “Lotus. Le anime di Aoroa”? Cosa speri che i lettori possano apprezzare della tua saga Fantasy?

Sicuramente un tema portante è quello dell’amicizia vera, disinteressata e onesta: Bianca non sarebbe un personaggio completo senza la presenza della sua amica Eleonora. Un altro tema portante è la forza dirompente dell’amore, che nel romanzo si declina in differenti sfaccettature occupando un ruolo di prim’ordine nello svolgimento della vicenda. Da non dimenticare, poi, il filo conduttore del romanzo, cioè il mondo mitico dell’epica classica che ho cercato di riproporre in chiave ‘moderna’ e spero che questo possa essere un modo per avvicinare i ragazzi alla straordinaria bellezza dell’epica greco-romana.

– “Lotus. Le anime di Aoroa” è il primo volume di una saga. Di quanti volumi si comporrà l’opera? Hai già un piano di uscite editoriali? Puoi darci qualche anticipazione su cosa accadrà nei prossimi romanzi?

Non posso svelare molto, posso dirvi, però, che Bianca e Marco torneranno a vivere insieme una grande avventura, ma superare l’oblio creato dal succo del fiore di Loto non sarà facile!

Con “I sogni non fanno rumore” ti sei cimentata nella narrativa contemporanea, con particolare attenzione per il genere sentimentale; con “Lotus. Le anime di Aoroa” ti sei addentrata nell’universo fantasy/young adult. Una volta conclusa la saga, quale genere ti piacerebbe sperimentare? Che cosa sogni per il tuo futuro di scrittrice?

Sto lavorando ad un testo completamente diverso dai precedenti: una storia nero-rosa ambientata nella Roma anni Novanta: si tratta di intesto scritto a quattro mani, una sfida letteraria che non vedo l’ora di farvi leggere!

Guglielmo Attili

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