Il vacanziero sopravvissuto?

Piccolo manuale per il vacanziero sopravvissuto a tifoni e ondate di calore

Ffffff…, scusate, arrivo trafelata dopo essere scampata alla depressa Circe, l’infernale Minosse e il barcarolo Caronte.. Ero stravaccata a mollo nella mia piscinetta da giardino, sotto la tempesta solare, quella che avrebbe dovuto fondere i trasformatori di tutto il mondo ma che in realtà mi ha fuso il culetto con ustioni di secondo grado, prestando distrattamente solo un orecchio alle fastidiose parole di Minosse che mi ripeteva in continuazione che il mio girone era quello dei golosi o, in alternativa, quello degli iracondi -lo so, passo da  momenti di voracità vergognosa ad altri in cui, ancora con la bocca piena di pizza o di tiramisù, mi scaglio veemente sulla tastiera per mandare a quel paese qualcuno che ha piacere a ricevere i cetrioli di Monti e me li consiglia-  quando ecco che si scatena il finimondo: raffiche di vento mi scagliano addosso manciate di foglie del noce, il cielo diventa nero e, nel caos più totale tra pioggia e bufera, sento un terribile “pssss” che proviene dal ciambellone che sostiene la piscinetta… oddio, si sta sgonfiando!

Faccio appena in tempo ad uscire che con uno “splash” pauroso l’acqua tracima, per essere più raffinati “esonda”, sotto le spinte del “tifoncino de noantri”.

Ecco, la mia vacanza casareccia è rovinata! Vabbè, ma a voi che ve ne frega? Voi che le vacanze le fate per davvero, voi che smadonnate nel traffico delle zone costiere, e mentre trascorrete ore in macchina avete tutto il tempo per intrecciare parentele col vicino di fila e vi scambiate le madonne e i santi da invocare.

Voi, che invece avete scelto i trendissimi agriturismi, dove tramortiti di noia non trovate di meglio che ingozzarvi come oche all’ingrasso, non prima di aver fatto il giro tra gli attrezzi agricoli antichi e gli animali da cortile e, tra una partita a ping pong e un’abbuffata schiacciate i poveri sonnellini, che devono subire il peso della vostra ciccia, oppure rischiate la congestione buttandovi a bomba nella piscina in mezzo alla pipinara di ragazzini che strillano come se dovessero affogare da un minuto all’altro (magari!).

Voi snob, che vi inerpicate come stambecchi su per le ferrate delle Dolomiti, e che poi vi dovete curare le vesciche ai piedi, che raggiunto il rifugio in quota vi abbuffate (ancora!) di polenta e osei e strudel, tanto per reintegrare le calorie perse, e che tornate più stanchi di prima trascinandovi per il colpo della strega.

Voi, che trascorrete alcuni piacevoli giorni nella casa di famiglia in collina, circondati dai parenti serpenti e litigando con la cognata o la suocera, coi ragazzini che frignano per una spinta sull’altalena e godendo delle piacevolezze campestri col suocero che vi mette a raccogliere pomodori per fare la passata, proprio nell’ora più calda, buttandovi giù dall’amaca strappata alle chiappe della sorellina.

Voi, che quest’anno facciamo il giro delle capitali europee, e vi intruppate con le migliaia di turisti che hanno avuto la stessa vostra idea e vi subite file e tour de force per visitare i monumenti, facendovi spennare come polli nei ristoranti “italiani”, perché va bene l’estero, ma la pizza italiana è un’altra cosa.

Voi che scegliete mete più esotiche e passate una settimana in compagnia della vendetta di Montezuma (diarrea fischiante), o restate chiusi nello Sheraton perché fuori l’aria è rovente e uscite come i vampiri solo quando è buio.

Voi che…

 

Io, invece, me ne starò qui, nel mio bel giardinetto, con la piscina che riparerò, se solo Circe se ne torna all’inferno, in attesa della prossima botta di caldo che al momento non so che nome avrà, prendendo sane boccate di spread, preparando popcorn da gustare davanti ai tg, con la curiosità di sapere quanti suicidi ci sono stati oggi, quante imprese sono state vampirizzate dal famelico governo, e se finalmente è stato venduto ai cinesi il Colosseo che, diciamo francamente, sta lì, inutilizzato, alla mercé dei Centurioni che litigano con Alemanno che li vuole cacciare. Questo monumento dell’inutilità che, almeno nelle mani dei cinesi acquisterà una nuova veste, magari verrà trasformato in un albergo o, magari, in un confortevole centro estetico dove abili mani di massaggiatrici esperte potrebbero dare nuova vita a corpi flaccidi e vogliosi.

Mi godrò lo spettacolo delle castronerie che escono dalle fetide bocche degli ammucchiati ABC (Alfano, Bersani, Casini), gli sfregi grammaticali di Di Pietro, che non c’azzecca un congiuntivo, o le dissertazioni cul-filosofiche di Vendola, o ancora le smargiassate del redivivo Berlusconi, tra un esibizione olimpica e l’altra… sorseggiando una limonata concentrata, per tamponare gli effetti devastanti che questi individui producono sul mio intestino.

Starò pancia al sole a godermi al massimo le scie chimiche, aspettando impaziente che finalmente venga esportata la democrazia in Siria e in Iran, dopo che gli  esportatori hanno sobillato le masse. E finalmente, a notte fonda, mentre penserò a voi che sgomitate per prendere un gelato da leccare lungo lo struscio, o che vi scatenate in una sinfonia di sudore e profumi nauseabondi, al ritmo del zum zum, mi gusterò le ricette del principe Alessandro Borghese su Real Time, cercando di tenere a freno le botte di fame che mi prendono verso le tre di mattina.

E quando finalmente questa estate sarà finita in un tripudio di alluvioni e rigurgiti di caldo settembrino, ci ritroveremo tutti di nuovo qui, voi a contare gli spicci che sono sopravvissuti alle vacanze, io a pregare che la banca non sguinzagli i gendarmi per venirmi a prendere per le orecchie, o sperando che dal bancomat non escano sputi e minacce di calci nel sedere. Tutti uniti, finalmente, dalla miseria in cui questo Governo ci sta precipitando, voi  più abbronzati, io più incazzata che mai. Sempre che, nel frattempo, la luna non sia diventata rossa e i cavalieri dell’Apocalisse non si siano fatti largo nel cielo tra una scia chimica e l’altra, nel qual caso i problemi saranno risolti alla radice!

Intanto auguro buone vacanze a tutti, belli e brutti, e che Dio ci assista! Ah, dimenticavo: se per caso avvistate un gommone in acque internazionali nei pressi delle coste italiane, non avvisate la guardia costiera, sono le solite imbarcazioni di disperati che partono per cercare un futuro migliore lontano dal loro paese d’origine. Offrite loro un po’ d’acqua e un tozzo di pane… sono gli italiani che partono verso l’Albania o le coste del nord Africa.

Stefania Giacarelli

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