Intervista ad Alberto bebo Guidetti, fondatore della rivista culturale indipendente “Fantastico!”

Alberto bebo Guidetti è il fondatore, con Alberto Cazzola e Lodovico Guenzi, del gruppo musicale Lo Stato Sociale. Con LSS hanno all’attivo migliaia di live in Italia, e nel 2018 si sono classificati secondi al Festival di Sanremo. Con LSS dal 2016 ad oggi hanno inoltre pubblicato due libri di narrativa con Rizzoli (“Il movimento è fermo”) e Il Saggiatore (“Sesso, droga e lavorare”), e una graphic novel con Feltrinelli Comics (“Andrea”). Nel 2019 Alberto bebo Guidetti fonda “Fantastico!” una newsletter poi diventata una rivista culturale indipendente digitale e cartacea

  • Come descriveresti il progetto “Fantastico!”, e quale vuoto nel panorama editoriale, digitale e cartaceo, hai provato a colmare?

“Fantastico!” è un insieme di cose che non starebbero bene assieme, ma quando le metti una accanto all’altra, poi, funzionano. Un po’ perché abbiamo imparato a far funzionare l’insieme, un po’ per fortuna, un po’ per magia. Il vuoto che sentiamo di dover riempire è il vuoto di tempo, il darsi tempo, prenderselo e, contro ogni buon suggerimento, perderlo. Il sistema economico entro cui viviamo ci impone la massima efficienza nelle azioni e nella gestione del tempo, devi essere molto performante e devi fare molte cose. Siamo dell’idea che il consumo culturale vada in direzione opposta: poco, per un tempo giusto, che è personale per ognuno di noi.

  • “Fantastico!” è nata come newsletter e poi è diventata una rivista digitale e infine cartacea. Quando hai capito che potevi osare di più, e come hai organizzato il salto verso la pubblicazione, in collaborazione con Poliniani Editore?

Ilenia ed io avremmo voluto esordire da subito con la carta, ma c’è stata tra i piedi la prima ondata di Covid e i lockdown rigidi, così abbiamo preferito comunque rispettare la tabella di marcia pubblicando in digitale. Dopo poche settimane, per una serie fortunata di eventi ho conosciuto Corrado, il boss di Poliniani che, in un gesto di completa irresponsabilità ha detto: “ok, proviamoci”. Una storia fortunata.

  • In una tua intervista hai affermato: «Quando ho fondato Fantastico! ero nauseato dai social network; ora lo sono ancora, ma credo che sia anche compito nostro “restaurarli”». A distanza di due anni dalla fondazione della rivista – che sembrano pochi ma le cose cambiano velocemente nel mondo frenetico di oggi – come vedi la situazione social? È migliorata o peggiorata secondo te?

È un monnezzaio come sempre, ma è l’architettura stessa del social networking che lo rende un monnezzaio. Attraversando ogni tipo di contenuto quello che costantemente viene sottratto è il tempo per la comprensione del contenuto stesso. Non puoi farci niente, è la regola base di funzionamento. Non penso che sian osenzxa speranza, così come non lo è niente e nessuno al mondo, ma è vero che non mi pare abbiano dato una sferzata positiva all’umanità.

  • Ampia parte della rivista è dedicata ai racconti. In base a quali criteri vengono scelti, e come si può fare per collaborare con voi?

Il criterio non c’è, o meglio, è quello del nostro insindacabile giudizio. È come domandarsi di cosa è fatto un buon libro: troppe cose per riuscire a riassumerle. Aldilà dei brani di libri editi da altre case editrici che ospitiamo il percorso però è semplice: candidarsi alla mail fantasticopuntoesclamativo@gmail.com, farsi un po’ di gavetta nella newsletter, incrociare le dita.

  • Qual è la rubrica presente in “Fantastico!” di cui sei più fiero? E quale ti piacerebbe inserire nei prossimi numeri?

Le interviste sono il mio formato preferito, a mani basse, la verità è che tutte le nostre rubriche fisse ogni volta che vengono consegnate sono sorprendenti. Se non mi stupissi del lavoro dei nostri collaboratori probabilmente starei sbagliando qualcosa. Se potessi sognare vorrei una rubrica fissa di qualche gigante del pensiero: Alessandro Barbero, Franco Bifo Berardi, Toni Negri. Gente così!

  • Nel 2009 hai fondato con Alberto Cazzola e Lodovico Guenzi il gruppo musicale Lo Stato Sociale. Che progetti avete ora che finalmente si inizia a vedere una luce in fondo al tunnel, dopo più di un anno in cui la cultura ha sofferto pesantemente a causa della pandemia?

Siamo in tour e navighiamo a vista fino all’ultima data, godendoci un po’ di improvvisazione. Poi vorremmo fare un altro disco, un altro tour, un altro disco, un altro tour e via così per almeno altri 10 anni.

  • Con Lo Stato Sociale hai pubblicato anche due libri di narrativa: “Il movimento è fermo” (Rizzoli, 2016) e “Sesso, droga e lavorare” (Il Saggiatore, 2019), oltre alla graphic novel “Andrea” (Feltrinelli Comics, 2018). Cosa stai leggendo in questo momento? Vorresti consigliarci un romanzo e una graphic novel che ami particolarmente?

Sto leggendo un libro clamoroso: “Il dio che danza. Viaggi, trance, trasformazioni” di Paolo Pecere per Nottetempo. Già dal titolo si può capire l’ambito di trattazione.
Per l’ambito delle graphic novel ne vorrei consigliare una, di un autore che purtroppo ci ha lasciato troppo presto in queste settimane: “Corpicino” di Tuono Pettinato per GRRRzetic.

Lisa Di Giovanni

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