Incontro ravvicinato con Isabel Harper (Intervista esclusiva)

Isabella Salmoirago e Marco Rosso sono due autori, editor e illustratori che si occupano da anni di narrativa per ragazzi. Nel 2018 pubblicano sotto lo pseudonimo di Isabel Harper “Gli Arconti Ombra”, primo volume della tetralogia fantasy “Il fuoco segreto di Altea”, un romanzo dalle atmosfere steampunk ricco di invenzioni originali, animali bizzarri e tanta, tantissima fantasia

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Cosa possiamo aspettarci dai quattro volumi della saga “Il fuoco segreto di Altea”? Che cosa avete riservato ai lettori amanti delle storie fantastiche?

Speriamo di riuscire a trascinare i lettori in un mondo affascinante e variegato, popolato di bizzarre creature fantastiche, dove non esiste la magia in senso stretto, ma una sorta di tecnologia magica, opera di ‘tecnomaghi’, scienziati di grande abilità e potere, capaci di costruire oggetti bellissimi e straordinari. Un mondo dove il male è strettamente legato al potere e all’uso sbagliato delle risorse e della tecnologia, dove anche un’anziana pasticciera nasconde dei segreti, dove le ragazze lottano e combattono con coraggio, dove una spazzina può rivelarsi in realtà una guerriera…

 

Il primo volume della saga, “Gli Arconti Ombra”, è pervaso da un’atmosfera davvero affascinante e retro’, ispirata alla narrativa steampunk, e ai lavori di H.G. Wells e Jules Verne. Qual è la ragione alla base di questa scelta?

Sicuramente entrambi questi autori hanno contribuito a farci sognare da ragazzi: Jules Verne con il suo Nautilus, pieno di bulloni e ingranaggi in “Ventimila Leghe sotto i mari”, La nave volante sostenuta da una foresta di piccole eliche in “Robur il Conquistatore”, La macchina del Tempo e i giganteschi tripodi di metallo ne “La Guerra dei Mondi” di H.G. Wells, sono nel nostro immaginario fino da quando, ragazzini, divoravamo romanzi di avventura. L’idea di un’ambientazione steampunk è nata nel momento stesso in cui abbiamo pensato al nucleo della storia, cioè al furto della Fiamma che ha il potere di dare forza ed energia a questo mondo. L’altro elemento portante della storia è l’acqua pura di Keola, risorsa preziosissima che scarseggia ad Altea ed è totalmente monopolizzata dal potente Vimperion. Dall’unione di acqua e fuoco è naturale che scaturisse tanto, tanto vapore. A parte gli scherzi, ci è sembrato coerente immaginare che in questo mondo esistesse una tecnologia che unisse questi due elementi, acqua e fuoco.

 

Ho sempre visto la scrittura come un’attività solitaria, un momento di raccoglimento in cui si è di fronte a un computer, una macchina da scrivere o un taccuino in compagnia delle proprie idee. È difficile scrivere a quattro mani? Qual è il vostro metodo di lavoro, come riuscite ad arrivare alla fine di un romanzo, anzi, nel vostro caso di quattro romanzi, senza saltarvi alla gola?

Scrivere a quattro mani è sicuramente molto difficile, richiede metodo, fiducia reciproca, capacità di confrontarsi e di condividere le proprie idee, ma anche molto rispetto dei tempi e delle modalità di lavoro dell’altro. Nella scrittura a quattro mani si alternano fasi di lavoro collettivo, di confronto, e a volte anche di discussione ‘vivace’, a momenti di lavoro individuale, ‘solitario’, appunto. Il nostro metodo è quello di alternare questi due momenti in modo sapiente. Prima costruiamo insieme, in lunghi e divertenti brain-storming, ambientazione, personaggi e trama, entrando nei dettagli della storia, quasi capitolo per capitolo. Poi ci dividiamo i capitoli, o gruppi di capitoli, da scrivere, lavorando separatamente. In un momento successivo, ciascuno interviene sul lavoro dell’altro, mettendoci del suo, aggiungendo una descrizione, migliorando un dialogo… Alla fine, una o più revisioni (di solito sono almeno un paio), amalgamano il tutto, come in una ricetta ben riuscita.

 

Ne “Gli Arconti Ombra” vi è un vero e proprio bestiario di creature fantastiche, dal Mimure alla Memostrilla, dai Feoryn, ai dolcissimi e sfortunati Tenerilli. Da cosa siete stati ispirati per creare questi originalissimi animali?

L’ispirazione è venuta proprio dai bestiari medievali, ricchi di creature bizzarre e fantasiose. Ci siamo divertiti molto a immaginare i loro nomi, le loro caratteristiche fisiche e le loro abitudini, il loro habitat, creando una nostra originale ‘zoologia fantastica’.

 

La saga “Il fuoco segreto di Altea” finirà con il quarto volume, o avete in mente di proseguire le storie ambientate nel mondo di Asteria?

L’avventura per ora termina con il quarto volume, ma ci piacerebbe riprendere le avventure di Ailan, Marill e Taryn. Ci sono altre terre da esplorare, per esempio l’isola di Leto, e molti pericoli che covano nell’ombra…

 

In un’epoca in cui la virtualità è centrale nella vita della maggior parte delle persone, come si possono educare i bambini e i ragazzi, vostro target principale, al piacere “antico” e poco social della lettura?

Sono tanti i ragazzi tra gli 11 e i 13 anni, nostro target principale, che amano la lettura e amano anche i videogiochi. Non devono per forza essere attività in conflitto. In fondo anche i libri ci trasportano in una sorta di realtà ‘virtuale’, all’interno della nostra fantasia. Per educare i ragazzi al piacere della lettura serve, come in ogni altro aspetto dell’educazione, innanzitutto l’esempio. Se ci vedono spesso leggere con passione, è più probabile che anche loro imparino ad amare la lettura. Ma il vero segreto per educare alla lettura è sicuramente leggere a voce alta per loro, fin da piccolissimi, e non rinunciare mai al rito della favola della buona notte! Poi quando sono un po’ più grandicelli portiamoli con noi in libreria, o in biblioteca. Sfogliamo con loro i libri, condividiamo le loro passioni e i loro interessi e lasciamo che scelgano ciò che più li attrae tra le proposte adatte a loro. Ovviamente vigiliamo sulle loro scelte, ma con sapienza. La lettura deve essere un’attività libera.

 

Gli Arconti Ombra non è solo una storia fantasy nata per stupire e divertire. Al di là delle invenzioni originali, delle creature bizzarre e dell’atmosfera magica tanti sono i temi che affrontate in questo primo volume: il valore dell’amicizia, il rispetto di ogni creatura e dell’ambiente, la gestione e il controllo del progresso e l’uguaglianza tra i popoli. Quanto è stato importante per voi inserire delle riflessioni così rilevanti in una narrazione nata per i ragazzi, e il cui focus principale è quello di suscitare meraviglia e di rappresentare uno stacco dalla vita quotidiana?

Per noi è stato naturale inserire questi temi nei nostri libri, perché sono i valori in cui crediamo. È venuto da sé, perché sono parte di noi. Per altro, nelle storie fantasy meglio riuscite, avventura e senso del meraviglioso spesso convivono e si intrecciano con temi forti, che hanno radici profonde nel passato più lontano (basti pensare alle favole) e riflettono inevitabilmente anche il mondo in cui l’autore vive. Basti pensare a Tolkien e ai riferimenti alla guerra presenti nella sua opera.

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Alessandro Piccioni

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