Per gli astensionisti: in vista delle tornate elettorali

La via legale per boicottare il voto

Da più persone ho sentito spesso affermare che alle prossime elezioni politiche, per protesta, non andranno a votare, il tutto condito dalla affermazione: «Se tutti quanti gli italiani non si recassero a votare, i nostri politici capirebbero quanto orrore ci fanno».

Se tale ragionamento è comprensibile, tuttavia presenta un punto debole. È impensabile pensare che nessuno degli aventi diritto al voto vada a votare, a questo punto la risposta è “va bene, andrò a votare e farò scheda nulla o bianca”  ..anche questa strategia presenta un punto debole in quanto le percentuali di schede bianche o nulle vengono ripartite tra le liste e il risultato sarebbe che, se per assurdo in totale venissero votate solo 3 schede, di cui 2 ad A e una a B ..A avrebbe la maggioranza dei seggi (2/3).

 

Una soluzione legale e riconosciuta ufficialmente tuttavia c’è:

Si va al seggio, ci si fa registrare come votante e poi si dichiara al Presidente di seggio che non si ritira la scheda in quanto “non ci si sente rappresentati da alcuna lista“. Il presidente è tenuto a registrare sul verbale tale evento ..il risultato sarà che (sempre facendo ipotesi un poco altisonanti) al seggio si è presentato si il 100% degli aventi diritto al voto, ma che ha votato solo il 30% …il restante 70% non potrà essere ripartito in alcun modo in quanto le schede non sono state inserite nell’urna.

Un simile “rifiuto” della classe politica attuale non solo è legale e non va incontro ad alcuna sanzione, ma potrebbe, se significativo, dare un chiaro e tangibile segnale e, al limite, invalidare la tornata elettorale.

Melog

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