Incontri oppositivi del terzo tipo

Gli opposti si attraggono, ma il problema è durare! La vita dovrebbe essere equilibrio non equilibrismo. Nondimeno, non c'è fondo alla bramosia... e così ogni cosa è quello che è perché si oppone alle altre e all’esistenza

.«Polemos di tutte le cose è padre, di tutto poi è re; e gli uni manifesta come dei; gli altri invece come uomini; gli uni fa esistere come schiavi, gli altri invece come liberi».
(Eraclito)

«Amare è soffrire. Se non si vuol soffrire, non si deve amare. Però allora si soffre di non amare. Pertanto amare è soffrire, non amare è soffrire, e soffrire è soffrire. Essere felici è amare: allora essere felici è soffrire. Ma soffrire ci rende infelici. Pertanto per essere infelici si deve amare. O amare e soffrire. O soffrire per troppa felicità. Io spero che tu prenda appunti…».
(Woody Allen – “Amore e Guerra”)

 

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Chi si somiglia si piglia“, ma “Gli opposti si attraggono“.
Chi fa da se fa per tre“, ma “L’unione fa la forza“.
Quando si chiude una porta, si apre un portone“, ma “Non cambiare mai la strada vecchia per quella nuova“.
Chi tardi arriva male alloggia“, ma “Chi va piano va sano e va lontano“.
Sarà il caso che vi mettiate d’accordo o no?

La cosa non è semplice, perché come diceva Niels Bohr: «Ci sono due tipi di verità: le verità semplici, dove gli opposti sono chiaramente assurdi, e le verità profonde, riconoscibili dal fatto che l’opposto è a sua volta una profonda verità». Ecco amici, metteteci una pezza! Io ho rischiato di sputtanarmi il cervello e il cuore.
Tutti noi abbiamo almeno una volta avvertito quell’attrazione nei confronti di ciò che sembrava essere distante anni luce dalle nostre abitudini, di ciò che non ci appartiene, che è peggio, almeno lo è stato nel mio caso, così come qualcuno si sente attratto inspiegabilmente dal fascino del “diversamente buono”… quell’attrazione per il tenebroso testa di cazzo che spesso non fa altro che incasinarci la vita.
Così, non di rado, una coppia sboccia senza avere esattamente nulla in comune. Con il passare del tempo le diversità possono entrarci dentro e diventare delle nostre peculiarità, possono mutarci e plasmarci, possono darci una nuova prospettiva, mettendoci così nelle condizioni di poter osservare le cose da più punti di vista… in modo meno tendenzioso, più ragionevole ed equilibrato.

Amore e odio sono spesso stati considerati due facce della stessa medaglia: in linea di massima, molti sembrano concordare che non ci sia modo di avere l’uno senza l’altro, che l’amore implichi l’odio e che viceversa l’odio non possa esistere senza l’amore. “Eros” e “Thanatos“, ovvero le pulsioni di vita e di morte, scandiscono la dimensione psichica e biologica di ogni essere. Sigmund Freud le individuava nel loro esternarsi, nell’agire costruttivo o distruttivo dell’individuo. Si istituisce così la celeberrima dicotomia tra il principio di piacere, che inerisce all’ES, e il principio di realtà, proprio dell’IO cosciente in contatto e in rapporto col mondo circostante. Il principio di realtà si configura come il criterio in base al quale l’IO, consapevole delle limitazioni che la società impone e dei rischi che il mondo esterno comporta, ambisce al controllo dei moti pulsionali inferiori, che mira ad inibire o a sublimare.
Certo è che se non c’è una vera intenzione di condivisione, alla fine gli opposti non durano. E indovinate un po’? Nel tempo queste differenze finiscono per degenerare in criticità, tensione e conflitti. Ed è proprio da questo che nascono tutti i problemi dell’essere umano e della società tout court… mica solo i miei, ecchecazzo!
L’Altro è diverso, perciò non sappiamo cosa aspettarci; nella morsa del dubbio egli ci fa paura. L’Altro èalieno“: nei nostri ‘contatti oppositivi del terzo tipo‘ si interagisce con altre Vite, e nel timore di soccombere attacchiamo per primi – di solito è il più forte che lo fa! Questo perché vedendoci diversi si cerca di riaffermare la propria ‘identità suprema‘. Ecco che la storia dell’umanità è conflitto… come dire un bagno di sangue.
Il vero ostacolo all’evoluzione della coscienza non è il dualismo in se stesso ma il non volerlo riconoscere ed accettare.

 

L’ESTENSIONE E L’ENTROPIA CHE CREANO LA REALTÀ

Alle fondamenta di tutto c’è il Vuoto cosmico, un tessuto connettivo energetico fatto di una struttura neurale quantica in grado di “riempire” il vuoto stesso attraverso delle “correlazione tra eventi quantistici” (per risonanze armoniche). Queste dinamiche neurali possiamo comprenderle come fossero delle “idee” o immagini di una proto-coscienza universale; esse sono riflessioni energetiche che si dispiegano su frequenze che sono la causa del formarsi del cosiddetto Campo di Punto Zero: ossia quell’architettura olografica che conforma tutte le dimensioni parallele dell’universo. In ognuno di quei mondi – che dunque altro non sono che riflessioni olografiche dell’unico Vuoto neurale (l’unica coscienza cosmica esistente) – prendono forma appunto i “possibili futuri” che lo stesso Vuoto ha “immaginato” – attraverso delle vibrazioni binarieestensione ed entropia. Due perturbazioni frequenziali che dal Vuoto passano per lo stato subatomico fino al piano relativo dell’esperienza e che vengono infatti percepite anche dai nostri “sensi” per mezzo del Campo Magnetico del cuore e delle onde cerebrali attraverso le emozioni che stanno alla base di ciò che Freud distingueva nelle forze di “Eros” e “Thanatos“. L’universo prima di tutto, prende forma dalla combinazione sincronica di queste forze primarie come una sorta di immagine speculare (olografica) della stessa coscienza cosmica del Vuoto – il cui scopo è conoscersi ed evolversi attraverso l’ “esperienza” (sperimentabile nella nostra “dimensione” proprio grazie alle emozioni prima e ai pensieri poi). Di fatto, per fare esperienza l’evoluzione è giunta a frammentare la Coscienza cosmica del Vuoto in tante coscienze indipendenti, che auto-riflettendosi alla medesima maniera, hanno consapevolezza di sé (iniziando dunque a percepirsi per primo con la mente e poi con i sensi… iniziano infatti ad “esistere” sul ‘piano dell’esperienza‘). Queste coscienze individuali (vale a dire ogni essere vivente fino a ognuno di noi, tutti noi) sono appunto legate al Campo di Punto Zero giacché quest’ultimo risulterà essere ciò che Jung chiamava la nostra “Coscienza Collettiva” (laddove si manifestano in potenza proprio quei “possibili futuri” ideati dal Vuoto), mentre ogni singola Vita vivrà la propria esperienza di molteplicità che porterà informazioni utili all’evoluzione dell’unica coscienza originaria esistente, ossia il Vuoto neurale. E quelle dinamiche esperenziali dal piano fisico a quello psichico influenzeranno ogni cosa nella nostra coscienza… diventeranno il teatro della nostra vita: la realtà.

Scusate la complessità di questo discorso, ma ho fatto recentemente una ricerca per cui quello che vi ho poc’anzi descritto è la migliore e più attuale spiegazione scientifica sulla nascita dell’Universo e dell’essere umano. Una spiegazione che va oltre il fatto di essere carne e ossa… perché quella non è pienamente Vita, quella è solo biologia: un’ “applicazione” programmata per morire. Dunque noi chi siamo? È chiaro che siamo Coscienza: un software sovrastante e indipendente dalla biologia… in fondo da qualche parte doveva pur arrivare! Potete approfondire questi argomenti leggendo la succitata ricerca nella prima parte di questo Speciale Approfondimento linkato qui.

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L’ANTITESI VIBRAZIONALE DAL PIANO FISICO A QUELLO PSICHICO

Ora, la fregatura è questa. Abbiamo la realtà: che è il risultato, sul ‘piano dell’esperienza’, delle infinite combinazioni (“correlazioni tra eventi” quantistici) delle due vibrazioni che costituiscono la riflessione del Vuoto ..e di ciò che esso “immagina”. Tale realtà si riflette sul tappeto olografico che costituisce il Campo di Punto Zero. Poiché un siffatto Campo Purico si attiva secondo strutture olografiche (cioè una proiezione virtuale della Coscienza cosmica originale) è chiaro che quando si parla di realtà, di conseguenza, si sta parlando di qualcosa di virtuale, appunto. È un’illusione della Coscienza del Vuoto, che noi percepiamo in quanto ne facciamo parte attraverso la Coscienza Collettiva. È tutto come fosse una specie di software cosmico! Tutto sta nella nostra mente, che a sua volta sta in quella del Vuoto. Perciò tutta questa caciara che ci circonda non è reale! Esiste solo dentro di noi! Chi siamo noi? se non la storia che raccontiamo a noi stessi. È solo un teatro virtuale su cui dobbiamo recitare una parte al fine di trovare sempre nuove soluzioni per l’evoluzione. A noi tocca solo fare esperienza. Il problema è che poi non ci sappiamo regolare al fine di indirizzare una crescita costruttiva (evolutiva)!
Tenete a mente la forza di gravità, ossia l’energia caratterizzante il Campo ElettroMagnetico della nostra dimensione: si tratta di una rotazione intorno ad un asse, più ti allontani e più rischi di staccarti e formare un nuovo nucleo o “asse” attirando tutti quelli che come te si sono allontanati, ciò avviene per la massa organica e pure nell’essere umano. Ci allontaniamo e ci dividiamo, non prima di averci dichiarato guerra in nome di chissà quale assoluta Identità! Cos’è che ci allontana? La velocità o il tempo? Io credo sia la brama di marcare delle “differenze (quasi sempre in vista di maggior potere) per un tempo prolungato (almeno sul piano lineare in cui noi lo percepiamo)… infatti, gli esperti ci insegnano che se da una parte la ricerca dell’Altro definisce la propria identità (capendo ciò che non sono, determino meglio ciò che sono), allo stesso tempo, non a caso, la distrugge, la nuova identità infatti si isola troppo, e si snatura… divenendo una focalizzazioni di sole energie distruttive (paura, odio, rancore, ecc…).
Ciò nonostante, questo stato di illusione permette di fare determinate esperienze, senza di essa non potremmo farle perché in verità esiste solo il presente (l’Esseità del Vuoto). Di fatto non siamo mai nati e mai morti eppure possiamo conoscere la sensazione di nascere e morire, di esistere ma anche di essere esistiti. Questi sono i paradossi esistenziali che nascono dal sistema duale che caratterizza la nostra dimensione..

Potrei scrivere pagine e pagine su come le antiche misterosofie hanno descritto queste “leggi della natura” attraverso le loro Scienze Sacre o nella Numerologia esoterica ad esempio. Fin dall’alba dei tempi, in tutte le civiltà native della Terra, i saggi asceti tramandavano che ogni cosa che esiste sia essa appartenete al genere umano, un oggetto, un animale o una pianta, contiene nella sua unità due opposti, non vi è cosa che non abbia il suo opposto. La “legge della dualità” è la legge che domina l’Universo condizionando la nostra esistenza. Il numero 7 rappresenta il tutto, poiché il 7 è il numero dell’evoluzione creatrice. Secondo precise scienze esoteriche se noi sommiamo il numero 7 esso ci dà inizialmente 28, cioè 2 e 8: simbolo del binario – il 2, Eros e Thanatos, l’uomo e la donna, il bene e il male, il positivo e il negativo, ecc… – e dell’infinito – l’8, la “lemnisca“, la continua lotta degli opposti per il raggiungimento dell’equilibrio – e quindi i simboli del continuo evolversi della vita per mezzo dei contrari.

 

IL SISTEMA DUALE

Ebbene, non appena si comincia a vivere l’esperienza nella nostra dimensione, non si può ad esempio pensare un giorno che afferma se stesso se non pensando ad un giorno che sia in opposizione con la notte, e che dalla sua opposizione – questo risalto della differenza – tragga maggiore personificazione di sé. Abbiamo accennato che questo accade anche in ogni processo di e in ogni contatto intersoggettivo. In questo caso siamo infatti finiti nel pieno mondo diabolico delle differenze, anche perché la differenza più alta è proprio quella dell’opposizione, peccato solo che il contrasto non fa che continuare a generare delle differenze.

Nella realtà in cui ogni cosa cerca se stessa in quanto se stessa, cerca il sé come simulacro: essa cerca la differenza! In quella realtà regna la sola contrapposizione degli opposti: quel perenne ‘stato precario di equilibrio’ tra vizi e virtù.

Senza contrapposizioni non c’è “Polemos“, ossia la “guerra“, e senza “Polemos” non c’è storia (le conflittuali vicende umane)…
Di fatto, l’opposizione fa la distinzione: è questo che bisogna sapere. Il problema è un altro… il problema è che poi noi continuiamo ad focalizzarci sulle differenze finendo per marcare sempre di più le sole diversità. E ci incaponiamo perché ad un certo punto, dimentichi di essere solo “energia pensante“, l’unica cosa che ci preme è il materico, ci snaturiamo della nostra essenza, per così dire. A quel punto, la tragedia o la guerra è dietro l’angolo.

Tutto questo sta a significare che gli opposti devono essere entrambi presenti ed in perfetto equilibrio tra di loro, altrimenti viene inficiata la funzionalità dell’intera personalità, dell’intero sistema!
La condizione umana è data dall’alternanza tra desiderio e appagamento, tra dolore e gioia, tra fame e sazietà (estensione ed entropia – Eros/Thanatos), e se smettessimo di impegnarci continueremmo ad avere fame senza poterci neanche sfamare.
Ebbene, qualunque virtù si trasforma in vizio e in difetto quando diventa eccessiva.
Non solo, la psicologia ci spiega che la vita che viviamo oggi non è altro che il frutto della nostra psicologia pregressa… la realtà o le condizioni in cui viviamo attualmente sono le conseguenze delle nostre scelte e motivazioni passate: pertanto la realtà esterna (ciò che sto vivendo) è lo specchio di ciò che sono dentro, di tutto ciò che a livello emozionale mi porto dentro! Se a questa “legge dello specchio” aggiungiamo le solite “dissonanze cognitive” (il disagio che nasce dal sostenere l’esperienza di due situazioni contraddittorie) allora la frittata è fatta… non di rado finiamo per “rimuovere” ciò che ci fa soffrire (o finiamo per elaborarlo in modo sempre più tendenzioso ed egoistico).
Chi è oltremodo povero è tormentato dalla cronica mancanza di soldi causata dalla “rimozione della ricchezza”, ma disprezzando i ricchi resta sempre più povero! Al contrario chi è oltremisura ricco è esasperato dalla sua “qualità rimossa” che è la povertà, e avendo ribrezzo per la condizione dei poveri, diventa sempre più ricco. Coloro che fanno divertire tanto e che danno l’impressione di essere molto felici in realtà sono perseguitati dalla tristezza quando sono soli: la tristezza è la loro polarità rimossa.
Una polarità viene più o meno rimossa a causa di credenze limitanti sviluppate precocemente. Si tratta di blocchi emotivi, di schemi mentali rigidi o di “programmi inconsci” auto sabotanti. Certo è che lasciano contraddittori, importunità ed ossessioni, ovvero tanti conflitti interiori! Tranquilli, non è solo colpa vostra… l’intero sistema socio-culturale è diventato una fabbrica continua di “schemi mentali rigidi“. Tuttavia, evitando gli eccessi sfuggiamo alla dualità che è la causa della sofferenza e di tutti i mali dell’umanità. Dobbiamo riuscire ad evitare le rimozioni che causano lo squilibrio della personalità e i pensieri contraddittori!

Dobbiamo accettare tutto: mettere ogni emozione sulla bilancia e ad ognuna dargli il giusto significato/proposito affinché il bilanciere sia in perfetto equilibrio.
Questa è la felicità signori e signore. Oramai per me è chiara ‘sta cosa.

 

COMPLEMENTARITÀ ED IDENTITÀ: CONDIVISIONE E CONFRONTO

Sotto ogni cosa che si afferma per sé, c’è un un Sé in cui i due si possono identificare.
Questo comporta due conseguenze:

– il “dualismo degli opposti“: ad esempio l’uomo è tale solo se in contrapposizione con la donna, quindi ogni cosa è Se per opposizione al suo contrario;
– il “dualismo dei complementari“: la donna è parte mancante dell’uomo, lo completa. Abbiamo dunque un altro aspetto del dualismo: ogni parte completa l’altra ed entrambe si possono unire armoniosamente.

Ebbene, la guerra degli opposti fa nascere tutta l’illusione e la realtà, ma non solo, è anche principio della storia: la storia non è che conflitto tra degli opposti… finché ogni opposto vorrà ancora cercare la sua differenza a scapito della sua identità‘. Di fatto, la contrapposizione distrugge anche parte del sé, non solo la forgia. Sarà pur vero che ogni cosa è per opposizione, ma è anche vero che ogni cosa che incrementa la sua differenzaperde la sua naturale identità… perciò: solo se gli opposti si fanno complementari allora si potrà raggiungere una vera identità degli opposti.
Eraclito diceva che «per gli dei ogni cosa è bella, mentre per l’uomo che giudica le cose o sono giuste o ingiuste». In realtà l’uomo pensa male, non comprende la realtà (perché pensa acutizzando ed inasprendo la razionalità materica: inventa delle logiche che giudicano)! Ma soprattutto c’è da dire che l’uomo è soggetto alle “peggiori” sofferenze (ha tangibile percezione del ‘piano dell’esperienza’), mica come gli dèi che se la comandano e sono superiori e potenti su tutto… parlano facile loro!
Interessante ricordare come Eraclito affermava che la guerra degli opposti dipendeva dall’elemento del “fuoco“, il motore del divenire: vale a dire l’odio, che noi oggi potremmo identificare in una vibrazione energetica… una frequenza dell’universo tale da essere una “legge di natura” nella nostra dimensione, e poi manifestarsi in un’onda vibrazionale nei nostri campi magnetici del cuore e del cervello (se noi proviamo odio non a caso il nostro petto brucia, s’infiamma, diventiamo rossi come il fuoco. È “Thanatos” che porta distruzione affinché dalle ceneri si possa risorgere). È una vibrazione che, come il fuoco, separa gli elementi: dunque fa si che le cose nel divenire non siano mai uno. Se da un lato si vede il dio come giorno o come notte, ciò dipende tutto dal fuoco, perché è quello l’elemento che permette i passaggi e forgia le contrapposizioni. Ebbene, l’infuocata guerra degli opposti è ciò che trasforma il divenire in un divenire/conflitto… chiaro no?
La “Polemos” è la spinta alla storia, e la storia èopposizione del due“, quindi nella storia il dualismo è una perenne lotta senza fine. È il momento in cui il gioco dell’opposizione sta degenerando troppo verso la separazione, si è spezzato l’equilibrio!

Un “certo” Giulio Cesare disse che «In tempo di pace, l’uomo di guerra attacca sé stesso». Beh, questa è la radice di tutti i nostri problemi; e questa radice siamo noi. Noi siamo la radice dei nostri problemi. Il nostro smarrimento, la nostra ira e il nostro odio, la paura di ciò che non comprendiamo fa decadere le nostre virtù nel loro opposto come vizi. La violenza di fatto è ignoranza. Fin da bambini ci raccontano sia fiabe in cui con tanta abnegazione si può ottenere ciò che si desidera, sia storie che ci mettono paura, non fosse solo per qualche minaccia in nome della disciplina. Ecco che l’empatia del primo caso affianca da sempre la paura del secondo esempio, la natura umana ne sarà per sempre soggiogata, ma allo stesso modo da sempre in Natura ogni cosa si genera dal risultato di due vibrazioni opposte… dai campi magnetici delle onde cosmiche a quelli delle onde cerebrali. Il piano relativo dell’esperienza funziona così. È l’algoritmo della realtà. Si tratta della mente (pur sempre sottosistema della coscienza cosmica del Vuoto) che colloca lo spazio-tempo virtuale della nostra dimensione ..in tutti gli epifenomeni che lo animano. Sono le regole del gioco!

Allora, al fine di sopravvivere è importantissimo tenere a mente questo: nella nostra dimensione ancor prima della storia esiste il “tempo“, e dalla distinzione di entrambi è possibile l’altra visione del due: quella del due come complementari.
Perché le guerre finiscano basterebbe creare più identità e fare degli opposti dei complementari, così come si può dire che le donne completano gli uomini e gli uomini le donne, allo stesso modo si può dire che i Palestinesi completano gli Israeliani e gli Israeliani completano i Palestinesi.. per fare degli esempi.

Se solo riuscissimo a cambiare il punto di vista sulla dualità e non vedere il due come contrapposizione ma come complementarietà allora accadrebbe un mutamento a dir poco radicale: la storia non esisterebbe più! Senza contrapposizioni non c’è conflitto e senza guerra non c’è storiasi uscirebbe dalla dimensione spazio-temporale per tornare nell’infinito-presente della Coscienza cosmica insita al Vuoto.
Sarebbe forse il salto dimensionale più spettacolare di sempre!

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BISOGNA “RALLENTARE”, PER TROVARE L’EQUILIBRIO

Bisogna ricentrarsi: ritrovarsi nel silenzio della mente, meditare ricercando Sé stessi.
Il metodo migliore per annullare ogni dissidio è quello di concentrarsi in uno stato contemplativo di totale calma interiore.

Per dare il via ad un cambiamento significativo è necessario l’intervento di un metodo che faccia da catalizzatore e che sblocchi l’energia stagnante e risvegli l’attenzione e l’intenzione di una volontà disciplinata, nonché di una notevole sensibilità mentale.

Guardarci con consapevolezza dall’esterno, motivati dalle sensazioni di ciò che vogliamo davvero, ci porterebbe a riconoscere le soluzioni migliori per il nostro destino (potete trovare validi suggerimenti su come fare nell’ultima parte di questo Speciale Approfondimento).
Ad oggi ho capito che per non cadere nella decadenza fisica e/o morale, e restare il più a lungo possibile sulla cresta dell’onda, dobbiamo evitare come la peste l’estenuante ed esagerata brama verso ‘chissà cosa’: dobbiamo cioè stare attenti agli eccessi! Il ché non significa che non ci possiamo sballare, anzi, Dionisio insegna! Il fattaccio sta nel momento in cui agisco in modo egotistico irrispettoso della libertà altrui e quando le mie azioni non sono più mosse da un “modello” costruttivo, se non altro..
Dobbiamo impegnarci a fondo nelle nostre attività ma sempre con il dovuto distacco, ossia senza attaccarci morbosamente ai risultati materici che spesso sono solo aspettative costruite dal sistema socio-culturale… dunque processi snaturanti! Dobbiamo capire quando è il momento di smettere di lavorare come schiavi per quelle élite che invece non fanno altro che assoggettarci; in ogni caso l’eccesso ci fotterà la vita!

Quando l’Io riesce ad accettare l’inconscio e a riconoscerne le ragioni, allora si creerà una situazione di conflitto tra due frequenze di informazioni entrambe valide per il Sé. Infatti, è proprio nel momento del conflitto che il superiore riesce a generare ciò che Jung indicava col “Simbolo” (richiamando gli Archetipi) in grado di farci procedere ‘oltre‘ con lo sviluppo psichico. Di nuovo, è nei momenti di “opposizione” che si genera qualcosa di nuovo: è una presa di coscienza che ci permette di superare quella tensione proprio grazie a quel Simbolo in grado di “riunificare” (come ci suggerisce l’etimologia “symbollein” che significa “congiungere”). Nello specifico, secondo Jung il vero Simbolo nasce dalla cooperazione fra Coscienza ed Inconscio, ecco ancora una volta la complementarità da preferire all’opposizione nelle condizioni di conflitto, perché quella cooperazione porta ad un nuovo slancio vitale nella persona, dal momento che il Simbolo funge da “trasformatore di energia” (“Energia Psichica” – C.G. Jung).
La capacità del Simbolo di portarci oltre, suggerendoci nuove direzioni o chiavi di lettura riunendo gli “opposti”, è una forza fondamentale nel processo diindividuazione“… quando cioè si sta cercando di divenire in tutto e per tutto sé stessi. Tutto questo è ben riscontrabile ad esempio nella lettura dei sogni delle persone..

Bisogna capire che la condizione umana è soggetta al principio dell’alternanza, ossia agli alti e bassi, e farsene una ragione! Insomma è normale salire, ma anche scendere… Il segreto è accettare di scendere al momento propizio, per non soccombere, alle volte trovando delle posizioni alternative più consone alla nostra più autentica natura, perché poi si risalirà di nuovo e ancora più in alto! L’accettazione della realtà e di se stessi libera dal dolore, dalla paura e dagli errori e spinge a rimboccarsi le maniche e ad affrontare il cambiamento. I problemi persistono soltanto quando si fa resistenza. Così è per tutti.
Il vero senso della vita, e il raggiungimento della felicità, potrebbe proprio essere il “fare la cosa giusta“.
Da non crederci quasi… Questa evoluzione è fottutamente fica!

Meditate gente… meditate.

 

«Uno non raggiunge l’illuminazione fantasticando sulla luce ma rendendo cosciente l’oscurità»
(C.G.Jung)

 

Andrea Fatale

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13 Comments

  • scienza,psicologia e senso della vita……Andrea sei oltre. ti ringrazio anche io per tutto quello che ci regali. una scrittura sempre frizzante per saggezze eterne
    articolo bellissimo. lo portero’ nel cuore facendone tesoro

  • POST FAVOLOSO! TRA LE COSE PIU’ ILLUMINANTI LETTE SU QUESTI ARGOMENTI,CHE E’ POI IL GRAAL DELLA VITA. ANDREA SEI STRAORDINARIO ! PAROLE DA STUDIARE E METTERE IN PRATICA GIORNO DOPO GIORNO
    DA CONDIVIDERE !!!!!

  • Andrea,il tuo metterti a nudo condividendo queste preziose saggezze ci mette di fronte “la cosa giusta” da fare,oltre alla difficoltà di rimanere coerenti con queste “belle parole”
    :)))

  • l”Altro è alieno…. nella paura di soccombere, attacchiamo per primi nei nostri incontri oppositivi del terzi tipo …
    la storia dell’umanità è conflitto. senza conflitto non c’è storia e dunque non c’è tempo lineare …. tutti saremmo Uno.
    dietro questo post di Fatale c’è il succo di saggezze millenarie ….. post immenso!

    • si perchè tra l’altro questo descrizione può essere ben allargata anche agli studi di esperti come Mauro Biglino o Corrado Malanga ….. nel primo per spiegare ancora una volta l’opposizione che si instaura finanche tra razze diverse (addirittura una creatrice dell’altra) e nel secondo per giungere alle sue recenti conclusioni in cui l’alieno sfrutterebbe il nostro Io che si riflette e identificandosi con l’alieno…..

  • QUESTO POST PUò DIVENTARE LA CHIAVE DI LETTURA DI TUTTO PERCHè è IL MODO CON CUI LA NATURA DEL VUOTO INTERAGISCE CON SE STESSA E QUINDI CON LE REALTà CHE PRODUCE
    è IL MODO CON CUI L’UNIVERSO HA CONSAPEVOLEZZA DI SE, STESSA COSA PER OGNI ESSERE SENZIENTE

    COMPLIMENTI A FATALE …….. DAVVERO UNA SPANNA SOPRA TUTTI!

  • Trovare la forza, la lucidità di equilibrare le proprie emozioni. Accettare quelle negative e canalizzarle in funzioni positive. Rendere ogni opposto complementari sarebbe un paradiso. Come si fa se istintivamente l’uomo tende a diversificarsi dagli altri? È davvero difficile controllare le proprie emozioni negative

    • certo che è difficile! per questo il buon Fatale non smette mai di affermare che l’ unico modo per controllare le emozione è contemplarle e osservarle da un punto di vista esterno con la meditazione, o almeno con esercizi di concentrazione nel silenzio e dialogo intetiore…… quello è l’unico modo di vestire e svestire le nostre emozioni e reazioni

  • si in effetti questo post sembrerebbe essere il sunto di tutte le migliori tradizioni psicoterapie e saggezze per la ricerca del senso e della felicita’ della vita ma spiegate solo come Fatale sa fare …

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